Simone Kermes: dal Barocco “napoletano” a Handel

“LAVA” – Opera Arias from 18th Century Napoli – Simone Kermes, soprano, Le Musiche Nove – Claudio Osele . Arie da opere di Hasse, Leo, Pergolesi, Porpora, Vinci. 1 cd DHM, 2009(con note in italiano)
LA DIVA” – Handel Arias for Cuzzoni – Simone Kermes, soprano, Lautten Compagney Berlin – Wolfgang Katschner. Arie da “”Admeto”, “Alessandro”, “Flavio”, “Giulio Cesare”, “Riccardo Primo”, “Rodelinda”, “Siroe”, “Tolomeo”. 1 cd “BERLIN CLASSICS”, 2009
Simone Kermes - La DivaSimone Kermes, soprano “fuori dagli schemi” dal look originale, è sicuramente un nome noto agli appassionati di opera barocca, vista la sua cospicua discografia che spazia da Handel a numerosi altri autori del XVIII sec. Il soprano tedesco ci presenta ora due nuovi album, in particolare, quel “Lava” , titolo che è un chiaro riferimento al Vesuvio, ai piedi del quale è fiorita la grande scuola napoletana. Non trovo azzardato affermare che questo cd è un vero  scrigno di gioielli ! Basterebbe l’ascolto di pagine come “Manca sollecita” dal Demetrio di Leonardo Leo, o “Come nave in mezzo all’onde” dal Viriate di Johann Adolf Hasse, o ancora “L’augelletto in lacci stretto” dalla Didone abbandonata dello stesso Hasse, per rimanere estasiati, non solo dalla bellezza di queste pagine, qui in prima registrazione assoluta, ma dall’interpretazione magistrale della Kermes, vocalista straordinaria, in grado di affrontare non solo il virtuosismo più appariscente, ma anche quello che si esprime attraverso il “legato”, le lunghe arcate nella tenuta del canto nei fiati.  Accanto a questi gioielli “rari” ci  sono  delle “perle” più note, come il “Lieto così talvolta ” e “Mentre dormi amor fomenti” dall’ Adriano in Siria e dall’ Olimpiade di Pergolesi.  Anche in queste pagine magnifiche l’arte canora della Kermes  tocca il sublime, anche grazie al supporto, o meglio alla  fondamentale  presenza degli strumentisti de “Le Musiche Nove”, diretti da Claudio Osele, che arricchiscono il canto di  altri bellissimi tocchi di colore.
Dopo l’ascolto di questo bellissimo album, il secondo, quello dedicato alle opere  interpretate  da una delle “muse” di Handel, il soprano Francesca Cuzzoni,  ci sembra quasi  “banale”,  o  scontato, pur trovandoci  difronte a esecuzioni di altissimo livello. In tutti i brani in programma la Kermes infonde il suo tocco personalissimo, fatto di fantasia,  di una intensa partecipazione teatrale, che non perde però mai di vista il rigore stilistico.  Accompagnamento strumentale di ottimo livello, ma non al pari del disco precedente.  Degne di curiosità e qui incise per la prima volta, la prima versione dell’aria di Rodelinda, “Ombre, piante”, dell’atto I e  “Ah perchè, giusto cielo”, nell’ atto III, che Handel cambiò dopo la prima dell’opera, nel 1725, sostituendola con l’attuale “Se il mio duol”. Se vi consiglio caldamente “Lava”, anche questo “La Diva”, completa il ritratto di un’artista, come Simone Kermes,  dalla personalità assolutamente definita assolutamente mai banale.

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