“Der ferne klange” per la prima volta a Zurigo

Opernhaus di Zurigo, stagione lirica 2009-2010
“DER FERNE KLANGE” (Il suono lontano)
Opera in tre atti, libretto e musica di Franz Schreker
Grete Graumann
JULIANE BANSE
Der Frau des alten Graumann
STEFANIA KALUSA
Mizzi / eine choristen
TERESA SEDLMAIR
Milli / eine ender choristen
SUSANNE GROBHOLZ
Mary
CAMILLE BUTCHER
Eine Spanierin
ANDREA SCHWENDENER
Die Kellnerin
IRENE FRIEDLI
Madchen
AGNIESZKA ADAMCZAK
Fritz
ROBERTO SACCA’
Dr.Vigilius
VALERIJ MURGA
Ein Schmierenkomödiant
CHEYNE DAVIDSON
Der alte Graumann/ Rudolf
MORGAN MOODY
Der Wirt / 1 Gast
TOMASZ SLAWINSKI
Der Graf
OLIVER WIDMER
Der Baron / 2 Gast
DAVIDE FERSINI
Der Chavalier / 6 Gast
PETER SONN
Ein zweifelhaftes Individuum
BOGUSLAW BIDZINSKI
Erster Chorist ANDREAS WINKLER
Zweiter Chorist
IGOR BAKAN
Polizist
THOMAS TATZL
3 Gast
KRESIMIR STRAZNAC
4 Gast
SHINYA KITAJIMA
5 Gast
PABLO RICARDO BERNSCH
7 Gast
ALEJANDRO LARRAGA
Coro e Orchestra dell’Opera di Zurigo
Direttore d’orchestra Ingo Metzmacher
Maestro del Coro Ernst Raffelsberger
Regia  Jens-Daniel Herzog
Prima rappresentazione all’Opera di Zurigo
Zurigo, 15 maggio 2010
Una scoperta! Per la prima volta all’Opernhaus di Zurigo viene rappresentato Der Ferne Klange. L’opera, composto da Franz Schreker( 1878-1934) e messa in scena per la prima volta a Francoforte 1912, è stata il primo grande successo teatrale di Schreker. Con la bellezza e la ricchezza dei suoi colori orchestrali, ha consacrato il compositore tra i maggiori operisti della sua epoca, erede della scuola wagneriana, ma allo stesso tempo attento alla grandi innovazioni musicali, in particolare a quelle di Debussy. Il soggetto, dello stesso Schreker,  racconta la tragica  storia di un compositore alla  ricerca di un suono lontano, che gli risuona nella mente,  perfetto e come tale irraggiungibile. La  regia  di  Jens-Daniel Herzog, intelligente e di grande effetto,  costruita su  un palcoscenico mobile,  costruisce la vita di Fritz in un ampio arco di tempo, intensificando così questo effetto di “ossessione”  della ricerca dell’impossibile, della perfezione che copre un’intera vita, che può essere interpretata come il  tormento della continua ricerca,  che da sempre  caratterizza l’artista di ogni epoca. Le belle scene e i costumi evidenziano bene le differenti epoche. Convincente anche la direzione d’orchestra del bravo Ingo Metzmacher che ha saputo  affrontare questa musica complessa, dalle sonorità spesso  opulente ma anche di intimismi lirici, con il massimo controllo. Un’ottima prova anche per l’orchestra del teatro che ha ben risposto alla linea interpretativa del direttore. Nella lunga locandina degli interpreti, spicca il nome di  Juliane Banse. Dotata di una bellissima voce di soprano lirico la Banse ha ricreato mirabilmente le diverse sfaccettature del personaggio di Grete. Anche sul piano interpretativo, il soprano americano ha toccato punte di altissimo livello, ad esempio nel commovente finale dell’opera, con la morte di Fritz. In questo ruolo, Roberto Saccà offre la sua genuina e squillante voce tenorile a un interessante ritratto di questo tormentato musicista. Tutti  i numerosi ruoli di questa complessa partitura, sono stati affrontati da un folto gruppo di valenti professionisti. Sicuramente una degli appuntamenti più importanti di questa stagione dell’Opera di Zurigo.
Foto di Suzanne Schwiertz




 

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