Gaetano Donizetti (1797 – 1848):”L’Elisir d’amore”

Melodramma giocoso in due atti, libretto di Felice Romani, da Le philtre di Eugène Scribe.The Glyndebourne Chorus, London Philharmonic Orchestra, Maurizio Benini (direzione), Annabel Arden (regia), Ekaterina Siurina (Adina), Peter Auty (Nemorino), Alfredo Daza (Sergente Belcore), Luciano di Pasquale (Dr. Dulcamara), Eliana Pretorian (Giannetta)Glyndebourne Opera House, East Sussex, United Kingdom, agosto 2009 1 dvd Opus Arte – OA 1026 D – 129′

Il Festival di Glyndebourne costituisce un’oasi felice nel panorama lirico europeo, grazie alla storia di tale teatro, il cui management ha sempre optato per produzioni di volta in volta tradizionali od innovative, ma sempre d’alta classe, assieme al lungo periodo istituzionale di prove che garantisce una coesione ed un livello di perfezione altissimi per tutti gli allestimenti.
Questo “Elisir d’amore” registrato nel 2009 s’inserisce nel solco della tradizione, con un’ambientazione da seconda guerra mondiale, già vista in altre produzioni di successo. La scena è piuttosto minimalista e scarna (leggasi “economica”) con un unico setting dalle proporzioni sghembe, in un imprecisato spiazzo di fronte alla magione di Adina. I costumi sono fedeli riproduzioni del look agreste dell’epoca, senza concessioni vignettistiche e realizzati con classiche nuances pastello. Le luci sono invece poco efficaci, tendono spesso alla fluorescenza e mal si sposano con l’idea naturalistica impressa allo spettacolo. La regia di Annabel Arden è lineare, con un paio di guizzi simpatici, ma non dice nulla di nuovo purtroppo: Nemorino è visto come lo scemo del villaggio, Adina come una villanella ripulita, Belcore insopportabile nel suo essere smargiasso e Dulcamara il solito ciarlatano panciuto, la cui verve potrebbe essere approfondita con maggior risultato.
Il cast è ben affiatato, anche se caratterizzato dall’assenza di veri fuoriclasse. Ekaterina Siurina offre una performance deliziosa: la voce di soprano lirico-leggero è molto bella, d’una timbratura perlacea, mentre l’emissione risulta omogenea e morbidissima in tutta la gamma. Pur non essendo un fulmine di guerra nelle pur modeste agilità richieste dalla parte, si disimpegna ottimamente e la sua è una delle migliori Adine che si siano potute ascoltare in tempi recenti. Peter Auty (Nemorino) ha voce piacevole, ma tende a cantarsi in bocca, con una lieve ma persistente gutturalità dell’emissione; per di più il passaggio al registro acuto suona “indietro”, col risultato che la voce si stimbra in tale zona e gli acuti si opacizzano: un vero peccato, perché il legato è di prim’ordine e la musicalità notevole. Alfredo Daza come Belcore esibisce un timbro denso e molto scuro, l’emissione è solida, anche se piuttosto artefatta, ma non si può dire che canti male. Resta Luciano Di Pasquale, che dipinge un Dulcamara decisamente sottotono. Va bene eliminare tutti gli eccessi interpretativi cari alla tradizione, ma qui si scade nell’esatto contrario: il personaggio viene delineato solo parzialmente e negli aspetti più banali, in più canta quasi sempre rivolto al pubblico, mancando l’interazione scenica con gli altri protagonisti. La voce è poi troppo chiara nel timbro e malferma nell’emissione, risultandone un imbonitore davvero poco convincente. La direzione musicale di Maurizio Benini è brillantissima, con dinamiche travolgenti e chiaroscuri molto ben realizzati dall’orchestra.
Il comparto tecnico del dvd è all’altezza dello standard attuale e la pista sonora in DTS-HD Master Audio regala un ascolto superlativo.

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