Jesi, Teatro Pergolesi: Claudio Abbado esegue Bach e Pergolesi

X Festival Pergolesi Spontini – Jesi, Teatro “G.B.Pergolesi”
“STABAT MATER”
direttore Claudio Abbado
Soprano Julia Kleiter
Contralto Sara Mingardo
Violinista Giuliano Carmignola
Orchestra “Mozart”
Johann Sebastian Bach
: Erbarme dich, mein Gott”, aria per contralto dalla Passione Secondo Matteo BWV 244
Ich will dir mein Herze schenken, recitativo e aria per soprano dalla Passione Secondo Matteo BWV 244
Es ist vollbracht, o Trost, aria per contralto dalla Passione Secondo Giovanni BWV 245
Concerto per violino in mi maggiore BWV 1042
Giovanni Battista Pergolesi : “Stabat Mater”, sequenza per soprano, contralto, archi e continuo
Jesi, 25 settembre 2010
L’atteso ritorno di Claudio Abbado al Teatro Pergolesi di Jesi (AN) con l’Orchestra Mozart sabato 25 settembre per il concerto di chiusura del X Festival Pergolesi ha avuto in programma il capolavoro di Pergolesi, lo Stabat Mater, preceduto, a guisa di un dittico, dalla musica di Bach: Erbarme dich, mein Gott la celeberrima e commovente aria per contralto e Ich will dir mein Herze schenken, recitativo e aria dalla Passione secondo Matteo BWV 244, Es ist vollbracht, o Trost aria per contralto dalla Passione secondo Giovanni BWV 245 e il Concerto in mi maggiore per violino, archi e basso continuo BWV 1042. Solisti d’eccezione erano il soprano Julia Kleiter, il contralto Sara Mingardo e il violinista Giuliano Carmignola.
Il concerto, posto
sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è stato trasmesso da Rai Radio Tre in differita a partire dalle ore 22. Inserito nell’ambito delle Celebrazioni Pergolesiane, l’evento ha segnato l’atteso ritorno del maestro Abbado a Jesi dopo l’inaugurazione delle Celebrazioni pergolesiane il 5 giugno 2009. In quell’occasione, il maestro aveva parlato di Pergolesi comecompositore fondamentale che ha avuto un notevole influsso su Bach e Mozart. Scomparso a ventisei anni – prosegue il maestro Abbado – , in un quinquennio appena è riuscito a scrivere capolavori stupefacenti per preveggenza, proiettati un secolo avanti sia sotto il profilo musicale che armonico. Pergolesi era un geniale visionario che colse tracce da Gesualdo da Venosa, col quale condivide la capacità di creare musiche eccezionalmente innovative per modulazioni, accordi e cromatismi, che riescono a esprimere totalmente il sentimento di dolore, di passione, di morte di cui parlano i testi delle sue opere. Nella sua breve vita, Pergolesi ha compiuto la parabola completa dell’arte compositiva. Che cos’altro avrebbe potuto comporre di così perfetto che non avesse già scritto? In Italia mi sembra giusto ricordarlo, come abbiamo fatto in precedenza per Gesualdo da Venosa o per Rossini”.
Durante concerto, la devozione di Abbado per il musicista jesino è stata  evidente; dopo l’assorto omaggio a Bach, in cui il maestro ha esibito ancora una volta il suo grande magistero nella solida ma trasparente tenuta orchestrale, il Pergolesi, di cui ci ha dato la lettura, era tutt’altro che scontato: l’eccellenza vocale di Sara Mingardo ha aggiunto un plus valore alla perfezione di tutto l’insieme: nitidezza nelle scelte interpretative e chiarezza nel tessuto strumentale hanno contrassegnato tutta l’esecuzione a cominciare dai cosiddetti abbellimenti della parte vocale; il loro valore espressivo e direi drammatico, era messo in luce e rimarcato dalle due cantanti e…che brivido la cadenza della Mingardo con la sua catabasi al registro contraltile più grave nel Fac ut portem! In tutta la sua abbadiana trasparenza l’orchestra ha accompagnato debitamente le più intime nuances delle voci che proponevano tutta la gamma delle dinamiche musicali, dal fortissimo al pianissimo della mezzavoce e finalmente si è sentito uno Stabat di Pergolesi con un organico strumentale nutrito ed eloquente con lo stesso spessore di quello bachiano: l’eccellenza dell’esecuzione ha nutrito i più calorosi applausi per il maestro Abbado che poi non ha concesso alcun bis a un pubblico già comunque ampiamente appagato e grato della performance. Speciali merito e applausi sono andati al violinista Giuliano Carmignola che si  è esibito con un prezioso Stradivari facendo apprezzare la morbidezza e l’incisività del suo suono filologico nel Concerto in mi maggiore per violino di Bach.
Foto Binci

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