“Senza trucco!”… Mirco Palazzi

Il basso Mirco Palazzi è nato a Rimini, inizia giovanissimo lo studio del pianoforte per poi dedicarsi al canto, diplomandosi con lode e menzione d’onore al Conservatorio Rossini di Pesaro, sotto la guida di Robleto Merolla. Ancora studente, risulta vincitore del 2° premio al Concorso Ferruccio Tagliavini, del 1° premio assoluto e dei premi “Teatro dell’Opera di Roma” e “Orchestra Sinfonica della Karinzia” al Concorso R. Zandonai, nonché del 1° premio assoluto e del premio “Circolo Lirico G. Verdi” al Concorso Gianfranco Masini diReggio Emilia. Il suo debutto è nel Don Giovanni di Mozart, in forma di concerto al Musica Riva Festival di Riva del Garda (diretto da Isaac Karabtchevsky) e, ad ottobre 2001 al Festival di Wexford. E’ l’inizio di una brillante carriera che a tutt’oggi lo vede tra i più apprezzati bassi della sua generazione. Tra i suo prossimi impegni: Don Giovanni (Dallas), L’Italiana in Algeri (Bilbao), Il Trovatore (Koln), Lucia di Lammermoor (Venezia). Altre notizie su Mirco Palazzi le trovate nel suo sito personale: http://www.mircopalazzi.com/

Mirco_Palazzi_2Qual è il tratto principale del tuo carattere?
Una certa calma esteriore e la caparbietà che però allo stesso tempo è anche un mio difetto perchè spesso mi “fisso” sulle cose.
E il tuo peggior difetto?
Io odio essere pigro ed inconcludente ma purtroppo spesso lo sono.
Segno zodiacale?
Scorpione.
Sei superstizioso?
No, ma capisco chi lo è.
Che rapporto hai con la spiritualità?
Credo che la spiritualità sia, almeno per me, la nostra coscienza. Quando le cose non vanno ricerco sempre le motivazioni in me ed in quello che ho fatto e faccio. Quasi sempre, se ho la coscienza a posto, le cose vanno come devono andare ed anche il mio animo ne risente positivamente. Penso che le religioni siano un po’ troppo manipolate ed organizzate dall’uomo e creino in esso una dipendenza in certi casi negativa. Credo che il rispetto del prossimo sia alla base di tutto, al di là di ogni religione.
Hai mai sofferto d’invidia?
Certo, ma non in modo negativo. Ho sempre cercato di usare questo sentimento come spunto per migliorarmi e/o cambiare. Non mi è mai successo di odiare qualcuno  a causa dell’invidia.
Cosa volevi fare da grande?
Sinceramente non ricordo. Purtroppo ho rimosso diverse parti del mio passato, come la scuola e molte altre cose.
Sicuramente non quello che faccio ora, perché non sapevo nemmeno esistesse l’Opera.
La tua famiglia ha influenzato le tue scelte ?

Certamente si, perchè sono stato molto cocciuto a voler fare l’opposto di ciò che loro avrebbero voluto che io facessi “da grande”.
Quali sono i tuoi ricordi più cari?
Ne ho tanti ma sicuramente il più bello è stato la nascita di mia figlia.
Qual è stato il tuo momento di maggior orgoglio?
Forse quando ho visto i concorsi di canto. E’ stata una vittoria morale in seguito ad una difficile lotta interiore e ad un lungo lavoro. Poi perché ho dimostrato a me stesso e alla mia famiglia di aver raggiunto l’indipendenza.
Qual è la delusione più grande che hai mai avuto?
Mi è capitato che a persone a cui tengo molto non sia piaciuto il mio lavoro, anche quando l’impegno e l’entusiasmo da parte mia erano stati intensi. Solitamente tendo a dimenticare le cose negative per mio carattere.
Cosa manca nella tua vita oggi?
Una quotidianità che questo lavoro non ti permette di avere.
Di che cosa hai paura?
Che le persone a me più care e più vicine se ne vadano.
Hai un sogno ricorrente?
Volare, lentamente come se galleggiassi nell’acqua. Ora è tanto che non lo sogno più, saranno almeno un paio di anni.
Che importanza dai al denaro?
Per me il denaro è importante perché mi dà sicurezza, soprattutto nei confronti della mia famiglia. Non bramo essere ricco ad ogni costo ma di vivere una vita tranquilla dal punto di vista economico, si. In conclusione, il denaro serve per poter vivere e sviluppare una vita soddisfacente, ma non è il fine.
Mirco_Palazzi_1In cosa sei più spendaccione?
Apparecchiatura che riguarda la registrazione come microfoni, registratori digitali e obiettivi fotografici.
Collezioni qualche oggetto?

….Registratori.
Quali sono le tue letture preferite?
Romanzi “Gialli”.
Qual è il tuo profumo preferito?
Allure di Chanel.
Città preferita?
Roma.
Colore preferito?
Blu.
Fiore preferito?
La camomilla, soprattutto per il suo profumo e la sua semplicità.
Il cantante o i cantanti preferiti?
Samuel Ramey, Cesare Siepi, Bonaldo Giaiotti, Giuseppe Taddei e Franco Corelli.
Qual è stato primo disco che hai acquistato?
Il Requiem di Mozart diretto da Leonard Bernstein.
Qual è il film che hai amato di più?
Non ne ho uno in particolare, forse Amadeus è uno di quei film che mi ha impressionato, avendolo visto quando ero molto giovane, e che mi impressiona tutt’ora. Ultimamente mi sono piaciuti molto i film di Clint Eastwood: Mystic RiverGli Spietati.

Qual è la stagione dell’anno che preferisci e perché?
Mi piace molto l’inverno perchè inspira in me un’intimità, voglia di stare vicini e di fare progetti che mi entusiasmano. Inoltre mi piace molto di più lavorare d’inverno che in altre stagioni.
Che rapporto hai con la tecnologia e qual è il gadget tecnologico di cui non potresti fare a meno?
Amo la tecnologia anche se a volte rischio di diventarne un po’ schiavo seguendo le continue innovazioni e novità. Sicuramente oggigiorno non potrei più fare a meno del BlackBerry e del PC, anche perché mi permettono di restare collegato con il mondo e con i miei cari. Dovendo scegliere, non rinuncerei al Balckberry, o cmq ad un telefono.
Che rapporto hai con la televisione?
La guardo pochissimo, spesso la uso come sonnifero la sera o come schermo per vedere dvd e videocassette.
Che rapporto hai con la politica?
Non la seguo, sono disilluso e credo che gli uomini che ne sono coinvolti abbiano tutti gli stessi interessi, al di là del loro partito di appartenenza.
Hai delle cause che ti stanno particolarmente a cuore?
Credo che i beni di prima necessità debbano essere di tutti allo stesso modo e non debbano essere oggetto di lucro e tasse, così come le medicine.
Mirco_PolibioGiorno o notte?
Notte, amo lavorare o studiare di sera.
Qual è la situazione che consideri più rilassante?
A casa con i miei vestiti nell’armadio, le valigie vuote chiuse nel ripostiglio, nessun compito o partenza imminente, ma solo stare insieme.
Qual è il tuo ideale di giornata?
Il mio ideale di giornata è svegliarmi accanto mia moglie, sentire nostra figlia che si sveglia e comincia a parlare, fare colazione con loro ed uscire insieme per una passeggiata. Nel resto della giornata ci può essere anche lavoro, studio o impegni vari, ma sarei felice perché la sera torno al punto da cui sono partito al mattino.
Qual è il tuo rifugio da tutto e tutti?
Salgo in automobile e mi faccio un giro, anche senza una meta precisa.
Qual’ è la musica che di solito fa da sottofondo alle tue giornate?
Quando lavoro non ascolto musica, o ascolto registrazioni mie per motivi di studio. Normalmente in casa  c’è sempre qualche canzoncina per i bambini che suona nel mio stereo.
Cosa ti manca di più quando sei lontano da casa?
Mia figlia e l’impossibilità di condividere coni miei cari ciò che di bello il lavoro mi dà.
Qual è la vacanza o il viaggio che vorresti fare e che non hai ancora fatto?
Non amo viaggiare, ma è da tanto tempo che vorrei fare un piccolo viaggio con mia moglie, solo io e lei, non ha importanza dove.
Chi o cosa ti imbarazza?

Mi imbarazza parlare in pubblico, e chi metti in soggezione ed in difficoltà gli altri.
Com’è il tuo rapporto con il cibo?
Amo mangiare, è un grande piacere che la vita ci offre. Fortunatamente riesco a controllarmi pur essendo molto goloso.
Dieta mediterranea, dieta macrobiotica o fast food?
Mediterranea, ovviamente. Giammai la macrobiotica, ogni tanto mi piace anche il fast food, ma non troppo spesso.
Qual è il tuo piatto preferito?
Una buona pizza o gli spaghetti al pomodoro e basilico.
_DSC0295Vino rosso o bianco?
Se proprio devo scegliere, dico vino rosso anche se amo molto un buon prosecco.
Il posto dove si mangia peggio?
Fuori dall’Italia…
La musica è stata una vocazione?
Si, ed è diventata una passione da quando canto.
A chi non conoscesse la tua voce, cosa faresti ascoltare?
Vado molto fiero del mio ultimo lavoro a Pesaro. Allo stesso modo vado fiero del Viaggio a Reims che ho cantato a Santa Cecilia l’anno scorso, precisamente l’aria di Lord Sidney.
Come segui l’evoluzione della tua voce?
Non la seguo, per il semplice motivo che non c’è bisogno perché l’evoluzione della voce è di conseguenza al cambiamento di tutto il fisico e dell’età.L’unica cosa da tenere sorvegliata è la tecnica, indipendentemente dall’età e cercare di migliorarla, sempre.
Se ti fosse data l’opportunità di scegliere un ruolo, cosa canteresti?
Leporello del Don Giovanni o Figaro de Le nozze di Figaro.
Cosa fai un’ora prima di salire sul palco?
Normalmente si è al trucco… scherzi a parte, faccio un breve passaggio sul palcoscenico, guardo la sala e provo alcune movenze o accenno qualche passaggio.
Cosa non manca mai nel tuo camerino?
Ora che ci penso, a parte le solite cose necessarie come l’acqua, lo spartito,  ecc, non ho cose in particolare a cui sono legato. Forse  il telefono è una delle poche cose che non manca mai.
A cosa pensi quando ti guardi allo specchio?
Se sono presentabile e quale impressione faccio a me stesso.
Stato d’animo attuale?
In attesa.
Il tuo motto?
Vale la pena rischiare per tutto ciò che amiamo.

2 Comments

  1. Luisa Forlano

    Ho letto con molto interesse questa intervista, rilevante sia dal punto di vista professionale che umano. Conoscevo Mirco Palazzi per il suo magnifico Figaro di Torino e poi, per la conversazione di alcuni giorni or sono nell’ambito de La Barcaccia di Stinchelli e Suozzo. E’ una voce calda e affascinante, in cui sento potenzialità forse ancora non del tutto esplorate. Al momento lo ritengo fra i massimi. Complimenti! Non mancherò certo al suo “Leporello” prossimo venturo, ed a quant’altro avrò la fortuna di poter ascoltare!
    L.F. – Torino

  2. Ingrid Moesges

    Ho conosciuto Mirco tramite una comune amica .- Gisela – e lo stimo molto come artista e uomo. Mi auguro di sentirlo presto nuovamente dal vivo.

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