Montecarotto, Teatro Comunale: “La servante maitresse”

X Festival Pergolesi Spontini Montecarotto, Teatro Comunale
LA SERVANTE MAITRESSE” (1754)
Comédie en deux actes mêlée d’ariettes, parodiées de La serva padrona, intermède italien, par Pierre Baurans
Musica di Giovanni Battista Pergolesi
Revisione critica a cura di Claudio Toscani
Edizioni Fondazione Pergolesi Spontini
Pandolfe DAVIDE BARTOLUCCI
Zerbine LAVINIA BINI
Scapin MATTIA OLIVIERI
Orchestra Progetto Sipario
direttore Giacomo Sagripanti
Regia e costumi Juliette Deschamps
scene Benito Leonori
luci Fabrizio Gobbi
Prima rappresentazione italiana
Nuovo allestimento
Tra i due atti: François Devienne Concerto n. 7 in mi minore per flauto e orchestra
flauto Marco Di Domenico
Montecarotto, 18 settembre 2010

Altro appuntamento di spicco per il X Festival Pergolesi Spontini è stato sabato 18 settembre al Teatro Comunale di Montecarotto (AN) la prima rappresentazione italiana de La servante maîtresse (Edizioni Fondazione Pergolesi Spontini, revisione critica di Claudio Toscani) in una nuova produzione per la regia e costumi di Juliette Deschamps e con le  scene di Benito Leonori. Vera e propria prima rappresentazione italiana della Serva Padrona di Pergolesi nella sua  versione francese, la  Servante Maîtresse ha avuto come interpreti i giovani cantanti della Scuola dell’Opera di Bologna e l’Orchestra Progetto Sipario, diretta dal marchigiano Giacomo Sagripanti. Si tratta della versione francese dei noti intermezzi La Serva padrona, che con il libretto di Pierre Baurans andò in scena a Parigi alla Comédie Italienne il 14 agosto 1754, nel pieno della Querelle des bouffons scoppiata nel 1752 quando gli intermezzi pergolesiani, nella loro originale versione italiana, vennero rappresentati fra un atto e l’altro di Acis et Galatée di Lully provocando l’acceso dibattito fra i sostenitori dell’opera buffa italiana e quelli dell’opera francese; Pierre Baurans – rispetto alla più conosciuta versione italiana – aggiunse alcuni numeri musicali alla partitura pergolesiana e utilizzò il dialogo parlato al posto dei recitativi. “Quello che mi anima al momento di metter in scena questa versione de ‘La Servante Maîtresse’ che fu un immenso successo all’epoca della sua creazione a Parigi – ha spiegato la regista Juliette Deschamps -, è il desiderio di rendere conto del dualismo di quest’opera equivoca: la crudeltà soggiacente all’umorismo, il dramma mascherato dietro la buffoneria, la passione dissimulata dietro la forma e la carne nascosta dietro le parole”. Per questa nuova produzione, la Fondazione Pergolesi Spontini ha puntato sui giovani talenti e ha loro affidato la rara esecuzione della partitura pergolesiana: sono i cantanti della Scuola dell’Opera di Bologna – Davide Bartolucci (Pandolfe) e Lavinia Bini (Zerbine) – e l’Orchestra Progetto Sipario, diretti da Giacomo Sagripanti. Completava il cast Mattia Olivieri, mimo nel ruolo del servo Scapin. Dalla rappresentazione della versione francese del capolavoro pergolesiano emergeva un demi monde della Parigi prerivoluzionaria di cui la protagonista scardina convenzioni e tedi con il suo fare fresco e sbarazzino; dal canto suo il testo francese di Baurans unisce alla esile trama del libretto italiano una patina di naturalismo che indugia sulle umili origini di Zerbine, sulla sua condotta libera nei rapporti con il padrone e sul suo irresistibile ésprit de nature. La servante di Lavinia Bini è lontana dalle Serpine tutte creste di pizzo e leggerezza cui siamo più o meno abituati perché ha messo in campo una vocalità pienamente lirica e in certi momenti anche fluviale; scalza, in negligé, con quel leggero broncio che si addice alla bellezza naturale, la maîtresse della Bini ha conquistato anche il pubblico. Fedele e credibile dizione e presenza ha dimostrato Davide Bartolucci in Pandolfe e alla fine il successo è stato tributato anche a Mattia Olivieri che ha dato al servo Scapin un volto nuovo ed originale. Finissima l’orchestra diretta dal giovane e promettente maestro Giacomo Sacripanti dal bel gesto e dalla bacchetta capace di ridare freschezza a quella che si può ben definire una ri-creazione della Serva padrona di Pergolesi.
Fra un intermezzo e l’altro è stato eseguito il Concerto n. 7 in Mi minore per flauto e orchestra di François Devienne compositore francese, nelle cui musiche si riflette il tono elegante di Parigi di fine Settecento; il flauto solista era Marco Di Domenico. Foto Binci

 

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