Brescia, Teatro Grande: “La Cenerentola”

Brescia, Teatro Grande – Stagione Lirica 2010
“LA CENERENTOLA”
Dramma giocoso in due atti di Jacopo Ferretti, da Perrault
Musica di Gioachino Rossini
Alidoro MIHAIL DOGOTARI**
Cenerentola/Angelina CHIARA AMARU’*
Clorinda STEFANIA SILVESTRI
Dandini SERBAN VASILE*
Don Magnifico OMAR MONTANARI
Don Ramiro EDGARDO ROCHA
Tisbe ALESSIA NADIN
*Artisti vincitori del concorso As.Li.Co.
**Artisti idonei al concorso As.Li.Co.
Coro del Circuito Lirico Lombardo
Orchestra “I Pomeriggi Musicali”
Direttore Giacomo Sagripanti
Maestro del Coro Antonio Greco
Regia Rosetta Cucchi
Scene Paolo Giacchero
Costumi Claudia Pernigotti
Light Designer Daniele Naldi
Coproduzione dei Teatri del Circuito Lirico Lombardo:
Grande di Brescia – Ponchielli di Cremona – Sociale di Como AS.LI.CO – Fraschini di Pavia
in collaborazione con Teatro Municipale di Piacenza
Brescia, 21 Novembre 2010

Questa “Cenerentola” è la dimostrazione di come sia possibile produrre uno spettacolo piacevole e ben amalgamato, pur non avendo a disposizione grandi mezzi. Rosetta Cucchi, fine musicista e sensibile pianista, si cimenta nelle vesti di regista con una verve fantasiosa che attinge all’universo dei bambini. Nessun sottotesto cervellotico, né invenzioni snob, tanto care ad altre interpretazioni del capolavoro rossiniano, bensì un approccio di poetica semplicità. Adottando la formula del metateatro, la Cucchi alza il sipario, mostrando una polverosa biblioteca, abitata da un gruppo di simpatici topi antropomorfi (alcuni servi di scena, abilissimi nel movimentare l’azione), che s’imbattono in un grosso libro di fiabe. Ed è così che tutti i personaggi della fiaba si materializzano, grazie all’incantesimo operato da Alidoro, giovanissimo mago che pare uscito da uno dei libri di Harry Potter. Scene e costumi svolgono perfettamente il loro compito e concorrono efficacemente alla riuscita di questa pozione. Il cast di giovani artisti (tra cui alcuni vincitori dell’ultima edizione del concorso As.Li.Co.) si fonde mirabilmente con le intenzioni di chi ha ideato la produzione ed offre, nel complesso, una buona prestazione. Innanzitutto la Cenerentola di Chiara Amarù. Voce di mezzosoprano brillante, ben timbrata in tutta la gamma e sostenuta da un’emissione tecnicamente valida, seppur perfettibile. Ad onor del vero, la scrittura da contralto rossiniano di Angelina le calza un poco larga nella fascia grave, però la cantante risulta sempre convincente, dosando lo spessore sonoro ed evitando fastidiose forzature. Come virtuosa, la Amarù sfoggia agilità precise e sgranate che, sebbene non ancora intrise di quella fosforescente eleganza che caratterizza le vere rossiniane, risultano molto gradevoli, mantenendosi morbide e sempre poggiate sul fiato. Unica nota dolente, i troppi cali d’intonazione, forse imputabili all’emozione del debutto, che hanno appannato una performance altrimenti eccellente. Quasi sullo stesso livello della protagonista, il Don Ramiro di Edgardo Rocha. Tenore leggero, di timbro non sopraffino, ma dotato di belle qualità canore ed espressive. Se il registro centrale suona piuttosto nasale e piccolo, quello acuto sbalordisce per pienezza e solidità, con do acuti di notevole peso. Il canto d’agilità non è di quelli che lasciano imperituro ricordo, ma è comunque più che onorevole. Omar Montanari è un Don Magnifico discretamente recitato, di voce ampia e ben proiettata, cui nuoce solo il continuo sbottare negli attacchi, lanciando a sproposito bordate di suono grezzo, invece di distribuire le dinamiche sull’intero svolgersi della frase. Serban Vasile nei panni di Dandini colpisce per il denso impasto vocale e per l’impegno profuso, sia nell’interpretare il ruolo, che nel cesellare la linea del canto, però Rossini non sembra propriamente il suo terreno d’elezione (difatti è parecchio a disagio nelle agilità) ed, ascoltando gli esiti delle parti di canto più disteso, lo si immaginerebbe perfettamente a fuoco in certo Donizetti, ad esempio. Mihail Dogotari (Alidoro) possiede uno strumento interessante, ma, data anche la giovanissima età, manifesta alcuni difetti (primo fra tutti, la tendenza a cantare rigidamente, bloccando gran parte del suono nella mascella) che, si spera, vengano addomesticati con lo studio e l’esperienza. Stefania Silvestri ed Alessia Nadin, rispettivamente Clorinda e Tisbe, si dimostrano spigliate e divertenti, anche se entrambe con una certa tendenza a strafare scenicamente, cosa che si traduce in un canto sovente urlacchiato. Il maestro concertatore Giacomo Sagripanti, spicca per il grande entusiasmo nell’accompagnare i cantanti (attentissimo, partecipe e vero acrobata del suggerimento) e per il buon lavoro svolto assieme all’orchestra de “I Pomeriggi Musicali”, ancora una volta in grande forma, con la quale azzarda stacchi di tempo addirittura vertiginosi. Foto di Umberto Favretto per gentile concessione del Teatro Grande di Brescia

6 Comments

  1. Francesca Cannatà

    Brava la regista ma tutto il resto non era assolutamente all’altezza del Bel Canto rossiniano….

  2. Pierluigi

    Non sono del tutto d’accordo con la sig. ra Francesca: Ottima regia ma anche, nell’insieme, ottima esecuzione musicale. La Amarù può davvero diventare una grande cantante rossiniana: in nuce lo è già e la sua esecuzione del Rondò lo dimostra. Anche il tenore ha ottime frecce all’arco rossiniano; la sua aria non era niente male e così gran parte del duetto nel primo atto. Certamente più generici gli altri ma assai gradevoli tutti. E’ stata un’ottima Cenerentola !

  3. giuseppe

    Sono stato spettatore alla recita eseguita in maniera eccellente dalla amarù, volevo ricollegarmi al precedente commento del Sign. Pierluigi e apportare per mio conto una modifica:
    Credo proprio che la Amarù sia già una grande cantante, lo ha dimostrato a Brescia a Cremona e continuerà a dimostrarlo nelle altre uscite.
    Gradevoli anche tutti gli altri e simpaticissimo il tocco comico della regista con i “topini”.
    Molto bravi anche i mimi.

  4. Operatic

    Sono abbastanza d’accordo con la recensione, anche se secondo me il miglior della serata è stato il Don Magnifico di Montanari, che ha prodotto un canto e una recitazione ben superiori a ciò che si sente di solito dai buffi. Per niente d’accordo invece sulla direzione: “attentissimo, partecipe e vero acrobata del suggerimento”; non capisco se abbiamo assistito a due recite diverse, io ho visto un gesto spesso illeggibile e incoerente, con l’orchestra assolutamente sgranata, per nulla assieme, il palcoscenico scollegato dalla buca in ben più di un’occasione

  5. Pierluigi

    Gent. mo sig. Giuseppe, sono d’accordo con Lei; la Amarù è effettivamente già una grande cantante……….la mia era solo prudenza scaramantica!
    Devo anche aggiungere una cosa che mi ha commosso nell’ascoltare questa giovane Artista; nel lontano febbraio 1969 a Brescia esordì, proprio in Cenerentola, la grande e purtroppo preamturamente scomparsa Lucia Valentini. Io avevo solo 13 anni e c’ero…….non le dico altro!

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