Philippe Jaroussky e l’Ensemble “L’Arpeggiata”

Teatro Juárez, Guanajuato México
38 Edición del Festival Internacional Cervantino 2010
“TEATRO D’AMORE”
Musiche di: Claudio Monteverdi, Barbara Strozzi, Maurizio Cazzati, Giovanni Felipe Sances, Antonio Bertali (1605-1669), Marcello Vitale, Girolamo Kapsberger, Domenico Maria Melii, Marello Vitale, G.A. Pandolfi Mealli (?-1669). 
Controtenore: Philippe Jaroussky
Ensemble Strumentale L’Arpeggiata”
Direttore: Christina Pluhar
Guanajuato, 27  ottobre 2010.
Vedere in scena ed ascoltare cantare Philippe Jaroussky è un vero  spettacolo!  Il celebre controtenore francese accompagnato dall’ensemble strumentale  L’Arpeggiata, si è esibito  nel maestoso Teatro Juárez nell’ambito del  38°  Festival Internazionale Cervantino 2010, l’importante appuntamento che raggruppa varie forme d’arte e che si svolge nell’antichissima città di Guanajuato, 360 km a nord di  Città del Messico. In questo concerto sono stati eseguiti brani di  diversi autori, in parte presenti nella recente incisione discografica dell’Arpeggiata e Jaroussky, intitolata Teatro d’ Amore che si incentra sulla musica italiana e napoletana del secolo XVII.
L‘Arpeggiata, è un gruppo che ormai ha conquistato un posto di fondamentale rilievo nell’ambito dell’interpretazione  contemporanea della musica antica, poiché propone  un nuovo stile  interpretativo, ma anche un repertorio che spazia da  Monteverdi ad autori anonimi di  provenienza  folcloristica anche di matrice orientale, araba.  Le esecuzioni dell’ensemble da molto spazio alle improvvisazioni musicali, prassi assai in uso anche in epoca barocca e che viene applicata non solo su autori anonimi, come nelle Tarantelle napoletane o nella bellissima Ninna nanna alla napoletana, ma anche  sulla  Introduzione dell’Orfeo di Monteverdi.

In questo stile, vitalissimo e affascinante, sono state esegute, tra le altre, la Ciaccona di Antonio Bertali, caratterizzata da un brillante uso delle  percussioni, l’appassionante Ciaccona di Maurizio Cazzati e ancora l’Arpeggiata di Girolamo Kapsberger, la Moresca di Marello Vitale.  Si rimane coinvolti dalla trascinante allegria e della bella armonia tra i vari strumenti: dalla  tiorba di Christina Pluhar,  come la  chitarra ed il violino barocco, le percussioni e l’esuberante cornetta di Doron Sherwin.
Su tutti spicca ovviamente la  figura centrale fu Philippe Jaroussky, poiché si tratta di un cantante carismatico, dotato di uno strumento dal bellissimo colore brunito,  duttile, morbido e  flessibile.  Si apprezzano inoltre il suo fraseggio espressivo e la sua commovente comunicativa scenica. Le sue interpretazioni, sempre di altissimo livello, hanno toccato il punto  più alto con le esecuzioni del Laudate Dominum, Si dolce e’l tormento ed il madrigale Ohimè ch’io cado di Monteverdi.  Successo travolgente al quale Jaroussky a risposto regalando ben cinque bis, tra  questi due  canzoni popolari messicane, eseguite in un perfetto spagnolo.
Foto Christa Crowie

One Comment

  1. fabrizio

    Jaroussky è davvero un dono del cielo; la sua voce mi comunica una gioia profonda, una consolazione dello spirito. Sono un monaco ed un musicista e non facile agli entusiasmi, ma questo cantante è davvero un DONO grande…serve alla mia vita interiore come tutta la vera musica. Vorrei dirgli GRAZIE e avere la gioia di ascoltarlo dal vivo…ormai i dischi suoi li ho tutti…Lo STABAT di Sances è, nella musica e nel suo canto, una meditazione profonda…qundo dice “Paradisi gloria…”si tocca davvero il cielo; tecnica, bellezza del suono, passione, dolcezza, direi virile dolcezza…che volere di più? Stupidi quei “soloni” che non ne sanno gioire e si mettono a discettare sui castrati, su come erano o non erano…nessuno di noi l’ha sentiti…abbiamo Philippe e oggi ci può bastare. Grazie alla sua arte! E al Signore che ce lo ha donato!

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