Trieste, Politeama Rossetti:”Oblivion Show”

Politeama Rossetti, Sala Assicurazioni Generali
“OBLIVION SHOW”

Gli Oblivion ( Graziana Borciani, Davide Calabrese, Francesca Folloni, Lorenzo Scuda, Fabio Vagnarelli )
Regia di Gioele Dix
Luci Raffaele Perin
Produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, The Blue Apple
Trieste, 20 aprile 2011
Ma che bravi, che bravi, che bravi! E che meravigliosa e indimenticabile armonia di voci….per noi che abbiamo oltrepassato gli anta, il richiamo al Quartetto Cetra, a certe vocalità (e modalità!) educate dei tempi che furono, è immediato. E graditissimo!
In mezzo a tanto spettacolo urlato, teatrale o televisivo che sia, si affacciano questi 5 artisti che hanno fatto di Bologna la loro città: si affacciano, dicevamo, con eleganza, con maestria, con fantasia e rispetto dela tradizione italiana del varietà. Non hanno bisogno di chissà quale apparato scenografico e illuminotecnico: ci sono si, quattro motorizzati (quei riflettori che si muovono e cambiano di colore) ma potrebbero anche non esserci tanto il disegno delle luci è artigianale e pensato con il gusto d’antan da Raffele Perin. Idem per i pochi oggetti scenici e per i costumi.
Non si risparmiano invece sulle qualità: quelle vocali (soprattutto di Francesca Folloni e Fabio Vignarelli), quelle musicali di Lorenzo Scuda e quelle, deliziosamente esilaranti, mimiche di Davide Calabrese. In verità tutti sono artisti/cantanti/musicisti/mimi/cabarettisti/ attori a tutto tondo: instancabili passano dalle armonie corali, alle sottotitolature per non udenti, dalle gag comiche, all’intrattenimento, alle lievi coreografie. E sono inplacabili. E deliziosi. Con deliziosi non intendiamo sminuire il loro valore ma dire che è una delizia vederli e stare in loro compagnia per 90 minuti.

Iniziano, disorientando il pubblico, con un piccolo omaggio al Quartetto Cetra:
forse pochi li ricordano ma sono un gradito pretesto per mettere in mostra le qualità armoniche della compagine. Seguono una serie di scoppiettanti situazioni: dalla tenzone che vede in gara Zucchero contro il Papa (interessante vedere la reazione del pubblico in sala: la Chiesa non sembra passarsela bene ultimamente…) per la quale li sentiamo interpretare a cappella (ecclesiastica!) i testi dele canzoni di Zucchero, piuttosto che Eros Ramazzotti cantato su melodie sarde o i testi di Ligabue interpretati al modo dei Platters; oppure la creazione del Partito del Salame, del quale non si butta nulla…e nessuno, con slogan e canzoni appropriate; oppure i passaggi di un simpatico gruppo di Scouts che eseguono dei brani che, a furia di scossoni fisici, sembrano ascolti da vinili usurati che, saltando da un solco all’altro, creano nuovi testi che sembrano negare o cambiare radicalmente gli orginali; oppure i deliziosi “Bignami” musical/mimici sulle opere di Shakespeare, su “I promessi sposi” o il nuovissimo su “Avatar”. Tutte chicche preziose, imperdibili e, per nostra fortuna, tutte disponibili su YouTube.
Tutto ciò è amalgamato dalla bella regia di Gioele Dix che sembra aver fatta propria la lezione di Gino Landi e di Antonello Falqui: ritmo, alternanza, equilibrio e varietà sono le componenti di successo del pastiche da lui diretto con mano esperta. Bisogna ricordare che gli arrangiamenti, i testi, le idee, le trovate, sono tutte “farina del sacco” dei cinque artisti, dei quali manca di citare solamente Graziana Borciani. Pubblico entusiasta, applausi generosi, sala “all sold out”!