Dimitra Theodossiou “regina del melodramma” al Premio Tiberini XXa edizione

Cattolica, Teatro della Regina – XXa Edizione del Premio Lirico Internazionale Tiberini
“LE EROINE DEL MELODRAMMA OTTOCENTESCO”

Soprano Dimitra Theodossiou
Pianoforte Simone Savina
Coro Lirico della Regina di Cattolica
Direttore Gilberto Del Chierico
Tenore solista Ermanno Giovannini
Pianoforte Donatella Dorsi
Flauto Carla Perazzini
Percussioni Giusi Pagnini
Presentazione Giosetta Guerra, Chiara Gamurrini
Nel corso del concerto sono state eseguite:
G. Donizetti:Lucia di Lammermoor –  “Per te d’immenso giubilo”
G. Verdi: Attila – “Santo di patria…Allor che i forti corrono” /Aida :Ritorna vincitor / La forza del destino: La Vergine degli angeli
La Traviata: Coro delle Zingarelle e mattadori /  La forza del destino: Pace,  pace, mio Dio
Il Trovatore – D’amor sull’ali rosee / Nabucco: È l’Assiria una regina /Ben io t’inveni..anch’io dischiusi..salgo già del trono
Macbeth: Brindisi / La Luce langue
G. Puccini: La Bohème –  Sì, mi chiamano Mimì /  Salve Regina soprano
C.Orff: Carmina Burana – Oh, fortuna
Cattolica, 26 giugno 2011

D’accordo: la voce non ha la perfetta uguaglianza che ci si aspetta da un soprano lirico; la zona medio grave si assottiglia e si sente lo scalino di petto quando scende nel registro sotto il rigo.” E’ un lirico che fa il drammatico” – si può sentir dire sul suo conto; “Spesso risolve la frase in filati e filatini” – qualcuno protesta (come se fosse facile filare tessiture così) – e quando ci si accorge che il repertorio presentato dal soprano ellenico Dimitra Theodossiou è quello che pochi soprani attuali avrebbero il coraggio di eseguire, quando qualcuno fa notare che quei filati sono densi di armonici  e corrono come lance, allora, se proprio non si è ignari della attuale scarsezza di vocalità nel panorama lirico, si può sentir dire: “ Beh sì, effettivamente…”. Se non ti conquista la bellezza della voce, corredata di tutta l’iride dei colori vocali, se non ti convince lo squillo spaziante degli acuti, se non ti seduce il fraseggio icastico, il gesto e la presenza scenica, allora…non c’è proprio bisogno di parlarne oltre; ma, quando la Theodossiou canta, nessuno può dire che non lo faccia con coscienza artistica e che questa non si risolva in qualcosa di assolutamente bello ed emotivamente significativo, anzi sublime. E – perché no?- ella convoglia nella sua figura di donna greca e statuaria tutto un immaginario nutrito anche di inconsce attese che, seguendo l’ascendenza callasiana,  individuano nella grecità e nei suoi migliori rappresentanti lirici la quintessenza originaria ed archetipica dello spirito tragico e melodrammatico. È quanto successo la sera di domenica 26 giugno 2011 al Teatro della Regina di Cattolica (RN) nel concerto dal titolo Le Eroine del Melodramma Ottocentesco nell’ambito della ventesima edizione del Premio Lirico Internazionale Tiberini. All’inizio della seconda parte di un concerto a dir poco “fluviale” per la sua articolata lunghezza e ricchezza durante il quale si esibiva e veniva premiato anch’esso con il Tiberini d’Argento il Coro Lirico della Regina di Cattolica diretto dal M° Gilberto Del Chierico, la ideatrice storica e presentatrice del premio Giosetta Guerra ha assegnato la corona di “regina del melodramma” al soprano Dimitra Theodossiou la quale peraltro ha già ricevuto il Tiberini d’oro nel 2007.
Il suo programma,
con al pianoforte il  Simone Savina, secondo l’ordine effettivo della serata, ha visto il soprano impegnato in arie che si alternavano con i brani corali presentati dal suddetto coro locale accompagnato sempre dalla pianista Donatella Dorsi il cui sostegno strumentale era variamente corroborato da Carla Perazzini al flauto e da Giusi Pagnini alle percussioni: Santo di patria e Or se questo m’è concesso dall’Attila, Ritorna vincitor dall’Aida, indi il coro Per te d’immenso giubilo dalla Lucia di Lammermoor con lo stagionato tenore Ermanno Giovannini, la preghiera con il coro La Vergine degli angeli e l’aria Pace pace dalla Forza del destino, poi il coro delle zingarelle e dei mattadori dalla Traviata per passare alla immensa isola lirico-melodica di D’amor sull’ali rosee dal Trovatore, indi il coro È l’Assiria una regina dal Nabucco; a suggello della prima parte l’aria  Sì, mi chiamano Mimì dalla Bohème e l’insolito Salve Regina di Puccini.
Il repertorio presentato dalla cantante è pressoché lo stesso presentato al Teatro della Fortuna di Fano (PU) nel maggio scorso. La premiazione straborda nella seconda parte al posto dell’annunciato Brindisi dal Macbeth e il concerto prosegue con il coro O fortuna! dai Carmina burana di C. Orff, il drammatico La luce langue dal Macbeth e l’ intera scena Ben io t’invenniAnch’io dischiusiSalgo già del trono dal Nabucco. Alla fine del programma non poteva mancare come bis il Brindisi dalla Traviata che la Theodossiou ha offerto avvalendosi dell’accompagnamento tenorile del solista (ma anche corista) Giovannini e danzando con lui per la scena al tempo ternario del brano verdiano. Al di là delle piacevolezze che potevano essere consone al piccolo teatro, di un’atmosfera simpatizzata dalla presenza del coro locale, che pure ha dato nella sua performance un qualcosa che andava oltre la mera buona volontà (metti anche la conduzione ammiccante e sapida della Guerra), la Theodossiou ha mostrato una capacità introspettiva nell’interpretare i ruoli molto più evidente e tangibile di quanto si è soliti aspettarsi da lei sulle scene liriche.
Proprio quella confidenzialità in sede di concerto con il pianoforte le permette di alludere alla scena anche con la gestualità e le posture (in alcuni momenti è scesa in platea cantando e posizionandosi al lato opposto del palcoscenico, tra il pubblico) e la voce, pur con tutte le sue defaillances suddette, risulta sempre presente, sensibile e soprattutto motivata dal colore che ella riserva ai ruoli sottesi alle arie interpretate e sapientemente scelte: i filati nelle zone più impervie dell’aria di ingresso di Odabella nell’Attila non alludono forse all’ira dissimulata che cova nel personaggio? E la preghiera di Aida non è giocata appunto (come tutta l’opera) su un continuo oscillare tra intimità e platealità (leggi: sottovoce e fortissimi) ? Quando poi scatta il momento dell’espansione vocale e dell’acuto, il teatro si riempie della sua voce e subito dopo, se è una cadenza o una puntatura acuta finale, di applausi, di acclamazioni se non di standing ovation come è successo nel corso di questa serata.
Senso infinito e garbato della scena le detta di ritrovarsi seduta al termine dell’aria di Mimì sullo sgabello accanto al M° Savina per dare effetto teatrale al piccolo declamato che conclude : “ Altro di me non le saprei narrare…”. Nel Macbeth e nel Nabucco il colore che la cantante assume nella voce è quello verdiano richiesto, in linea con il carattere bieco di Lady o di Abigaille e rende presenti quelle figure allo “sguardo acustico” del pubblico; allora la voce di petto ha tutta la sua ragion d’essere e il salto delle due ottave di “o fatal sdegno” è arte pura, è espressione accesa, è incentivo all’emozione come le mezze voci usate invece nelle zone più striscianti dell’aria di Lady Macbeth. Dimitra Theodossiou è un’artista che convince e trascina il pubblico anche con pochi gesti vocali (e certo non le mancano) come solo fanno i grandi la cui grandezza, nell’ambito del canto lirico in cui vige un’estetica del sublime, non è quella di essere perfetti, ma quella di suscitare emozioni. Un’ultima nota di cronaca. A metà della serata, oltre ad aver fregiato la Theodossiou “regina del melodramma”, sono stati assegnati i premi “Tiberini d’argento” al Coro Lirico della Regina di Cattolica (premio ritirato dalla Presidente) e al suo direttore, il M° Gilberto Del Chierico.
Foto Michele Palumbo – Cattolica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

One Comment

  1. Mauro Calbi

    Vorrei far notare che il Premio Tiberini a Cattolica è stato realizzato grazie alla collaborazione di numerosi volontari dell’associazione “Cattolica per la Tanzania”, alla quale andranno devoluti i fondi raccolti per l’evento. Ringraziamo gli artisti intervenuti gratuitamente aderendo a questa iniziativa benevole che ci aiuterà a realizzare una scuola in Tanzania. Invitiamo chi fosse interessato a visitare il sito web http://www.cattolicaperlatanzania.net e a contattarci. Ci piacerebbe poter ripetere il festival o organizzare altri eventi per promuovere il nostro progetto.

    Per noi, profani della lirica, è stato un bellissimo spettacolo che ci ha fatto conoscere artisti e musiche …da pelle d’oca! Grazie!

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