Jules Massenet (1842-1912): Una trilogia tra sacro e profano

MARIE-MAGDELEINE” (Maria Maddalena). Dramma sacro in tre atti e quattro quadri di Louis Gallet (1873). Orchestra Sinfonica Ab Harmoniae, Coro Ab Harmoniae, Salvo Sgrò (maestro del coro), Daniele Agiman (direzione), Denia Mazzola Gavazzeni (Méryem, la Magdalene), Laura Brioli (Marthe), Giuseppe Veneziano (Jésus), Corrado Cappitta (Judas). Registrazione dal vivo, Santuario di S. Maria del Fonte in Caravaggio, Bergamo, 4 ottobre 2009. 2 CD GB 2447/48-2 – 95’00
E’ noto che Jules Massenet è stato uno tra i maggiori creatori di ritratti femminili in musica della sua epoca. Da Manon a Thaïs, da Hérodiade a Esclarmonde, Griselidis, Thérese, Cleopâtre, Sapho, il compositore francese ha dato voce un universo di donne fragili e sensuali, leggere, maliarde o sante. Per dire quanto il linguaggio di Massenet sia sensuale e subisca l’incanto della figura femminile anche attraverso  i rapimenti mistici e le meditazioni religiose, basta vedere che nel suo percorso compositivo, il suo primo significativo successo  lo ottiene  non con un’opera lirica, ma con un oratorio ispirato alla tradizione evangelica, Marie-Magdeleine, cui presto seguiranno altri lavori sacri: Ève, La Vierge, e più tardi, nel 1899, La terre promise.
Una scelta abbastanza desueta quella della  peccatrice pentita che, se poteva esibire un’importante presenza nella tradizione letteraria o nell’ iconografia cristiana (da Mantegna a Correggio a Tiziano, da Raffaello a El Greco a Caravaggio), non era però così presente nella produzione musicale.
Rappresentato per la prima volta il 11 aprile del 1873, venerdì santò, questo dramma sacro di Jules Massenet, ottenne un successo strepitoso, anche grazie alla presenza nel ruolo della protagonista, della celeberrima Pauline Viardot Garcia che, dopo aver ascoltato alcuni brani della partitura, se ne era innamorata, promuovendone così l’esecuzione, all’inizio osteggiata . In questa Marie-Magdeleine, che segna dunque l’inizio del trionfale cammino compositivo di Massenet, si trova già ben chiaro il fondamento espressivo del suo  stile che, come scrisse Arthur Pougin, “effondeva un tale profumo di giovinezza e di poesia, faceva giungere accenti così patetici e commoventi […] la sua orchestra era così piena di fascino, di colore, di novità, che lo spirito e l’orecchio ne erano incantati in egual misura.”
Di certo in questo lavoro non mancano le disuguaglianze ispirative, accanto all’arcaismo di certi riferimenti a Bach e Haendel, vi sono pagine nelle quali Massenet sfoggia  “il suo genio dei colori chiari e delle sussurranti melodie” (Debussy). Possiamo ad esempio citare i tenui colori pastorali dell’introduzione (un importante esempio di colore musicale orientaleggiante, quasi un prototipo di lavori “orientali”, quali Samson et Dalila di Saint-Saens, L’enfant prodigue di Debussy, La regina di Saba di Goldmark), o le pagine affidate alla protagonista: dal tenue lirismo di “O mes soeurs, je veux fuir” (atto primo), alle commoventi e austere “O bien-aimé” e “Qu’elle est lente à venir la douloureuse aurore” che Maddalena intona ai piedi della croce del Cristo e mentre si reca al sepolcro da  dove annuncerà l’avvenuta resurrezione di Gesù. I tre brevi atti di questa Marie-Magdeleine, hanno un’impostazione marcatamente teatrale (non a caso verrà rappresentata in forma scenica all’Opéra-Comique nel 1906), ma trova un ampio spazio il Coro che accompagna le varie scene: il popolo che impreca contro la prostituta alla fontana (atto I), i servitori e i discepoli che intonano il “Padre Nostro” nella casa di Marta (atto II) e infine grande protagonista dell’ultimo atto, quando è la folla che irride il Cristo sulla croce ma poi ne proclama esultante la resurrezione.
“EVE” Mistero (oratorio) in tre parti su testo di Louis Gallet (1875). Orchestra Sinfonica Ab Harmoniae, Ensemble Corale Ab Harmoniae, Daniele Agiman (direzione), Salvo Sgrò (direzione di coro), Denia Mazzola Gavazzeni (Eve), Massimiliano Fichera (Adam), Giuseppe Veneziano (Le récitant). Registrazione effettuata dal vivo il 5 ottobre 2008 nell’ambito di Lode in musica per S. Maria del fonte in Caravaggio (BG). 1 CD Bongiovanni GB 2442-2
Il 18 marzo 1875 – esattamente quindici giorni dopo la prima assoluta di Carmen all’Opéra-Comique – Eve è in scena cartellone al Cinque des Champs-Elysées: l’esecuzione è di altissimo livello, grazie alla presenza di nomi prestigiosi come quello di  Marie-Hélène Brunet-Lafleur, futura M.me Lamoureux. In sala il lavoro ottiene ampi consensi, ma non mancano le critiche. Nelle tre parti della partitura: La naissance de la femme, La tentation e La faute, la critica non mancò di evidenziare che  il libretto talvolta eccedeva in una retorica moralistica e la qualità della musica disuguale: i cori che raffigurano le voci della natura, della notte, dell’abisso, hanno un’impronta piuttosto datata. Gallet riconobbe che il lavoro era “meno omogeneo di Marie-Magdeleine”, ma alla non totale riuscita di Eve, il librettista non manca di coinvolgere Massenet che in ciò mostra quello che sarà forse il suo limite, ossia la preoccupazione di “piacere  sempre” che, talvolta lo farà scivolare in una sorta di autocompiacimento estetico.
In questa Eve la tavola centrale del trittico oratoriale che Massenet, dopo Marie-Magdeleine completerà con La Vierge,  troviamo comunque un ulteriore passo avanti dello stile del compositore che, nel 1877 si sarebbe definitivamente imposto con Le roi de Lahore. L’orchestra è comunque straordinaria, ricca di colori e mette in risalto pagine come il primo duetto tra Adam e Eve,”Homme, tu n’es plus seul!” (parte prima), il coro e aria di Eve, “O nuit! Douce nuit!” ( parte seconda), e il voluttuoso duetto “Aimons-nous!”, nel quale la protagonista mostra quei caratteri di estasi, ebbrezze, «charmes et voluptés» che ritroveremo in altre eroine massenetiane.
“LA VIERGE” Lègende sacrée en quatre scènes (1880), libretto di Charles Grandmougin. Orchestra Sinfonica Ab Harmoniae, Ensemble Corale Ab Harmoniae, Daniele Agiman (direzione), Salvo Sgrò (direzione di coro), Denia Mazzola Gavazzeni (La Vergine), Chiara Pieretti (L’Arcangelo Gabriele), Amor Perez (Marie-Salomé; un arcangelo), Massimiliano Fichera (Lospite; Simone; Tommaso), Camillo Facchino (Giovanni), Elena Bakanova (Un giovane galileo; Maria Maddalena; un arcangelo ). Registrazione effettuata dal vivo nel Santuario di S. Maria del Fonte, Caravaggio, 25 settembre 2010 2 CD Bongiovanni GB 2452/53-2
Con La Vierge si  chiude il trittico  lavori giovanili di Massenet (MarieMagdeleine, Eve,  La Vierge). Questo Oratorio, datato 1880, risulta pervaso da un «…adorabile candore, un delicato misticismo…» (Alfred Bruneau) e, non a caso dopo due donne “peccatrici”, Massenet lo dedica alla figura della “donna per eccellenza”, ossia la  Madonna,  protagonista unica e la totale di questa Lègende Sacrée che parte dall’Annunciazione per proseguire poi con la festa delle nozze di Cana, la Crocefissione per concludersi con la morte della Vergine e la sua assunzione in cielo. Un oratorio tutto al femminile, se si escludono i brevi  interventi dell’Ospite nella scena della nozze di Cana, e poche frasi di Giovanni e Tommaso e sicuramente quello che mostra un Massenet stilisticamente più omogeno, perfettamente in equilibrio tra sacro e profano, con una tavolozza di colori ancora più riccai può dire che questa Vierge sia un oratorio tutto al femminile. Le quattro stazioni di questa vita di Maria partono dal momento dell’ Annunciazione; hanno al loro interno il grande affresco, molto colorito e teatrale, della festa di nozze a Cana, e l’oscuro quadro della Crocifissione, e si concludono con la morte della Vergine e la sua assunzione in cielo.
E veniamo a queste tre incisioni discografiche, realizzate nell’arco del triennio 2008-2010 e che hanno come protagonista principale il soprano Denia Mazzola Gavazzeni, non solo sul piano vocale, ma come direttrice artistica dell’orchestra “AB Harmoniae”, collegata all’omonima associazione culturale voluta dalla stessa cantante con finalità legate a un forte impegno sociale, in particolare verso gli strati sociali più emarginati di varie zone del Brasile. Sul piano prettamente vocale, sicuramente la resa della Mazzola è abbastanza alterna. Lo strumento vocale non sempre è controllato ed emergono certe asprezze che, da sempre sono un po’ un limite del suo organo vocale. D’altro canto troviamo invece una interprete indubbia personalità, in grado di esprimere gioia, malinconia, la nostalgia e la sofferenza con vero afflato poetico. Tra gli altri interpreti spicca in particolar modo, il canto nobile e vibrante del baritono Massimiliano Fichera. Di buon livello anche la prova del mezzosoprano Laura Brioli. Gli altri protagonisti, si disimpegnano in modo complessivamente apprezzabile, senza evidenti cedimenti.  La concertazione di Daniele Agiman è volonterosa e riesce a ottenere dall’orchestra una certa tensione drammatica, si sforza altresì di curare i segni d’espressione che si traduce in un buon “legato” e quindi in un’enunciazione melodica apprezzabile nell’evidenziare il tratto sentimentale della musica di Massenet. Complessivamente valide le prove del coro. Tre album di indubbio interesse editoriale.

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