Parigi, Salle Pleyel:”Die schöne Müllerin”

Parigi, Salle Pleyel, Stagione concertistica 2011/2012
Matthias Goerne e “Die schöne Müllerin”
Baritono Matthias Goerne
Pianoforte Christoph Eschenbach
Franz Schubert: Die schöne Müllerin D 795 Op. 25 (La bella mugnaia), ciclo di 20 lieder su testo di Wilhelm Mueller.
Parigi, 8 novembre 2011

Il ciclo narra la storia di un giovane mugnaio che lasciata  la propria casa e, si incammina seguendo un ruscello arrivando a un mulino. Qui si innamora di una giovane e bella mugnaia. Il ragazzo cerca di conquistarla e mette in atto una serie di azioni spinto dai sentimenti che pervadono il suo animo e dal desiderio che questi vengano ricambiati dalla ragazza. Quando finalmente questo avviene, spunta inaspettatamente un terzo incomodo, un cacciatore, che conquisterà facilmente il cuore della sua amata. Il giovane è sconvolto per il perduto amore e il suo desiderio di morte sarà cantato dallo stesso ruscello.
Questa esecuzione di Die schöne Müllerin ci ha suscitato reazioni contrastanti. Nei due lied di apertura, entrambi gli artisti hanno  indulgiato su dei preziosimi di bell’effetto ma che toglievano spontaneità allo spontaneo ottimismo del protagonista. Le introduzioni di Eschenbach a Das Wandern hanno mostrato qualche esitazione mentre dal canto suo Matthias Goerne aveva un’emissione poco controllata e si muoveva eccessivamente fino quasi ad allontanarsi dal pianoforte. I  rallentamenti in Wohin, l’insufficiente coesione armonica in Halt! e una inamidata  Danksagung an den Bach hanno tutti contribuito a una troppo prematura evoluzione melanconica del giovane mugnaio.  Ci si doveva invece aspettare che lui sia pieno di  grandi speranze fino a “Mein”, l’undicesimo lied, quindi superata la metà del ciclo. Il dodicesimo lied, Pause, rappresenta il primo vero cambio d’atmosfera, quando lui appende il suo liuto.  Non sono mancati momenti di alto livello interpretativo. Am Feierabend con la sua melodia energica è stato il primo di questi. In Der Neugierige, i due interpreti hanno mostrato  un ammirevole controllo. In “O Bächlein meiner Liebe” hanno saputo creare una bellissima atmosfera. In Dein ist mein Herz, Goerne ha saputo esprimere  l’entusiasmo del risveglio della passione. Tre lieder, Mit dem grünen Lautenbande, Der Jäger e Eifersucht und Stolz sono stati erronemente eseguiti senza soluzione di continuità. E’ invece necessario che ogni lieder si chiuda e abbia una pausa, anche se la tensione sta salendo. Non appena il lato negativo dell’amore non corrisposto si è palesato, Goerne e Eschenbach hanno saputo esprimere sentimenti di profonda commozione. Trockne Blumen e Der Müller und der Bach sono stati estremamente espressivi, catapultandoci, come in un film di “Ritorno al futuro”, direttamente al mondo espressivo di Mahler. In Des Baches Wiegenlied, l’ultima dimora del giovane, ha cantato la gioia e il dolore con ironia aprendo la via al vasto firmamento. Goerne e Eschenbach hanno complessivamente fornito una prova convincente di questo lavoro, anche se con qualche momento troppo “ragionato”.
Matthias Goerne e Christoph Eschenbach torneranno a interpretare Schubert il 28 febbraio 2012  ( il Winterreise) e l’11 maggio 2012 (lo Schwanengesang, insieme ad una performance di Eschenbach dell’ultima Sonata D.860 di Schubert).

 

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