Amandola (Fermo): Cantofestival 2011

Amandola (Fermo), Teatro La Fenice
CANTOFESTIVAL 2011
Direzione artistica Vincenzo Pasquali
Pianoforte, Cesarina Compagnoni
Giuria: Athos Tromboni (Presidente UNCALM-Ferrara) e composta da Alfonso Scarano (Direttore d’Orchestra, direttore principale Orchestra di Teplice in Repubblica Ceca), Anna Rita Gemmabella (cantante, musicologa ospite d’onore della serata finale), Rossella Marcantoni (Dirigente dell’Accademia Musicale Internazionale “Maria Malibran”, cantante e docente del Conservatorio di Fermo) e  Maurilio Manca (Consulente Casting Lirica Lecce e Hungarian State Opera di Budapest), Dario Bisso (Direttore d’Orchestra e Direttore Artistico), Alberto Pellegrino (Critico e Direttore Artistico).
Soprani: Anna Viola (Italia), Anna Werle (Germania), Hyehee (Eliana) Kim (Corea), Ingeborg Borch (Danimarca), Laura Abella (Gran Bretagna), Ljliana Liskovic (Serbia), Tea (Tika) Purtseladze (Georgia)
Mezzosoprani: Aurelia Varak (Francia), Sonia Fortunato (Italia), Zhanna Smolego (Russia)
Tenore Myung Ho Kim (Corea)
Baritono Javid Samadov (Azerbaigian).
Amandola, 8, 9, 10 dicembre 2011

La sfilata dei migliori giovani talenti internazionali del mondo della lirica inaugurata quattro anni fa ad Amandola (Fermo) si riafferma come manifestazione di spicco nella valorizzazione di giovani voci emergenti in questo settore. Quest’anno al Teatro La Fenice del piccolo centro dell’entroterra marchigiano 11 cantanti in rappresentanza di ben 9 nazioni. La manifestazione canoro-musicale, con la direzione artistica di Vincenzo Pasquali, ha visto nelle serate dell’ 8, 9 e 10 dicembre la partecipazione dei migliori giovani talenti della lirica mondiale già vincitori d’importanti concorsi, tutti  accompagnati dalla eccellente pianista Cesarina Compagnoni che si riconferma ad ogni appuntamento di Cantofestival una componente notevole dello stesso.
la serata del 9 dicembre ha premiato come vincitrici  il mezzosoprano Anna Werle, il soprano Tika Purtseladze e il tenore Myung Ho Kim con il Premio Melogramma destinato a chi si è distinto per il repertorio del belcanto italiano, e allo stesso tenore coreano è stato attribuito anche il premio dell’UNCALM deciso dal presidente Athos Tromboni; è stata anche decretato vincitrice, scelta dal pubblico, del Premio “Vittorio Virgili” offerto dalla Pro Loco di Amandola, il soprano Anna Viola.
La prima serata dell’8 dicembre
è stata dedicata all’esibizione, nei vari strumenti e nel canto lirico, dei migliori corsisti delle International Master Classes dell’Accademia Malibran. Cristiana Mastrantonio e Riccardo Fede, due pianisti e migliori allievi del Maestro Franco Medori (annoverato fra i dieci pianisti del mondo, docente al Conservatorio Santa Cecilia di Roma e docente dell’Accademia “Maria Malibran”) si sono esibiti il 9 dicembre,  serata della rassegna dei cantanti e  in attesa dei risultati della giuria nello spazio inaugurato quest’anno come “La vetrina de giovani talenti.
La serata che ho seguito è quella del Gran Galà Lirico di sabato 10 dicembre che ha visto l’esibizione dei premiati e dell’ospite d’onore, il mezzosoprano Anna Rita Gemmabella, artista affermata in allestimenti operistici di spicco in alcuni tra i più importanti teatri di varie nazioni. A lei l’esordio un po’ insolito del concerto di gala con la Canzonetta spagnola di Rossini seguita dal “Di tanti palpiti” del Tancredi: vera voce di mezzosoprano, la Gemmabella ha ostentato un eclettismo che lasciava a desiderare solo nelle parti di belcanto ed di agilità; non così nel versante più lirico e meno accademico come “A vucchella” di Tosti e nell’accattivante bis finale tratto dall’operetta Scugnizza e durante il concerto, “Mon coeur s’ouvre a ta voix” da Samson et  Dalila di Saint Saens e “Acerba voluttà” da Adriana Lecouvreur di Cilea ha dimostrato una intelligente abilità di economizzare il peso vocale utilizzando i valori idiomatici della parola. Ha anche esibito la sua vena drammatica nell’aria poco frequentata dal repertorio  “ Va, laisse couler mes larmes” dal Werther di Massenet. Un rigore che sa ancora di scolastico in Anna Werle, ma presago di un certo carattere vocale nella cavatina di Rosina dal Barbiere rossiniano e poi nel “O mio Fernando” completo di cabaletta dalla Favorita di Donizetti, dove ha messo in luce una bella tecnica di agilità e un favorevole slancio verso la zona acuta; voce di soprano lirico pieno Tika Purtseladze presenta una potenza vocale considerevole a volte poco controllata soprattutto per la difficoltà di pronuncia italiana non ancora pienamente a fuoco: così nell’aria “ Nel villaggio di Edgar” da Edgar di Puccini e in Sì, mi chiamano Mimì da Bohème, dove il fraseggio non è ancora ben definito, ma il profilo vocale è ben sbalzato e l’espansione è d’effetto; buona capacità di reggere le tessiture e ottimo colore di soprano lirico-leggero quello di Anna Viola in “ Quando men vo” da Bohème, ma un po’ faticosa l’agilità nella prima aria della Lucia donizettiana “Regnava nel silenzio”. Bella voce di tenore lirico, quella di Myong Ho Kim che presenta una insolita pulizia vocale e un bel modo di porgere, pur con qualche portamento di troppo nella Furtiva lagrima dall’Elisir di Donizetti; non ha ancora messo bene a fuoco le intenzioni sottese al fraseggio del cantare italiano in “E’la solita storia” dalla Arlesiana di Cilea. Si intende: tutti brani applauditissimi e graditissimi dal pubblico nella consapevolezza di trovarsi di fronte a delle voci ben definite e sicure che già circolano e circoleranno in molti teatri italiani. In merito al lato organizzativo mi piace citare un commento della corrispondente locale Valentina Magro che condivido pienamente: “CantoFestival si conferma come manifestazione destinata a crescere sempre di più di anno in anno; esperti e professionisti lo hanno salutato come un evento importante sia per la funzione che svolge sia per l’eccellenza che presenta. In un paese come l’Italia dove l’alternarsi delle classi dirigenti e delle crisi non ha mai smentito l’idea secondo cui i primi tagli necessari a superare l’empasse dovessero essere necessariamente quelli alla cultura, potrebbero destare (purtroppo) scalpore le parole del Direttore Artistico di Canto Festival, Vincenzo Pasquali, in occasione della quarta edizione della manifestazione da lui diretta e ideata: la cultura, soprattutto in tempo di crisi, è l’unico strumento di salvezza e di ricostruzione”. … “Il Direttore Artistico, sottolineando le enormi difficoltà economiche riscontrate nelle realizzazione del Festival, che ha rischiato di saltare questa quarta edizione, ha anche evidenziato l’esigenza di espandersi nel territorio per raggiungere un bacino d’utenza maggiore e maggiori fondi. Di certo il piccolo paese di Amandola che pure ha visto passare grandi artisti, nella sua comunità non si è rivelato meritevole e all’altezza di tale manifestazione data la scarsissima presenza di pubblico locale (soprattutto nella serata finale del 10) ”. Cantofestival è organizzato dall’Associazione La Fenice col sostegno della Provincia e Camera di Commercio di Fermo, in collaborazione con Pro Loco e Comune di Amandola, Uncalm, Comunità Montana dei Sibillini, Os Aridum, Rossini Pianoforti, Accademia Malibran, Associazione di documentazione fotografica Altidona Belvedere, Cantina Colli Ripani, Antida Casa del Gelato.
Ulteriori dettagli sulla manifestazione li potete trovare nella seguente pagina.
Foto Simonetta Peci – Andrea Del Zozzo

 

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