La “Nona” di Beethoven ai BBC Proms 2012

Londra, Royal Albert Hall, BBC Proms 2012
Daniel Barenboim dirige Beethoven
Ludwig van Beethoven: Sinfonia nr.9 in re minore op.125 “Corale”
National Youth Choir of Great Britain
West-Eastern Divan Orchestra Direttore Daniel Barenboim
Maestro del Coro Rober Isaacs
Soprano Anna Samuil soprano
Mezzosoprano Waltraud Meier
Tenore Michael König
Basso René Pape
Londra, 27 luglio 2012

Venerdì 27 luglio 2012 si è concluso il ciclo delle Sinfonie di Beethoven promosso da BBC Proms. Per tutta la città un altro spettacolo di grandiose proporzioni stava per cominciare: la cerimonia di apertura delle Olimpiadi 2012. La sala concerti era stracolma; i biglietti già venduti da mesi. La Nona di Beethoven rimane sempre estremamente popolare e non poteva esserci modo migliore per celebrare la fratellanza degli uomini e l’unità degli stati che l’immortale “Innoo alla Gioia.”
La Royal Albert Hall è da sempre famosa per la sua terribile acustica  e anche in questa occasione non ha fatto sconti a Barenboim e compagnia. Il primo movimento è partito un pò sottotono, anche se tale mancanza di energia potrebbe essere dovuta alla cupezza della sala che ha dissipato il vibrato degli archi. Ci sono stati anche problemi coi tempi nell’Allegro e gli archi sono stati poco rigorosi in più di un’occasione. In generale, l’esecuzione è stata fiacca e noiosa. Dato che la musica non è riuscita a catalizzare la mia attenzione, la mia mente è andata al Beethoven Frieze di Gustav Klimt’s Beethoven Frieze presente alla Secessione Viennese. Il tema della serata dell’unione degli uomini e delle nazioni mi ha naturalmente fatto pensare all’unione delle arti, che è l’idea fondante che governa il Gesamtkunstwerk. Il Frieze, che ritrae l’intepretazione della Nona di Richard Wagner, è l’unico dipinto che mi abbia mai commosso fino alle lacrime. Ritrae il percorso della Nona perfettamente, dalle tenebre alla luce, dalla sofferenza alla gioia, dall’alienazione e la disperazione all’unione, all’amore e alla salvezza. Rispecchiando i quattro movimenti della Sinfonia, il Frieze ha anche quattro sezioni distinte. Inizia col genii fluttuante che rappresenta il desiderio umano e si muove attraverso varie impersonificazioni delle forze dell’oscurità e i diversi aspetti della condizione umana, culminando infine in un meraviglioso abbraccio.
Seid umschlungen, Millionen!  Diesen Kuss der ganzen Welt!  ( Unitevi in un solo abbraccio, voi milioni!  Condividete questo bacio con tutto il mondo! )
Il Finale è stato deludente all’inizio, benché, anche in questo caso, si potrebbe biasimare la terribile acustica. I bassi non sono riusciti ad essere credibili; il suono decisamente non è riuscito a far colpo. Inoltre,mancava il contrasto tra i legni e i bassi/violoncelli nel loro recitativo simile ad un dialogo in cui vari temi vengono introdotti dai primi, che vengono poi prontamente interrotti e confutati dai secondi. Ma poi il tema dell’”Ode alla Gioia” è stato introdotto dai bassi e dai violoncelli con il più delicato e lieve dei pianissimo; così lieve che si sarebbe udita distintemente la caduta di uno spillo, nonstante si percepisse un’energia palpabile. Quel momento è stato magico e, per sessanta secondi, tutto il pubblico ha smesso di respirare.
Mentre la parte orchestrale non è mai riuscita a raggiungere il suo culmine e a riempire lo spazio della sala, la voce olimpica del rinomato basso René Pape è penetrata attraverso l’aria come un fulmine, richiamando all’istante l’attenzione di tutti con la sua potente entrata: “O Freunde, nicht diese Töne!“. Ha cantato con maestosa autorità, dizione impeccabile e convinzione. E quando non cantava, Pape ondeggiava e muoveva la testa su e giù a ritmo di musica. Dei quattro solisti, lui è l’unico che sembrava davvero divertirsi. Il tenore tedesco-canadese Michael König, che ha sostituito Peter Seiffert, non ha cantato con il volume che ci si aspetterebbe da un tenore della sua stazza. Il suo timbro mancava della brillantezza metallica e dell’eroismo richieste dalla partitura. Il soprano russo Anna Samuil era fastidiosamente stridula e le sue note alte suonavano forzate. Ciò che è stato molto divertente è che se qualcuno avesse dovuto giudicare dal suo contegno, si sarebbe detto che lei era la star della serata. Durante le chiamate alla ribalta, la Samuil ha camminato tutta impettita con la ridicolaggine di coloro che sono alla ricerca di attenzioni e sembrando fin troppo contenta di sé nonostante gli scarsi risultati della sua prova. C’è solo da immaginarsi come si sarebbe comportata se si fosse dimostrata una cantante accettabile. Forse che si sarebbe prodotta in dei salti e una ruota? La parte del mezzosoprano è un ruolo ingrato in questa composizione e Waltraud Meier si è presentata (che è poi ciò che contava veramente). I membri del National Youth Choir spesso non hanno cantato all’unisono e hanno avuto problemi con le consonanti in finale di parola della dizione tedesca: “Welt-t-t-t-t”.
La star della serata è stata, senza dubbio, il Maestro Daniel Barenboim. Non solo Barenboim è stato il primo direttore d’orchestra dai tempi di Henry Wood nel 1942 a dirigere un intero ciclo di Sinfonie di Beethoven al Proms, ma dopo la performance avrebbe portato la fiaccola olimpica insieme ad altri sette filantropi alla cerimonia di apertura. Il suo contributo: per portare “arominia dove regna la discordia”; un chiaro riferimento non solo alle sue influenze musicali, ma anche alla fondazione da parte sua della West-Eastern Divan Orchestra che consta di musicisti provenienti da Israele, i territori palestinesi e i paesi arabi per promuovere la comprensione reciproca tra nazioni in conflitto attraverso la musica.

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