Bergamo, Teatro Donizetti: “Belisario”

Bergamo, Teatro Donizetti Bergamo Musica Festival 2012
“BELISARIO”

Tragedia lirica in tre parti di Salvadore Cammarano
Nuova edizione riveduta sull’autografo di Ottavio Sbragia
Musica di Gaetano Donizetti
Giustiniano FRANCESCO PALMIERI
Belisario
DARIO SOLARI
Antonina
DONATA D’ANNUNZIO LOMBARDI
Irene
ANNUNZIATA VESTRI
Alamiro
ANDEKA GORROTXATEGI
Eudora
SONIA LUBRINI
Eutropio
ANDREA BISCONTIN
Eusebio
CARLO BONARELLI
Ottario
FRANCESCO CORTINOVIS
Un centurione
FRANCESCO LAINO
Orchestra e Coro Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti
Direttore Roberto Tolomelli
Maestro del Coro Fabio Tartari
Regia Luigi Barilone
Scene e costumi Angelo Sala
Luci Claudio Schmid
Nuova produzione e nuovo allestimento Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti
Bergamo, 23 Settembre 2012

Abbandono, sacrificio, vendetta, ricongiungimento, morte. Ecco lo schema topico che caratterizza lo svolgersi delle vicende nel “Belisario”, opera di Gaetano Donizetti che inaugura la Stagione 2012 del Bergamo Musica Festival. E spettacolo il cui felice esito scaturisce dalla somma dei singoli elementi, a cominciare dall’ ottimo lavoro del comparto tecnico, passando attraverso la sapiente direzione musicale, fino all’impegno profuso da parte di tutti i membri di un cast non immune da mende, talvolta vistose, di tipo vocale e/o interpretativo. Grande merito va alle scene ed ai costumi di Angelo Sala ed alle luci di Claudio Schmid: un impianto classico e molto lineare di colonne formate da una moltitudine di mattoncini d’un grigio cangiante, capaci di riflettere l’intera tavolozza del disegno luci, così come il bellissimo gioco di tendoni fluttuanti, la cui stoffa restituisce bagliori del tutto particolari. I curatissimi costumi in foggia bizantina vanno ad integrarsi perfettamente con tale cornice e siglano una concezione globale che denota senso del teatro ed intelligenza scenica. La regia di Luigi Barilone non presenta alcun coup de théâtre (che sarebbe peraltro inutile, considerato il libretto), ma sa raccontare la vicenda in modo funzionale e si segnala per la plasticità attribuita alle singole figure (piacevole, quando non portata all’eccesso dall’interprete, come nel caso di Antonina), unitamente ad alcune geometrie ben definite nella distribuzione del coro.
Sul versante musicale, un plauso convinto alla direzione di Roberto Tolomelli ed alla realizzazione della stessa da parte dell’orchestra: suono tornito nella  giusta misura, calda morbidezza degli archi ed, in particolare, una sezione di fiati caratterizzati da sonorità sempre brillanti e ben coese.
Il baritono Dario Solari è un Belisario la cui voce si fa notare per bellezza e pienezza di timbro e la cui emissione pare poggiata, anzi adagiata, più sulle qualità naturali che sulla tecnica. Ciò detto, la sua performance è risultata buona vocalmente e discreta dal punto di vista interpretativo, anche se un fraseggio maggiormente articolato ed uno scavo psicologico più approfondito non avrebbero guastato. Nella parte di Alamiro/Alessi, il tenore Andeka Gorrotxategi ha esibito una voce abbastanza voluminosa, caratterizzata però da un’emissione eccessivamente stentorea, forse inadatta alla scrittura donizettiana, senza contare il massiccio ricorso alle contrazioni di gola che hanno compromesso, tra le altre cose, la buona riuscita dell’acuto al termine dell’aria. Resta un physique du rôle piacevole, associato ad una certa baldanza scenica. Il mezzosoprano Annunziata Vestri (Irene) ha penato in un ruolo concepito per soprano corto che non le ha consentito di esprimersi vocalmente in modo compiuto: qualche leggera disomogeneità nei passaggi di registro e qualche suono lievemente stimbrato in zona acuta non hanno però precluso una bella realizzazione del suo personaggio, grazie all’ottima comprensione dello stile del compositore, alla musicalità sicura e ad una recitazione misurata ed espressiva.
Tutto l’onore delle armi a Donata D’Annunzio Lombardi, giunta come sostituta nella parte della protagonista a pochi giorni dall’inizio delle prove. Il soprano, nei panni di Antonina, gioca tutte le sue carte e lo fa con decisa convinzione. Ad onor del vero, tale ruolo  richiederebbe una voce di ben altra caratura, capace di arcate vocali ampie e vibranti; tuttavia, l’apparente sicurezza con cui la D’annunzio Lombardi ha saputo calare il proprio strumento nell’ostica tessitura, è bastata a procurarle numerosi applausi da parte del pubblico in sala. Se la scena d’entrata funziona grazie al piglio imperioso di alcune frasi ed alla riuscita di certe note medio-acute ben arrotondate e caratterizzate da una perlacea smaltatura, è nella prosecuzione dell’opera che i limiti intrinsechi a tale voce vengono ad emergere. Già durante il concertato alla fine del primo atto, i do acuti, lanciati come sono sulla densità orchestrale, risuonano tesi ed un poco taglienti, così come piuttosto inappropriata, soprattutto per quanto concerne il gusto, è parsa l’infilata interminabile di piani e pianissimi al terzo atto, molti dei quali eseguiti con trucchetti vocali di genceriana memoria. Spiace, poi, l’aver notato un atteggiamento scenico d’antan così esagerato in un’artista dotata di naturale allure. In definitiva, una prova che trova la sua ragion d’essere solo se interpretata come una dimostrazione di caparbia volontà, essendo praticamente incolmabile il gap che separa la voce dalla vocalità. Di timbro autorevole e d’emissione malferma il Giustiniano di Francesco Palmieri, mentre del tutto inqualificabile è stata la resa vocale di Andrea Biscontin nei panni di Eutropio. Discreti tutti i comprimari e sorprendente, per l’ottima preparazione e la notevole rifinitura, il Coro del Bergamo Musica Festival. Foto per gentile concessione del Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti

5 Comments

  1. Irina Sorokina

    Buon giorno a tutti, a quelli che c’erano domenica e a quelli che c’erano… in questa occasione correi dire: io c’ero! Davvero un grande evento, soprattutto per quegli appassionati e professionisti che come me erano troppo giovani per assistere alle riprese di “Belisario” nel ‘900. Sono d’accordo con l’autore, è stato uno spettacolo molto gradevole e funzionante, senza troppi bagliori di fantasia e una concezione registica di carattere personale. Comunque ci ha permesso di emetterci nella meravigliosa e grandiosa musica donizettiana! Tra i cantanti la D’Annunzio Lombardi è stata applaudita più degli altri e se lo merita, nonostante come tutti ha i suoi difetti. Una grande interpretazione. E’ un’altra grande donna accanto alla sua Antonina, proprio la figlia Irene, interpretata da Annunziata Vestri, si la voce un po’ stimbrata, a volte aspra, ma quale resa artistica! Ha regalato una grande ed autentica emozione.
    Niente male Dario Solari nel ruolo del protagonista ed accettabile il giovane tenore dai Paesi Baschi come Alamiro.
    La concertazione di Tolommelli, sapiente, limpida e delicata, va elogiata.
    Grazie a tutti, quella domenica abbiamo vissuto davvero!

  2. bruno morpurgo

    concordo con la recensione e con il commento sopra! io ho visto la prima, venerdì sera, e a parte un cantante, il cast era di alto livello, soprattutto per un teatro come bergamo che non può pagare le star più affermate. spettacolo gradevole, direzione di alto livello e soprattutto molto “donizettiana”, e coro davvero di altissimo livello, ma chi frequenta bergamo lo conosce bene!
    opera non all’altezza di una lucia o di una maria stuarda, ma comunque una bellissima opera con una sua peculiarità, in questo genere eroico-romantico.

  3. Sandra

    Dear Mr. Dellabianca,
    I was very fortunate to attend the opening night performance. As it is an opera rarely performed I flew from New York to see it. I was absolutely thrilled by the discovery of this incredible artist Ms. Lombardi. The role is enormously difficult somewhere btw Norma and Lady MacBeth! There is no Italian artist of such incredible vocal health, phenomonal technique, musical integrity, acting ability, and star quality that I have seen like her in the last 25years.I found not one thing incorrect in her performance. Every note she sang was exquisite and seh reflected the character she was portraying perfectly. She is truly an artist of the highest level who is far above anyone I have heard at Covent Garden, Vienna, or the MET. We would be blessed to have an Italian soprano such as she grace the stage of NY, Chicago, San Francisco or Los Angeles.

  4. Ana

    Señor Dellabianca: yo asistí al ensayo general de Belisario, y si bien la ópera no es uno de los mayores logros de Donizetti, tiene muchas partes magistrales. Considero que la Señora D’Annunzio lombardi hizo un excelente interpretación de un papel tan difícil. yo estaba sentada en un balcón central de la tercera galería, y gocé cada fineza y detalle, “crescendo” y “diminuyendo”, “piano” y “forte” de la linea de canto de la señora D’Annunzio, con trucos a la “Gencer”, puede ser… yo no se usted pero para mi es un gusto escuchar a alguien que canta a la “d’antan”. Hablando de la actuación, en este caso a la “d’antan”, como la llama usted, no me molestó para nada, pienso que es completamente coherente con la historia. Bravi tutti.

  5. Franco

    ho assistito a entrambe le recite e devo concordare sulla D’Annunzio Lombardi che, per quanto non perfettamente in parte, ha fornito una prova emozionante, soprattutto considerando che l’avevo lasciata una decina d’anni fa Musetta agli Arcimboldi ! Mi pare che abbia percorso una bella strada.
    Buono anche Solari, mentre era assolutamente inqualificabile il guovane cantante che faceva Eutropio, personaggio neppure tanto secondario ai fini dell’azione.
    Musicalmente su tutti il duetto padre-figlia e il bellissimo terzetto del riconoscimento.

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