Bergamo, Teatro Donizetti: “Così fan tutte”

Bergamo, Teatro Donizetti – Bergamo Musica Festival 2012
“COSÌ FAN TUTTE”
Dramma giocoso in due atti di Lorenzo Da Ponte
Musica di Wolfgang Amadeus Mozart
Fiordiligi ELENA MONTI
Dorabella JOSÈ MARIA LO MONACO
Guglielmo CHRISTIAN SENN
Ferrando ANICIO ZORZI GIUSTINIANI
Despina ROBERTA CANZIAN
Don Alfonso OMAR MONTANARI
Orchestra e Coro del Bergamo Musica Festival
Maestro concertatore al fortepiano Stefano Montanari
Maestro del coro Fabio Tartari
Regia Francesco Bellotto
Scene e Costumi Angelo Sala
Luci Renato Lecchi
Movimenti coreografici Alessia Vavassori
Nuova Produzione e Nuovo Allestimento
Bergamo Musica Festival Gaetano Donizetti
Realizzazione dei costumi in collaborazione con
Istituto Caterina Caniana di Bergamo
Bergamo, 11 novembre 2012

Interessante il parallelismo che Francesco Bellotto, regista di questo “Così fan tutte”, instaura fra il libretto di Da Ponte ed il capolavoro cinematografico “Rope” del 1948, firmato da Alfred Hitchcock: due uomini, giovani e supponenti, disquisiscono con il loro tutore, più anziano ed esperto, sulla fedeltà delle loro donne (nell’opera) e sull’omicidio inteso come arte per menti sopraffine (nel film), fino alla disfatta più totale di tali teorie. Il taglio filmico impresso allo spettacolo si ricollega idealmente alla realizzazione scenica de “La cecchina” della scorsa stagione e mette in evidenza il fil rouge, caro al regista, che unisce il teatro d’opera al cinema, in un’efficace contaminazione di generi.
L’allestimento risulta curatissimo sotto ogni aspetto: l’ambientazione scelta dal regista (una Napoli attorno al 1950) viene ben delineata dal lavoro dello scenografo Angelo Sala: una pedana girevole mostra tre diversi ambienti che compongono l’abitazione di Dorabella e Fiordiligi: il salone, la camera da letto e l’ampio terrazzo. Ciascun ambiente appare estremamente dettagliato nel mobilio perfettamente in stile con l’epoca, come pure i costumi, sempre firmati dallo stesso Sala, di bella fattura e dall’appeal piacevolmente ironico, grazie ad accessori (calzature, occhiali) spiritosi e glamour. Molto simpatici, poi, i travestimenti di Despina che hanno il pregio di suscitare l’ilarità degli spettatori: prima da crocerossina (munita di ferro da stiro, “magico” attrezzo capace di rianimare i moribondi) e poi da sindaco con tanto di fascia tricolore, venuto a celebrare le finte nozze.
L’azione si compie passando da un ambiente all’altro con una continuità chiaramente ispirata al “piano sequenza” utilizzato da Hitchcock nel film di cui si diceva. Sempre mutuata dalla pellicola, la presenza ricorrente del famoso rope (ovvero corda, cappio) che, in Mozart, non solo lega gli uomini alle donne, ma vincola entrambi i generi ad un destino certo di reciproco tradimento. Peraltro, Bellotto si dimostra molto abile nel pagare tributo al genio hitchcockiano attraverso la citazione (ad esempio, il momento in cui Don Alfonso si ferisce frantumando un bicchiere nella mano, esattamente come Farley Granger nel film), come pure nel ricorrere ad espedienti visivi capaci di donare un tocco personale alla messa in scena: la parte in cui Alfonso e Despina definiscono i dettagli dell’inganno, mangiando spaghetti dallo stesso recipiente, ci presenta due individui diversissimi per classe sociale, ma strettamente accomunati da una visione disillusa e fatalista della vita.
Sul piano musicale, si segnala la direzione di Stefano Montanari: sapiente e dinamica, forse troppo spedita al primo atto (il terzetto “Soave sia il vento”, pagina fra le più sublimi di tutto Mozart, ne soffre parecchio), più calibrata ed incline ad opportuni indugi nel secondo. Ottimo senza riserva, invece, l’accompagnamento dei recitativi al fortepiano.
Elena Monti, nei panni di Fiordiligi, è piacevole a vedersi, anche se la sua performance mostra evidenti limiti vocali, quantomeno nelle due grandi arie destinate al personaggio, soprattutto a causa di un registro grave che suona piatto e sordo. Le cose vanno meglio negli assiemi dove il soprano riesce ad imporsi grazie ad un registro acuto abbastanza a fuoco (se non si considera il fastidioso vezzo di attaccare le note fisse). La Dorabella di Josè Maria Lo Monaco esibisce un’emissione costantemente dura e, a tratti, afonoide, risultando comunque disinvolta sulla scena. Buona la prova di Roberta Canzian, una Despina divertente, un poco a disagio nei recitativi al primo atto, ma sicura nel canto e di voce giusta per la parte.
Più centrata la scelta degli interpreti maschili. Il Don Alfonso di Omar Montanari si distingue per la vocalità ampia e brillante (anche se, nei recitativi, indulge troppo spesso ad alcune code nelle note conclusive delle frasi, che invecchiano di non poco il suo stile) e per l’autorevolezza scenica. Anicio Zorzi Giustiniani (Ferrando) ha voce di tenore leggero, un poco aspra nel timbro, ma piuttosto gradevole nell’emissione, come dimostra il buon livello raggiunto nell'”aura amorosa”. Christian Senn (Guglielmo) si conferma il  migliore in campo, sia a livello vocale che a livello scenico e raccoglie, difatti, particolari apprezzamenti da parte del pubblico al termine dell’opera. Una nota di merito al Coro del Bergamo Musica Festival, diretto con costante professionalità da Fabio Tartari.
Foto per gentile concessione del Bergamo Musica Festival “Gaetano Donizetti”

One Comment

  1. bruno morpurgo

    produzione davvero notevole per regia, scenografia, costumi e direzione. il regista maestro Bellotto è da molti anni che si fa notare per regie curate, mai banali, spesso con riferimenti al mondo del cinema, e questa volta il lavoro ottenuto è ancora più originale e riuscito. il maestro Montanari ha messo la sua giovinezza e la sua energia al servizio di Mozart, e meno male perchè l’opera non è fra le più riuscite, alternando momenti sublimi come “un’aura amorosa”, a momenti più stiracchiati (ho visto diverse persone che hanno dormicchiato qua e là…). cantanti nella media, con il tenore Zorzi Giustiniani che andava crescendo, fino a dare una bella prova nell’aura amorosa, e soprattutto una bella prova di Senn, autentico mostro da palcoscenico, già apprezzato nel passato a Bergamo. Una bella e originale serata bergamasca….

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