Amandola, Teatro La Fenice: Cantofestival 2012

L’edizione di Cantofestival 2012, rassegna e premiazione di vincitori di concorsi  lirici internazionali, si è tenuta il 7 dicembre scorso al Teatro La Fenice ad Amandola (FM), località turistica dell’entroterra marchigiano; alla gara hanno preso parte inizialmente undici cantanti di quattro nazionalità diverse che si contendevano  i due posti di vincitori della manifestazione: i soprani  Rosanna Lo Greco (Italia), Pervin Chakar (Turchia), Taisiya Ermolaeva (Russia), Veronika Pogrebna (Ucraina), Chiara Margarito (Italia), Monica Boschetti (Italia), Annalisa Di Ciccio (Italia); il mezzosoprano Tullia Maria Mancinelli (Italia); il tenore Edoardo Milletti (Italia); il basso Antonio Di Matteo (Italia); il baritono Alessio Potestio (Italia).
Data la forte richiesta di partecipazione e la notevole  qualità dei giovani cantanti da tutto il mondo, già vincitori d’importanti concorsi internazionali, era stata fatta una deroga al regolamento della manifestazione che stabilisce un tetto massimo di dieci concorrenti; poi le avverse condizioni climatiche e di salute di alcuni cantanti hanno ridotto il numero a sette: infatti il soprano Taisiya Ermolaeva, il mezzosoprano Tullia Maria Mancinelli, il tenore Edoardo Milletti e  il basso Antonio Di Matteo non sono potuti intervenire alla serata della premiazione. Anche il gala lirico dei vincitori che era in programma per la sera successiva, 8 dicembre, con la partecipazione in qualità di ospite d’onore dell’eccellente soprano bulgaro Eugenia Braynova che ha vinto l’edizione 2009 del festival, è stato poi annullato a causa della copiosa neve  caduta e  verrà riproposto  dopo l’inverno. Unica voce maschile rimasta in gara, il baritono Alessio Potestio è risultato vincitore dell’edizione Cantofestival 2012 con il soprano Chiara Margarito. A Potestio è andato anche il “Premio Melogramma” dell’UNCALM (Unione Nazionale Circoli e Associazioni Liriche e Musicali) come incentivo alla carriera ed all’approfondimento degli studi, consistente in una targa e nella possibilità di sostenere un concerto remunerato al Castello dell’Aquila di Gragnola (Massa) la prossima primavera. Mentre il Premio “Vittorio Virgili”, aggiudicato con votazione del pubblico presente, è andato al soprano Monica Boschetti.  La serata non ha corso il rischio di diventare solo una carrellata di voci sopranili perché l’abile direzione artistica ha strutturato i diversi momenti della serata con una ripartizione del repertorio agile e variata, alternando brani drammatici a quelli brillanti e introducendo l’esibizione (gradita consuetudine ormai instaurata a Cantofestival) di un talento musicale già segnalato: nella fattispecie Andrea Gallo, all’oboe, giovane talento proposto dal M° Francesco Di Rosa, docente all’Accademia Malibran di Altidona, ha intrattenuto il pubblico in attesa del responso della giuria eseguendo la Romanza n. 1 Op. 94 e l’Adagio e Allegro Op. 70 di R. Schumann; al pianoforte la versatilità del M° Cesarina Compagnoni, che ha accompagnato anche i cantanti, ha fatto il resto. Si è notata inoltre la improvvisa defezione dalla giuria di Athos Tromboni, (Direttore de Gli Amici della Musica, Presidente nazionale dell’UNCALM), impegnato in inderogabili controlli medici; la giuria quindi  era formata da Rossella Marcantoni (Docente al Conservatorio di Cesena, Presidente Accademia Musicale Internazionale “Maria Malibran”, Direttore Artistico), Maurizio Petrolo (Direttore d’Orchestra, Direttore artistico dell’ “Offida Opera Festival”) Maurilio Manca (Direttore Artistico “Laboratorio Opera Giovani”, Segretario Artistico Stagione Lirica di Lecce, Consulente casting Hungarian State Opera Budapest), Dario Bisso (Direttore d’orchestra e Direttore artistico) e da Gianfranco Stortoni (Direttore Musicale di palcoscenico Macerata Opera Festival – Sferisterio). Competenza e perspicacia hanno guidato le scelte della giuria e del pubblico nell’assegnare i premi alle voci e alle personalità dei cantanti più adatti a una carriera nel mondo della lirica, nella considerazione che la preponderanza di voci femminili (di soprani) rende la competizione sempre più difficile e basata spesso su quell’imponderabile dose di carisma che si riscontra a livello soggettivo, cosa che dovrebbe accadere senza nulla togliere all’oggettività di riscontro delle qualità musicali e dei requisiti tecnico-interpretativi. La grande quantità dell’offerta di voci sopranili fa poi scendere di molto la domanda (è bieco esprimersi in termini di mercato, ma inevitabile, visto che si tratta di artisti che devono inserirsi nel duro mondo del lavoro) e spesso giovani cantanti sono costrette ad affrontare lunghi e costosi viaggi per solo per un concertino in provincia o per un rimbocco corale,  per non parlare delle innumerevoli audizioni cui si sottopongono senza usufruire spesso di alcun rimborso. Sarebbe bene aprire uno squarcio sulla vita grama dell’aspirante artista lirico, spesso gestito da agenti senza scrupoli e vessato per giunta dalle ristrettezze dell’attuale crisi. La manifestazione di Cantofestival, rassegna che annovera cantanti lirici emergenti nel panorama internazionale e che si sono affermati nelle più prestigiose competizioni liriche come quelle di Parma, Bologna, Lecce, Roma, Venezia, Bari, Trapani ecc., è una bella realtà ormai consolidata grazie al suo Direttore artistico, il Prof. Vincenzo Pasquali che ha affermato per l’occasione: “Anche quest’anno, come in passato, alcuni cantanti e la stessa pianista accompagnatrice hanno ricevuto subito proposte di lavoro e collaborazioni. Questo ci dice che l’obiettivo principale di Cantofestival, ovvero creare nuove opportunità lavorative e di crescita professionale, sono state centrate. Basti anche pensare all’interesse dimostrato dai responsabili di importanti festival lirici, presenti in giuria, come il direttore musicale di Macerata Opera Festival ed i direttori artistici di Offida Opera Festival e della stagione lirica di Lecce. Cantofestival si pone dunque come bacino di qualità dal quale attingere nuovi interpreti per opere e spettacoli lirici a livello internazionale”.
Il concerto del 7 dicembre ha presentato il seguente programma: il soprano Monica Boschetti ha esordito con  l’aria “Io son l’umile ancella” da Adriana Lecouvreur di F. Cilea, rivelando una buona ampiezza  vocale di  soprano lirico pieno e una facile capacità di emissione,  poi il brano “Einsam in truen tagen” da Lohengrin di R. Wagner con la voce del soprano Rosanna Lo Greco (foto a sinistra), dalla notevole presenza, convincente nella pronuncia tedesca, e ben calata vocalmente nella parte,  l’aria “Caro nome” dal Rigoletto di Verdi con il soprano Pervin Chakar, dall’ottimo colore vocale, ma poco pertinente dal punto di vista della coloratura,  l’aria di Assur “Deh ti ferma, ti placa” da Semiramide di Rossini con cui il baritono Alessio Potestio  ha presentato le sue credenziali nella corda di basse-baritone, l’aria “ Tu che di gel sei cinta” dalla Turandot di Puccini, interpretata dal soprano Chiara Margarito (foto a sinistra), la quale ha subito messo in campo freschezza vocale e capacità di ampio fraseggio, indi la divertente e divertita interpretazione della cosiddetta “Aria della bambola Olimpia” da “I racconti di Hoffman” di C. Offenbach da parte di Annalisa Di Ciccio, soprano leggero dai registri ben sfogati, e, al termine della prima parte, l’aria “Mercé dilette amiche” da “I vespri siciliani”  di  Verdi eseguita in modo discutibile da Veronika Pogrebna che ha ancora problemi di pronuncia italiana e di chiarezza nelle agilità, ma una vocalità di soprano lirico spinto da spendere molto bene nel repertorio russo.
Nella seconda parte la Boschetti ha presentato la scena: “Tacea la notte placida…Di tale amor” da Trovatore di Verdi invero con scarsa aderenza al fraseggio di agilità verdiano, poi Rosanna Lo Greco si è cimentata (in modo un po’ scolastico) con “Tu che di gel sei cinta” da Turandot,  di seguito Pervin Chakar ha cantato “ Suis je gentile ainsi” da Manon di J. Massenet, risultando molto più convincente che nell’aria verdiana; il momento buffo di Potestio è stato quello dell’aria “Udite o rustici” da Elisir d’amore di Donizetti, in cui il baritono ha esibito tutta la sua verve scenica (anche dal lato vocale) facendo emergere uguaglianza di registro e una straordinaria fermezza e regolarità di emissione, poi la rara esecuzione del brano “Sinclair…Sinclair…sì sono io” da Vivì di F. Mannino da parte della Margarito, la brillante “ Mein Herr Marquise…” dal Pipistrello di F. Lehar con la Di Ciccio, veramente estrosa nella gestualità, ma ancora lontana da una interpretazione di livello e infine la pericolosa (e pericolante) esibizione della Pogrebna nel monologo di Violetta “E’ strano…Ah fors’è lui…  Follie, follie… Sempre libera” dalla Traviata di Verdi. Alla fine della serata, dopo la pregevole esecuzione all’oboe e al pianoforte del M° Gallo e della Prof.ssa Compagnoni, sono seguiti il verdetto della giuria e, tra gli applausi, un discorso conclusivo di Vincenzo Pasquali.

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