Bergamo, Teatro Donizetti: “La serenata al vento”

Bergamo, Teatro Donizetti – Bergamo Musica Festival 2012
“LA SERENATA AL VENTO”
Opera in tre atti di Carlo Veneziani
Musica di Aldo Finzi
Loly SHIRELLE DASHEVSKY
Pistola MICHAEL RISKIN
Finetta HILA GONEN
Colonnello Dagoberto ANDREI TRIFONOV
Marchesa YULIYA PLAKHINA
Severino DMITRY SEMIONOV
Leandro JAKE HALPERIN
Raimondo SHLOMI WAGNER
Elvira ELENA TIMOFEEVA
Contessa Geltrude VERONIKA TONKONOGOV
Alcidio D’Acajoux IGOR TAVROVSKIY
Orchestra dell’Accademia delle Opere e del Bergamo Musica Festival
Direttore Diego Montrone
Regia Otello Cenci
Scene e costumi Irit Meimaran Beham
Disegno luci Claudio Shmid
Produzione di Galdus, Accademia delle Opere, The Jerusalem Foundation
Con il patrocinio di Regione Lombardia
Bergamo, 1 dicembre 2012

Nella bella cornice del Teatro Donizetti di Bergamo, si è tenuta, lo scorso 1° Dicembre, la prima assoluta dell’opera “La serenata al vento” scritta da Aldo Finzi. Per comprendere l’altezza ideologica e culturale che sottende l’intento di inscenare per la prima volta (e dopo ben 81 anni dalla stesura originale) questo lavoro, occorre far luce sulla figura del compositore.
Aldo Finzi nasce nel 1897 a Milano, in una famiglia ebrea mantovana, tradizionalmente impegnata nel mondo della musica classica: una zia, la sorella del padre, era il soprano Giuseppina Finzi Magrini. Dopo aver frequentato il Liceo Classico Parini di Milano ed aver conseguito una laurea in Giurisprudenza all’Università di Pavia, si diploma in Composizione all’Accademia Nazionale di Santa Cecilia a Roma. In breve tempo, Finzi diviene famoso tra i giovani musicisti italiani, componendo musica da camera, musica sinfonica ed opere liriche. All’età di 24 anni è ormai uno degli autori che fanno parte della “scuderia” Ricordi. Nel catalogo Ricordi del 1931, tra le sue opere compaiono: “Il chiostro” per voci femminili ed orchestra, i poemi sinfonici “Cirano di Bergerac” e “Inni alla notte”, una “Sonata per violino”, un “Quartetto per archi”, così come una commedia gioiosa in tre atti, “La serenata al vento” appunto. Nel 1937 il Teatro alla Scala di Milano emana il bando di un concorso per una nuova opera da eseguire la stagione successiva: Finzi partecipa con “La serenata al vento”. Nel corso delle valutazioni, il maestro Mangiagalli, autorevole membro della giuria, avvicina confidenzialmente il giovane compositore complimentandosi in via riservata per la vittoria ormai certa; purtroppo, a causa della promulgazione delle leggi razziali nel 1938, il concorso viene annullato ed il materiale disperso. Con le leggi razziali in vigore, Finzi è costretto a lavorare in anonimato o sotto prestanome. Nel 1944, durante l’occupazione nazista di Torino, dove l’autore si era rifugiato, le SS italiane trovano l’abitazione dove si nascondeva il figlio del compositore: per evitarne la cattura, il maestro si consegna spontaneamente alle SS, riuscendo tuttavia a corromperle ed a farsi rilasciare. Muore il 7 febbraio del 1945 e viene sepolto sotto falso nome; la moglie dovrà attendere il dopoguerra e la fine di un processo per poter trasferire le sue spoglie nella tomba di famiglia al Cimitero Monumentale di Milano.
Il libretto de “La serenata al vento”, ad opera del commediografo e sceneggiatore Carlo Veneziani, pare tendere allo stile operistico buffo del “settecento napoletano”: i servitori scaltri, la nobildonna con figlio da maritare al seguito, il burbero colonnello, la fanciulla sognante, l’innamorato che si traveste, i cugini invadenti e così via. La musica, al contrario, trae ispirazione dalla densa orchestrazione straussiana, particolarmente evidente nei duetti d’amore dei due giovani, ovvero nelle pagine più riuscite dell’intera partitura.
Nonostante tali premesse, la realizzazione dello spettacolo (una collaborazione multietnica nata e nutrita nella doppia sede di Gerusalemme e Milano; maggiori dettagli qui) naufraga miseramente a causa di un allestimento dilettantesco e, soprattutto, per colpa di un cast di livello amatoriale. La parte scenica si compone unicamente di una pedana circolare, sovrastata da un grande baldacchino movibile; qua e là, attorno alla pedana, oggetti teatrali alla rinfusa: abiti, sedie, vasi, statue. I personaggi, ridicoli nelle movenze e nell’abbigliamento, indossano capi in tinte fluo e di scarsa fattura (orribili le parrucche che sembrano estratte a caso dal “cestone delle offerte”). Ancor peggiore è l’aspetto vocale: si passa da chi, pur riuscendo a farsi udire dal pubblico, produce suoni sgradevoli e di dubbia intonazione (calamitoso il Dagoberto di Andrei Trifonov), a chi lotta di continuo con il tessuto orchestrale, nell’incapacità di passare la buca, a causa della mancanza più totale di una qualsivoglia impostazione lirica (i “tenori” Jake Halperin, nei panni dell’innamorato Leandro ed il Severino di Dmitry Semionov). Passabile e nulla più, la protagonista Loly, impersonata dal soprano Shirelle Dashevsky, ma solo a patto di non porla in confronto con una cantante vera. Fortunatamente, il direttore Diego Montrone, sostenuto da un poderoso organico di strumentisti provenienti dall‘Orchestra dell’Accademia delle Opere e dall’Orchestra del Bergamo Musica Festival, è riuscito a proporre una buona lettura della partitura, evidenziandone pregi (almeno dal punto di vista strettamente strumentale) ed ispirazione. Al termine dell’opera, un pubblico basito ha tributato applausi composti, senza dubbio indirizzati alla memoria del compositore e della sua storia.

One Comment

  1. Yulia Plakhina

    Hello!I am Yulia Plakhina,mezzo soprano from Israel.It was me in the role of Marchesa and,by the way,staging director together with Otello Cenci,that nobody informs.It’s a great pleasure to know your opinion about our production,but I think it’s very important for normal critics also to know the history of this show,not just about composer and opera “Serenata al vento”,but also about singers who did all their best to make this project.So let me correct you.

    We started to work on this project from April-12 in Jerusalem.First time we met the conductor and stage director on October-12 for 5 days.They gaved us general instructions and promised that the orchestra will be ready when we’ll arrive to Bergamo.For political reasons it was one and last meeting with very important production staff.All staging job was rehearesales by me,and all the conducting work was done by our conductor Ilia Plotkin.

    When we came to Bergamo we were realy surprised by the situation in the orchestra-it was not ready at all and one week before the premiere we hadn’t SITZ rehersal that,as I hope you know,is very important for singers and for conductor too.It’s a very important as for making balance between orchestra and singers,so for fixing tempo and dinamic of the partiture.In the case of this “wonderful” orchestra and “amazing” conductor it wasn’t important and one of the most professional moments was missed.

    Before I explain to you our professional level let me introduce myself.I am a soloist of the Israely opera since 2000.I was singing in many productions for this opera,such as Olga in “Evgeny Onegin”,Mercedes in “Carmen”,Cenerentola in “La Cenerentola”,Bersy in “Andrea Shenie”,Fennena in “Nabucco” etc.I am also a soloist of Israely Philarmonic Orchestra directed by Zubin Metha and with these great orchestra I was singing a lot of projects with very famous conductors as Daniel Oren,Kurt Mazur, Federic Burgos and many-many others.In 2004 it was my first performance in the CARNEGIE-HALL in NEW-YORK.I took a lot of vocal master-classes with the very famose opers-singers,such Luba Kazarnovskaya, Renata Scotto,Christa Ludvig etc.So as you see I have a “little” experience on the stage as my college Andrei Trifonov with whom I sung in many productions in Israely Opera(he is also a soloist of this opera)According to our big experience in the opera theatre we know that all success or failure of a production dependes on stage-director and ESPECCIALY from conductor.I don’t know wich kind of opera expirience has our maestro,but I am affraid he doesn’t.Because I cannot explain to myself why each time when we asked from him to do a balance between the singers and the orchestra he didn’t pay attention on this.I think the reason is very simple-the orchestra wasn’t ready(by the way we even didn’t recognize the music on the rehearsales)and the conductor was so busy at least to coordinate the stringes,trombones,tubes,clarnetes etc-all these giant instruments that were disturbing him and the singers.During all my long carrier I NEVER met such unprofessional behavior to opera singers like on this project,such horrible treatment from conductor to singers!!!

    WE have just two vocal chords in the throat and we cannot scream lowder then an 80 people orchestra.So I think it’s a conductors job to pay attention on this problem and give the singer an opportunity to show the best of his voice and help produce the character of the role,but not to disturb and make a war between the singers and the orchestra.For the best results of the production conductor MUST know at least the partiture by heart and help the sihger to enter on the right time in RIGHT FIXED tempo and not to change in each rehearsal all main things,to a point in which the singer doesn’t know what to expect on the next rehearsal.

    So,I think,before insulting the singers and praising the conductor,it will be very nice from you to be fair and objective,because it is very easy to criticise and insult rather than find out the real reason and understand them.
    Maybe help the conductor to be more ready for the opera’s world if he means to be successful.

    Sincerely yours,

    Yulia Plakhina

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