Teatro Massimo Bellini di Catania: “Un ballo in maschera”

Catania, Teatro Massimo Bellini,  Stagione Lirica 2013
“UN BALLO IN MASCHERA
Melodramma in tre atti, libretto di Antonio Somma, da Gustave III ou le bal masqué di Eugène Scribe
musica di Giuseppe Verdi
Riccardo, conte di Warwick  MARCELLO GIORDANI
Renato, suo segretario e sposo di  PIERO TERRANOVA
Amelia DIMITRA THEODOSSIOU
Ulrica, indovina di razza nera  NICOLE PICCOLOMINI
Oscar, paggio ANGELA LISI
Silvano, marinaio ANGELO NARDINOCCHI
Samuel e Tom nemici del Conte  PAOLO LA DELFA,  CONCETTO RAMETTA
Un giudice / Un servo d’Amelia  ALFIO MARLETTA
Coro e Orchestra dell’E.A.R. Teatro Massimo Bellini
Direttore Josè Cura
Maestro del Coro Tiziana Carlini
Regia Luca Verdone
Scene Raffaele Del Savio
Costumi Alberto Spiazzi
Luci  Salvatore Da Campo
Coreografia Giusy Vittorino
Allestimento della Fondazione Arena di Verona
Catania, 27 gennaio 2013

La traviata ha chiuso la scorsa stagione lirica al Bellini di Catania e la nuova apre con un altro titolo verdiano. L’allestimento proposto al pubblico, con il ritorno del regista Luca Verdone – già interprete lo scorso anno delle Nozze di Figaro – si avvale delle scene realizzate da Raffaele Del Savio per una messinscena al Teatro Filarmonico di Verona nel 2002. Il regista ha rispettato l’ambientazione ottocentesca ma ha creato una commistione con elementi magici, con incantesimi. La maga Ulrica, infatti, si presenta in scena circondata da figure mascherate piuttosto inquietanti che ammettono lo spettatore a una dimensione oscura, preannunciando così il destino di morte che attende il protagonista. Il mezzosoprano Nicole Piccolomini ha ben interpretato il ruolo sebbene sul piano dell’articolazione vocale in alcuni momenti il suo vibrato è risultato molto largo. La performance di Marcello Giordani, nel personaggio di Riccardo, è stata degna di lode, tenuto tra l’altro conto della sua indisposizione che ha reso non facile condurre a termine la recita. Nonostante qualche piccola sbavatura – chiaramente riconducibile a un momentaneo malessere – il suo canto è stato all’altezza delle aspettative e supportato da una notevole disinvoltura sulla scena. Perfettamente misurata nell’intonazione e molto espressiva la voce di Dimitra Theodossiou, un’Amelia colta nel suo dramma interiore, schiava dell’irrisolto conflitto tra dovere coniugale e passione amorosa: di eccezionale intensità è stata l’aria “ Morrò, ma prima in grazia” in apertura del terzo atto dell’opera. Altrettanto degna di apprezzamento è stata la prova del baritono Piero Terranova, nel ruolo di Renato, che ha saputo ben restituire le evoluzioni emotive del personaggio.
Angela Lisi ha sostituito Manuela Cocuccio nelle vesti del servo Oscar e la performance è parsa più efficace sul piano scenico che non su quello propriamente vocale; altrettanto si può dire dei personaggi di Samuel e Tom interpretato da Paolo La Delfa e Concetto Rametta, sebbene più apprezzabile sia stato il canto del primo, mentre poco potente si è dimostrata la voce del secondo. Ancora una volta da sottolineare l’intervento del coro, diretto da Tiziana Carlini, che specialmente nell’ultima scena ha saputo restituire momenti di forte carica espressiva. L’orchestra ha avuto sul podio José Cura, tenore acclamato in tutto il mondo e artista decisamente eclettico. Proprio la sua sensibilità, attenta al respiro e alla dinamica vocale, ha fatto sì che l’accompagnamento dell’orchestra e le evoluzioni dei cantanti si sono combinati in perfetta armonia, sia ritmicamente che nel rapporto tra i volumi sonori. Pecca dell’allestimento va riconosciuta senz’altro nell’attesa eccessivamente lunga durante il primo atto per il cambio di scena, attesa che interrompe bruscamente il ritmo drammaturgico e comporta un calo dell’attenzione del pubblico. Da segnalare è l’iniziativa del Teatro Bellini di esporre nel Foyer, in occasione in occasione del bicentenario dalla nascita di Verdi, i bozzetti e i figurini che si riferiscono agli allestimenti del Ballo in maschera delle stagioni liriche del 1965, 1983, 1995 e la più recente del 2005.

 

 

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