“Eliogabalo” alla Gotham Chamber Opera

New York City, Gotham Chamber Opera, Stagione Lirica 2013
ELIOGABALO”
Opera in tre atti (qui eseguita in due atti), libretto di  Aurelio Aureli.
Musica di  Francesco Cavalli
Eliogabalo CHRISTOPHER AINSLIE
Flavia Gemmira MICAËLA OESTE
Alessandro EMILY GRACE RIGHTER
Eritea SUSANNAH BILLER
Giuliano RANDALL SCOTTING
Zotico DARYL FREEDMAN
Lenia JOHN EASTERLIN
Nerbulone BRANDON CEDEL
Instrumental Ensemble, Vocal Ensemble, and Burlesque Performers
Direttore al cembalo Neal Goren
Direttore musicale alla tiorba
Regia James Marvel
Scene Carol Bailey
Costumi Mattie Ullrich
Luci Clifton Taylor
Coreografie Austin McCormick
New York City, 23 marzo 2013
Fin dai suoi primi spettacoli nel 2001, con la prima rappresentazione negli  Stati Uniti de Il Sogno di Scipione di Mozart, la Gotham Chamber Opera ha conquistato l’attenzione del pubblico e della critica newyorchese, per sapere intelligentemente unire allestimenti innovativi, alta professionalità musicale e l’utilizzo di giovani ma talentuosi cantanti, confermando che l’opera è uno spettacolo sempre vivo, degno di interesse, ma anche un ottimo business. In questi anni di attività la Gotham Opera ha presentato delle prime mondiali (nel 2011 l’opera Dark Sisters di Nico Muhly) e molte prime americane di opere di Martinu, Sutermeister, Handel, Respighi, e Montsalvatge. Si sono anche prodotti importanti registi: Mark Morris, Christopher Alden, Basil Twist, Moisés Kaufman, e Diane Paulus, la cui produzione de Il mondo della luna di Haydn, allestita nel 2009 al Hayden Planetarium of the American Museum of Natural History ha ottenuto il plauso della critica internazionale. Significativamente, questa istituzione è anche un modello di gestione teatrale al quale stanno guardando la  New York City Opera (alle prese con una fase di crisi dovuta a una gestione catastrofica) e anche, per certi aspetti, il Lincoln Center e il Metropolitan che, nella prossima stagione, proporrà un nuovo lavoro di  Muhly  (Two Boys).
E’ anche emblematico che, la proposta di un’opera non certo di facilissimo ascolto, come Eliogabalo di Francesco Cavalli abbia raccolto una serie di sold-out! Composta nel  1668, questa partitura del compositore de  La Calisto, venne messa all’indice dalla censura veneziana ed ebbe l’onore delle scene solo nel 1999, a Crema. Questa della Gotham è stata la prima produzione professionale negli Stati Uniti. La trama di Eliogabalo ha molte similitudini (e per certi versi supera) con L’Incoronazione di Poppea monteverdiana. Si rappresenta una Roma decadente, corrotta, piena di intrighi e sesso. Su questo aspetto la Gotham Opera ha trasgredito rappresentando l’opera al The Box una decadente ex sala da ballo, trasformata in un cabaret noto per le  performances apertamente erotiche. Una serata sicuramente vivace nella quale due pubblici, per così dire, si scontravano. Musica da club elettronica risuonava prima e dopo l’opera, e durante l’intervallo. Il personale di sala  ha continuato a servire  drink e cibo durante lo spettacolo. C’è chi, scandalizzato, ha abbandonato la sala, mentre  quattro ballerini a petto nudo, di cui tre donne si esibivano prima dell’opera, mentre, allungando gli occhi verso altre stanze c’era da imbarazzarsi…in senso piacevole. Pubblico in piedi si mescolava nel guardare i vari tipi esibizioni più o meno…liriche. Un’atmosfera che, a voler guardare, ci portava a vivere una sera a teatro come in quel lontano passato quando il silenzio riverente non era la norma. Per quegli spettatori  (di gran lunga la maggior parte) che sono entrati  in questo spirito, la serata è stata più che piacevole. L’esecuzione musicale è stata caricata dall’ energia vibrante e dalla spinta drammatica del direttore artistico della Gotham, Neal Goren, seduto al clavicembalo, mentre il concertatore, Grant Herreid,  si produceva alla tiorba insieme ad altri  sette strumentisti. Seduti sul palco dietro i cantanti, i musicisti apparivano come  osservatori stupefatti dell’azione, mentre ogni tanto la lunga tiorba di  Herreid sporgeva fuori come un fallo fuori misura (giusto per rimanere  in tema!). La musica di Cavalli si snoda principalmente in un abbondante uso dello stile “recitar cantando” che sfocia in ariosi e poche brevi arie e altrettanto brevi duetti. Cavalli ha scritto il ruolo del protagonista per  voce di  soprano (presumibilmente un castrato, come pare fosse lo stesso Eliogabalo della storia, per sua stessa mano). Qui la parte è stata affidata a un controtenore che, per molte scene dell’opera si veste da donna, così come  “en travesti'” è la parte di Lenia, affidata a un tenore. Per opposto, abbiamo due mezzosoprani che agiscono in abiti maschili. Una confusione dei sessi che era piuttosto normale nel teatro d’opera del tempo. Il regista James Marvel, ha talvolta caricato o forzato le situazioni: i quattro ballerini e anche un trapezista (il talentuoso Brian Joseph Ferree) hanno abusato e spesso rubato attenzione dall’azione centrale. Lena, la Lussuriosa  governante (un ruolo molto simile Arnalta della Poppea) sarebbe già abbastanza caricata (visto che è anche  interpretata da un tenore) nelle sue voglie, senza doverla far arrivare ad una pratica di masturbazione nei confronti del suo giovane amante. Complessivamente  Marvel ha illustrato efficacemente le analogie fra la storia romana e il mondo del glam rock, nel quale ha trasportato la vicenda, dove essere fuori da ogni schema o regola era la norma. Nel ruolo del petulante Eliogabalo, ha cantato il controtenore sudafricano Christopher Ainslie: voce squisita e una “piccante” interpretazione aiutata da un presenza fisica da  modello di biancheria intima, che la costumista Mattie Ullrich ha saputo piacevolmente valorizzare. Considerando che l’imperatore era evidentemente bisessuale, nel libretto di Aureli lo troviamo intento a cercare di catturare le grazie della bella Flavia Gemmira, qui cantata dall’agile e fresco soprano Micaëla Oeste, con grande costernazione della sua fidanzata (e vittima di stupro) Eritea (la un po’ troppo svenevole Susanna Biller, che già aveva cantato nel Sogno di Scipione scorsa stagione). Gli amanti delle donne, Alessandro (che diventerà l’imperatore Alessandro Severo, morbidamente cantato dal mezzosoprano Emily Grace Righter) e Giuliano (il controtenore Randall Scotting) seguono, tramando, le malefatte di Eliogabalo. Una volta che lui, Eliogabalo, viene finalmente eliminato per mano dei  Pretoriani, la musica ha una brusca caduta di tensione teatrale. La “glorificazione” degli amanti trionfanti, risulta essere quanto mai manierata (nonostante i tagli sicuramente apportati da Goren e Herreid), come del resto lo sono i personaggi.
Di bell’effetto la musica improvvisata per la morte di Eliogabalo, una scena che Cavalli e Aureli non hanno scritto ma che, per il pubblico contemporaneo appare assolutamente necessaria. Mentre  Eliogabalo cerca di fare violenza su Flavia, gli archi hanno “graffiato” su un ronzio atonale culminato in un  colpo di tamburo che ha segnato la morte dell’imperatore. Marvel ha trovato nel tenore John Easterlin (Lena) e nel baritono Brandon Cedel (Nerbulone) due convincenti cantanti-attori. Carattere quasi parodistico che troviamo anche nel personaggio di Zotico, consigliere “masochista” dell’Imperatore, validamente tratteggiato dal mezzosoprano Daryl Freedman. La scenografia  di Carol Bailey ha ulteriormente ampliato il gioco di specchi, ottenendo un continuo gioco di riflessi tra pubblico e interpreti, forse  per costringere a riflettere (in questo gioco di parole) su noi stessi e quello che vediamo e siamo.

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