“L’Italiana in Algeri” apre il ROF

Pesaro, XXXIV edizione del Rossini Opera Festival, Teatro Rossini
L’ITALIANA IN ALGERI”
Dramma giocoso per musica in due atti di Angelo Anelli.
Musica di Gioachino Rossini
Mustafà ALEX ESPOSITO
Elvira MARIANGELA SICILIA
Zulma RAFFAELLA LUPINACCI
Haly DAVID LUCIANO
Lindoro YIJIE SHI
Taddeo MARIO CASSI
Isabella ANNA GORYACHOVA
Orchestra e Coro del Teatro Comunale di Bologna
Direttore Josè Ramon Encinar
Maestro del Coro Andrea Faidutti
Regia Davide Livermore
Scene e Progetto luci Nicolas Bovey
Costumi Gianluca Falaschi
Nuova produzione  
Pesaro,  anteprima del agosto 2013
Distesa di pozzi petroliferi nel sole accecante del deserto, bidoni di petrolio e mazzette di dollari,  uno snodo di condotto petrolifero sulla destra,  paracadutista in smoking bianco piomba dal cielo, la pistola a mezz’asta sul petto: è Bond-Lindoro! E via a combattere sulla spianata del proscenio con le sentinelle in turbante! Bang! Bang! fonosimbolismi in proiezione sul grande schermo centrale, mentre il crescendo rossiniano giunge al suo acme; animazioni del tipo Road Runner si rincorrono e Bond-Lindoro è fatto prigioniero dalle sentinelle in turbante; indi cartoline con vedute di Roma-Firenze-Napoli – sezione piscina con Isabella-Bond-girl? Attillata in costume rampanti anni ’70, riceve un telegramma, James-Lindoro è in pericolo? Lei riempie una borsa capace quanto quella di Mary Poppins e parte precipitosamente per l’aeroporto mentre la celebre sinfonia arriva agli ultimi parossistici accordi. Animazioni e interpreti si alternano per illustrare durante tutta la sinfonia l’antefatto della vicenda di un’Italiana che sembra tutta tratta da un B movie, in salsa commedia-sexy. Harem sgargiante di colori e di luci psichedeliche, piattaforma girevole e praticabile fino alla sommità di una parete – separé – paravento, Elvira in “maxi gonna” con bigodini sotto il casco asciugacapelli e Zulma in “midi”, compagnia di eunuchi in ventaglio e babbucce, bianca divisa diplomatica per Haly, un figurante in mini-shorts rosa dalle movenze effeminate e finalmente Mustafà “macho” in bermuda, sigaro in bocca e camicia hawaiana aperta sul petto villoso, snocciola il suo proclama maschilista: Elvira che rotola varie volte dai gradini della piattaforma tentando invano di rabbonire il consorte, Haly ed eunuco compiacente e compiaciuto che offrono il “lato B” alle distratte voglie amatorie di Mustafà, Lindoro fatto schiavo e guardiano della piscina con tanto di squalo dentro ed effetti di rifrazione animata, e Mustafà che spara e spara con mitra e pistole, fino ad abbattere l’aereo su  cui viaggiano Isabella e Taddeo; pezzi dell’aereo piovono – grande effetto speciale – sul palcoscenico e con questi i nostri eroi che vengono prelevati dalle guardie algerine. Con loro una strana figura di “babbiona” impicciona, con occhiali e copricapo così prominenti da pigliare Capodistria, si aggirerà sul palcoscenico fino alla fine dell’opera. Gags innumerevoli, di gran presa sul pubblico:Mustafà che a un certo punto, a forza di usare la pistola, si spara anche sugli “attributi”che tornano poi non si sa come a posto e, al trasporto e al desio per l’italiana, emettono fumo vero e proprio, potenziati dal viagra assunto dal Bey; Isabella, che nel suo impeto di seduzione totale, durante l’aria Per lui che adoro, si intratteneva a baciare le compiacenti ancelle di contorno?  Inverosimiglianza di certe situazioni così convogliata in evidenti contaminazioni fumettistiche-fiabesche dove la comicità pura dell’opera rossiniana travalica la logica causa-spazio-tempo e trova ragione solo nella divina, sublime leggerezza musicale. Recitativi al telefono per Isabella e Lindoro,  un Taddeo, sfuggito alle avances di Haly e gaia compagnia, dai tratti eleganti e di impronta coloniale ottocentesca (ma che c’entra con gli anni ’70 del ‘900?), simpatico Kaimakan impegnato a sistemare l’antenna per sintonizzare il grande apparecchio tv di modernariato su RadioTelevisioneItaliana, sulla mezzobusto Mariolina Cannuli e su Carosello durante l’aria patriottica Pensa alla patria! Coro di “coatti” italiani in basettoni e banana alla Elvis Presley, con giacche e camicie da cerimonia dai colori pastello e una gestualità caricaturale, nella scena dei Pappataci corredati di naso suino (Mustafà compreso) i coristi si rotolano in una variopinta e arlecchinesca porcilaia con il “caro Turco” appena nominato Pappataci intento a sbafarsi una lunga torta a forma di penisola italiana: Italia da mangiar e ber, mentre Lindoro e Isabella, confrontatisi a mosse di judo, se la battono infine con il buon Taddeo e, da brava commedia all’italiana, l’opera finisce con il marito pentito che torna dalla moglie. L’inesauribile varietà di trovate della regia di Davide Livermore, complici le elaboratissime scene e le luci di Nicolas Bovey per Italiana in Algeri che ha aperto la XXXIV Edizione del R.O.F. al Teatro Rossini di Pesaro è davvero impossibile da descrivere: una tirava l’altra e tutte animate dall’esigenza di tradurre ogni linea musicale di rilievo in mimica gestuale. Così cantanti e figuranti erano impegnati per lo più in un continuo dimenarsi sugli incalzanti ritmi rossiniani tanto da far pensare di assistere a una versione disco dance dell’opera; la regia risolveva molte scene di insieme facendo muovere i cantanti a passo e tempo di shake o di cha cha cha con tanti, troppi rumori sul pavimento ed esclamazioni anche nei momenti più distesi in senso agogico-melodico cosicché l’ascolto veniva disturbato come nell’assolo del flauto durante la scena di seduzione; peraltro la stendhaliana folie organisée, emblema del dionisiaco in musica, scaturiva in ogni punto configurando un coinvolgimento psico-fisico quasi totale per lo spettatore nel seguire il ritmo interno  dell’opera; in questa occasione le arie virtuosistiche di Mustafà, Delle donne l’arroganza e D’insolito ardore nel petto, la cavatina di Lindoro Languir per una bella e le tre arcate grandi arcate solistiche di Isabella non hanno ricevuto una lettura particolarmente virtuosistica nelle variazioni dei da capo né specialmente funambolica nelle cadenze. Con qualche puntatura acuta finale qua e là (anche la cavatina di Isabella: Già so per pratica), sostanzialmente il cast di questa edizione ROF ha fornito dell’opera una lettura che definirei classica in quanto conscia da una lato della tradizione ovviamente epurata dai noti sedimenti otto-novecenteschi – proprio Italiana è tra le poche opere di Rossini che ha avuto una tradizione esecutiva quasi ininterrotta- e dall’altro filtrata dalla lezione di grandi interpreti e di autorevoli esecuzioni recenti. Una interpretazione selettiva tanto più legata di altre a questo senso di equilibrio e di equidistanza quanto più sbrigliata da ogni vincolo nell’estro scenografico e registico. Su questa linea gli splendidi costumi di Gianluca Falaschi fasciavano e valorizzavano gli interpreti già tutti fisicamente aitanti ed atletici anche in senso vocale a partire dalla Isabella di Anna Goryachova, gran classe vocale ed attoriale proporzionata in ogni aspetto, il Mustafà di Alex Esposito, duttile e flessibile nel passare dal canto ornato a  quello buffo – sillabico, il Taddeo  di Mario Cassi  dalla perfetta voce baritonale – sfolgoranti i suoi sol acuti nella cerimonia dei Pappataci-, la meravigliosa presenza vocale di Yijie Shi in Lindoro dalla sorprendente pronuncia italiana con in tasca qualcosa in più del tenore contraltino e la fulgida corona dei ruoli comprimariali: la frizzante Elvira di Mariangela Sicilia, sensibile e svettante vocalità sopranile, la ben distinta Zulma di Raffaella Lupinacci e l’eloquentissimo Haly di Davide Luciano. Qualità musicale sempre altissima quella dell’Orchestra del Teatro Comunale Di Bologna,  diretta dal M° José Ramón Encinar che ha sollecitato il tactus di ogni sezione orchestrale in una polifonia ritmica di straordinaria precisione ed efficacia lasciando intatta tutta la magica trasparenza della strumentazione rossiniana soprattutto nei concertati e senza calcare la mano negli effetti sovrastanti delle percussioni. Nessuna turcheria di sonagli nella sinfonia. Il M° Andrea Faidutti  direttore  del Coro del Teatro Comunale Di Bologna, ha mantenuto dal canto suo un  raro equilibrio nelle voci maschili in dinamiche di ardua esecuzione, ad esempio i sognanti  pianissimi del coro durante i due ingressi di Isabella nel primo atto. In conclusione, uno spettacolo visivamente complesso e macchinoso, di non facile gestione (il corso delle rappresentazioni confermeranno o meno la tenuta musicale e teatrale), salutato con calore, ma senza entusisami, dal pubblico.

16 Comments

  1. Tito

    Io l’ho ascoltata alla radio e sono contento di non aver trovato i biglietti perche’ tutti esauriti!
    L ‘opera mi e’ sembrata veramente imbarazzante e addirittura offensiva per la memoria di Rossini…
    Ultimamente le recensioni di GB opera mi sembrano fatte solo per compiacere gli artisti…se questa e’ la linea editoriale, auguri!

  2. Vittoria

    Signor Zepponi, probabilmente io ho ascoltato una recita dell’Italiana in Algeri diversa dalla sua! Nella mia diretta su Radio 3 il tutto assomigliava ad una recita da parrocchia: orchestra velocissima con strumenti scollegati fra loro, assente la grandiosa musicalita’ rossiniana e per contro un rumore di fondo che non lasciava nemmeno sentire gli assoli dei diversi strumenti! Nella recita che ho ascoltato io, il tenore aveva una dizione italiana sorpendente per un cinese medio ma insufficiente per poter cantare al Rof ( il Trombar irata amante l’ho sentito solo io?) oltre ad un canto “gracchiante”, la protagonista intubata continuamente, svociata e anch’essa con pronuncia imperfetta….e gli altri interpreti avanti su questa linea!
    Ora, la recita di ieri l’avesse potuta ascoltare solo lei, avrei anche preso per veritiera la sua recensione; siccome, pero’, tutti abbiamo avuto la possibilita’ di ascoltarla, abbia l’onesta’ intellettuale di non stravolgere completamente la verita’.

  3. Giorgio Bagnoli

    Gentili signori,
    su quanto scritto da Zepponi si riferisce alla serata del 7 agosto , come è scritto chiaramente nella locandina (per l’ufficio stampa del ROF viene considerata una recita a tutti gli effetti), ci penserà lui stesso a replicare alle vostre rimostranze.
    Scriviamo recensioni per compiacere gli artisti?…Strano, perchè non abbiamo mai ricevuto nessun ringraziamento da parte di questi artisti “adulati”. Al contrario, abbiamo raccolto tutta una belle serie di insulti da chi, si vede, non si è sufficientemente “adulato”…
    Purtroppo non riusciamo ad accontentare tutti…
    PS. In ogni caso, ci tengo ancora una volta a dire che nessuno di noi pontifica nulla o è detentore della verità assoluta. Da quando Gbopera esiste non abbiamo mai censurato nessuno (sempre che non si cada nell’insulto gratuito), dispiace però constatare che, nel corso degli anni, si tende sempre di più a controbattere in modo spesso aggressivo e violento…come in certi volgari talk show…Peccato!

  4. Andrea. Zepponi

    A parte il fatto che io ho seguito la generale aperta al pubblico in cui non si sono verificati gli incidenti né i problemi della prima, non credo che ogni piccola défaillance debba essere stigmatizzata per demolire anche ciò che è a posto . Ogni critica deve essere esercitata in modo costruttivo. Non mi dilungo a puntualizzare il fatto che discettare sulla qualità e bellezza delle voci e anche della tempistica è molto soggettivo. Rumori di disturbo sulla musica? Chi ha letto bene il mio articolo sa che l’ho notato.

  5. Vittoria

    Gentile Signor Bagnoli, il mio non voleva essere un commento offensivo nei confronti del signor Zepponi…era solo un puntualizzare per amore della schiettezza e della verita’ (con la v minuscola dato che in questo mondo nessuno si puo’ permettere di pontificare!).
    Concordo con lei sull’assoluta trasparenza e obbiettivita’ di Gbopera anche se, da un po’ di tempo a questa parte, noto che i recensori siano un po’ restii a prendere posizione sulla bonta’ o meno di una performance canora. Fatto, secondo il mio modesto parere, essenziale in una recensione.

  6. Tito

    Gentile dott. Bagnoli,
    mi scuso, non avevo notato che si trattava della recita del 7 agosto, d’altra parte nel titolo si scrive che “L’ Italiana in Algeri” apre il ROF , il che porta a pensare che trattasi della “prima” , comunque mi risulta difficile pensare che nella generale le cose siano state cosi’ diverse dalla “prima” stessa.
    Mi stupisco peraltro che il ROF non accrediti alla prima un blog tanto seguito e ormai “storico” come GB Opera (detto senza alcun sarcasmo, e da un assiduo lettore delle vostre recensioni!).
    Proprio perche’ da anni vi seguo assiduamente, e scelgo in base alle vostre recensioni gli spettacoli a cui partecipare e gli artisti da seguire, mi sono sentito in diritto/dovere di dire la mia, in senso puramente costruttivo : e’ mio egoistico interesse ( ma credo di non essere il solo lettore a pensarlo ) che GB Opera sia una fonte il piu’ possibile obiettiva su cui basare i non trascurabili “investimenti” sull’ acquisto di biglietti, spese di viaggio e quant’altro…

  7. Giorgio Bagnoli

    Gentile signore….
    non voglio entrare in dettaglio, soprattutto per non infuocare polemiche…le dico molto semplicemente che ci sono delle istituzioni, poche
    per fortuna, che si ostinano a considerare i magazine online non allo stesso livello della cosidetta “carta stampata”…e non aggiungo altro..
    tanto ci siamo capiti…
    Grazie per la fedeltà!..

  8. Giorgio Bagnoli

    Gentile Vittoria,
    lei non si immagina quanto sia difficile scrivere una recensione di uno spettacolo al giorno d’oggi!…tant’è che il sottoscritto ha deciso
    di mettersi in stand-bye, proprio per la difficoltà di dovere accingersi a scrivere…perchè, diciamolo pure, per la maggior parte dei casi
    esci da teatro e ti poni la domanda:”e adesso cosa scrivo?”….
    ecco le ipotesi:
    1- o vai a testa bassa e con la mannaia e cominci a massacrare…preparandoti poi a ricevere una valanga di insulti da parte di chi critichi, beccandoti come minimo del sadico, frustrato, incompetente, ecc..
    2 – cerchi, non dico di salvare il salvabile, ma di essere a volte ironico, o mostrarti perplesso, in modo di fare pervenire un messaggio di disapprovazione… il risultato è che ti becchi comunque delle critiche perchè vieni visto come “colluso” con qualcuno verso il quale non sei stato “cattivo”, perchè sempre secondo qualcun altro meritava di essere stroncato..
    In conclusione, esporsi pubblicamente, provoca diverse reazioni….e c’è sempre qualcuno che ha da ridire.
    Mi creda, nessuno di prova la gioia sadica nel lanciarsi in una stroncatura di uno spettacolo…. Tornando alla mia esperienza personale, le dico che spesso non vado a teatro perchè non voglio “stare male!”
    Le prometto che cercheremo di essere più “cattivi”…

  9. Stefania Agostinelli

    Uno spettacolo mozzafiato! Geniale e riuscitissimo a mio modesto avviso. Le fatiche di una giornata, come quella di ieri, passata davanti all’ingresso del teatro per un misero posto al loggione sono state ampiamente ripagate da uno spettacolo tripudiante ma non eccessivo, ardito ma non avulso dallo spirito musicale rossiniano, comico ma non ridicolo (come purtroppo talvolta capita di vedere!). Rossini sarebbe stato catturato da una simile recita, come lo sono stata io e i tanti altri spettatori (moltissimi stranieri per giunta) che hanno applaudito con passione momenti di spettacolo strepitosi. Un consiglio agli insoddisfatti: l’opera va vista e non soltanto ascoltata!

  10. Ubaldo

    ho assistito anch’io, come ogni anno, ad alcune rappresentazioni di Pesaro, tra le quali appunto, l’italiana in Algeri, e devo dissentire da quanto sopra esposto : la rappresentazione della seconda era alquanto deludente, spesso ai limiti della volgarità. Si sono viste ben altre Italiane, in quel di Pesaro, e il confronto è davvero impietoso. Come si possa non definire perlomeno grottesca una simile messa in scena…. gli interpreti poi, non saprei da dove cominciare per elencare mancanza di stile, colori, agilità chiarezza di pronuncia, brillantezza . Forse appena salvabile A.Esposito, per il coraggio di cercare una comicità, che sarebbe l’elemento base di questa farsa, gli altri sembravano capitati lì per caso, compresa la protagonista, di voce impastata e chioccia,
    e incomprensibile pronuncia.
    Povero ROF… !

  11. enrico beruschi

    vedendo i commenti, penso che,in giorni diversi, siano state recitate diverse versioni della stessa opera. Il giorno 16.8 ho assistito ad un avanspettacolo anni ’50 di quarta categoria; salvo i cantanti per le voci, ma mi dispiace vederli umiliati da tiranni-registi, che vengono anche pagati per rovinare quello che il direttore lascia del povero Rossini, a cominciare dalla sinfonia . . . .

  12. Federico

    Gent. signori.

    ho assistito all’opera. Le scene, i costumi e le trovate del regista erano divertenti anche in alcuni passaggi esagerate e prevedibili. Ma se questo serve ad avvicinare il pubblico all’opera ci può stare. Personalmente mi sono divertito. Purtroppo devo concordare con una commentatrice (qui sopra) a riguardo del tempo della direzione: esagerato. Non si capiva nulla, non pareva manco Rossini (in alcuni passaggi). La voce del cinese era di un timbro sgradevole: note precise, intonate, ma nulla di più, niente trasporto niente di entusiasmante e piacevole. Elvira per mezza opera pareva stesse accennando e non si sentiva la voce; molto meglio la presenza scenica e lo spirito con cui ha affrontato le prove richiestele dal regista. Bravo bravo Mustafà sia per l’interpretazione da tamarro sia per la bella voce.. Penso che se il direttore li avesse guidati meglio i cantanti avrebbero dato di più.

  13. bruno morpurgo

    inizio col dire che tendenzialmente sono un tradizionalista, quindi tengo a non vedere un’opera stravolta con le spesso frequenti regie moderne… dette ciò mi fanno ridere quelli che criticano un’opera solo da una ripresa (cattiva, a detta di chi ascolta le dirette rai, io non fra questi…) o che pontifica distruggendo sempre tutto…. alla mia recita c’è stato un grande successo di pubblico (parlo del 19 agosto…) ed era molto (forse mai….) che non riuscivo a controllarmi nel ridere. l’opera registicamente è brillante, frizzante, e ha ragione chi diceva che rossini si sarebbe divertito. qualche cosa un po’ squallida? forse qualche solito cliché, come la “checca” effeminata (ma quante checche isteriche leggo su vari siti e blog di opera, che distruggono sempre tutto per tirare fuori sempre e solo la callas, corelli e pochi altri!) o qualche colpo nei testicoli, ma per lo meno qua le volgarità sono evidenti…. spettacolo molto divertente (qualche rumore di troppo, è vero, ma pensavo molto peggio dalle recensioni lette…) con momenti anche di denuncia della pochezza del nostro paese, cantanti molto bravi, se non bravissimi, anche a cantare appunto fra mille movimenti e peripezie. una lettura musicale del maestro che personalmente ho trovato aderente alla scrittura di rossini (ma devo notare che il maestro, l’unico fra tanto entusiasmo del pubblico, ha ricevuto anche un poco di contestazione, una decina di persone….)… e piantiamola di criticare anche l’incriticabile… bellissimo spettacolo, davvero bellissimo.

  14. Ubaldo

    se consideriamo ” bello, bellissimo spettacolo” una simile “ciofeca”, ossia porcheria, credo che i canoni estetici di tutta la storia del melodramma dovranno essere rivisti : diciamo che siamo di fronte a spettacoli tra il circo e il cabaret, con qualche voce lirica più o meno passabile.
    Ma scusate ,il ROF non sarebbe un festival improntato alla ricerca e alla rivalutazione filologica di Rossini e alla scoperta di nuovi talenti , virtuosi specialisti in questa particolare vocalità? Si tratta pur sempre di spettacoli finanziati da denaro pubblico con intento culturale…. no ???

  15. marco nicoletti

    L’allestimento caotico…piu ci metto meglio è!, trova giustificazione a mio avviso solo nel momento “psicadelico”in cui gli interpreti sono storditi e confusi!
    Per il resto a parte qualche trovata simpatica che ti da la percezione dell’opera buffa indigeribile!!!!
    Queste continue scheccate…be’ strizzano l’occhio ma sono troppe!Per non parlare dei messaggi televisivi alternati all’immagine della presentatrice Mariolina Cannuli!
    Gli interpreti a parte Mustafa’ e Taddeo,a mio avviso ci hanno provato,ci sono anche riusciti,….ma a mio avviso non sono arrivati!
    Direzione d’orchestra ……..non avevo questi ricordi del comunale!!!Il coro si è difeso bene a mio avviso!

  16. Andrea Zepponi

    Scommetto che tutti coloro che si sono stracciati le vesti per il mio gradimento di questa Italiana in Algeri, poi magari sbavano proni di fronte della porcata di Michieletto nella Gazza Ladra 2007-2015 per cui nessuno di questi sopraccigliati soloni ha osato fiatare. Evidentemente soffrono di scotoma non soltanto alla vista ma anche alle orecchie.

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