Bergamo, Teatro Donizetti: “Il Trovatore”

Bergamo, Teatro Donizetti – Bergamo Musica Festival 2013
“IL TROVATORE”
Dramma in quattro parti di Salvadore Cammarano
Musica di Giuseppe Verdi
Il Conte di Luna ARTURO PASTOR
Leonora ROBERTA POZZER
Azucena CRISTINA MELIS
Manrico ANGELO VILLARI
Ferrando CHOI SEUNG PIL
Ines SONIA LUBRINI
Ruiz MARCO TOMASONI
Un vecchio zingaro FRANCESCO LAINO
Un messo EMILIO ALDI
Orchestra e Coro del Bergamo Musica Festival
Direttore Sebastiano Rolli
Maestro del coro Fabio Tartari
Regia Luigi Barilone
Scene e costumi Luigi Barilone e Piera Ravasio
Disegno luci Renato Lecchi
Opera in forma semiscenica
Nuova coproduzione Bergamo Musica Festival, AR Concert Season Basel
Bergamo, 1 Settembre 2013

Il Bergamo Musica Festival “Gaetano Donizetti” prosegue la sua edizione 2013 con la riproposta de “Il Trovatore” di Giuseppe Verdi, inserendosi così nel solco dei festeggiamenti per il duecentesimo anniversario della nascita del compositore. Quest’opera, tratta dalla cosiddetta “trilogia popolare”, si configura come una grande ballata, lunga quattro atti (o parti) densi di un’atmosfera notturna dai risvolti ora voluttuosi e sognanti, ora tragici e scopertamente drammatici che ne fanno una delle opere simbolo del melodramma di ogni tempo e luogo. Tale atmosfera viene sapientemente evocata dall’allestimento in forma semiscenica ad opera del regista Luigi Barilone, curatore dei movimenti sul palco, così come dell’aspetto visivo, firmato in coppia con la costumista Piera Ravasio. Sullo sfondo, si alternano proiezioni incolore di luoghi contemporanei che contestualizzano la narrazione: un alto e lussuoso grattacielo per il prologo, un’affollata tendopoli sotto un cavalcavia per l’atto della zingara, l’interno di una moderna chiesa per la scena del velo, un desolato parcheggio sotterraneo durante la cattura di Azucena, fino alla più classica prigione, set conclusivo della storia. Il disegno luci di Renato Lecchi, optando prevalentemente per bianchi lividi ed altre flebili nuances, contribuisce a siglare una concezione scenica che si rivela sia funzionale al racconto, sia caratterizzata da una discreta eleganza, cui concorrono i costumi ispirati alla nostra quotidianità (alcuni meno riusciti di altri, come, ad esempio, il design pensato per l’abito in seta del soprano, rivelatosi poco lusinghiero una volta indossato).
Sul versante musicale, si segnala innanzitutto la direzione di Sebastiano Rolli, subentrato in extremis dopo la notizia della defezione per malattia del previsto maestro Andreas Ryter. La concertazione di Rolli, nonostante i numerosi tagli dei da capo, è assai scrupolosa, ritmicamente precisa e, da notare, molto attenta nei confronti dei cantanti e delle loro esigenze. Se un appunto dev’essere fatto, si potrebbe allora imputare al giovane direttore un’assenza di riconoscibile personalità, pecca probabilmente causata dalla circostanza “d’emergenza” di cui si diceva.
Il tenore Angelo Villari attacca e svolge il “Deserto sulla terra” fuori scena con una voce seducente, le cui caratteristiche di timbro ed ampiezza sembrerebbero confezionate su misura per Manrico: purtroppo, già a partire dal suo primo ingresso in scena, l’emissione diventa instabile, tradendo un sostegno del suono assai rudimentale. Le molteplici stonature che si ascoltano durante tutta la performance vanificano la bella impressione avuta sul principio, né possono essere dimenticate in favore di un registro acuto spesso notevole (compresa la “pira” in do) o della baldanza, magari accattivante anche se piuttosto rozza, di questa linea di canto. Il Conte di Luna di Arturo Pastor si esprime con una vocalità legnosa e con un’emissione perennemente bloccata tra la gola ed il naso. Il baritono, peraltro, non fa faville nemmeno per intonazione o per doti sceniche e finisce per essere l’interprete più compassato dell’intero cast.
Roberta Pozzer, con la sua voce di soprano lirico-leggero, cerca di fare del suo meglio nei panni di Leonora, ma la partita si rivela persa in partenza. Tutto il recitativo che introduce la prima aria manca di risonanza e quindi di autorevolezza. Quando la scrittura del personaggio gravita sul registro centrale e su quello grave (praticamente i due terzi della parte) la voce di questa Leonora scompare negli ampi panneggi orchestrali, mentre le frasi proiettate in acuto evidenziano uno stridore dovuto allo sforzo. I soli momenti di sollievo giungono con le puntature ( il re bemolle che sigla il terzetto, il do conclusivo nel “Tu vedrai che amore in terra” e quello alla fine del duetto con il baritono) in cui la vera natura della Pozzer esce naturalmente allo scoperto. Altrove, i segni di stanchezza nel dover sostenere un tale ruolo sono evidentissimi (il “Miserere”, gran parte del duetto con il Conte di Luna, gli interventi durante la scena della prigione). Al contrario, l’Azucena di Cristina Melis brilla di luce propria e si colloca un gradino, anzi due, al di sopra di tutti gli altri. Il timbro chiaro che caratterizza la sua voce di mezzosoprano dona alla zingara una connotazione insolitamente giovanile, pur mantenendo tutti i riverberi di allucinazione propri di questa parte. “Stride la vampa” scorre fluido, estremamente a fuoco, con un’emissione alta e molto uniforme lungo tutta l’estensione, così come il racconto, calibrato e senza cadute plateali. Un poco meno rifinita la tenuta della linea nella scena della cattura, dove il “Deh rallentate o barbari” mostra qualche scompostezza in eccesso. Ottimo anche il finale ultimo, in cui la Melis sa sfumare e colorire, rendendo il duetto con Manrico un momento di misurato patetismo.
Choi Seung Pil è un Ferrando abbastanza sonoro, ma un po’ imbalsamato nelle agilità dell”abbietta zingara”. Piacevole Sonia Lubrini (Ines) e davvero ben cantato il Ruiz di Marco Tomasoni che prende tutto il tempo necessario per farsi sentire nella scena della torre. Buona sia la prova dell’orchestra che quella del coro. Foto per gentile concessione del Bergamo Musica Festival

 

One Comment

  1. Paul Ferraro

    Angelo Villari is a talented, exciting lirico spinto tenore that we have long awaited since Corelli! Are there any recordings available???

    Please inform me….

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