Opéra di Toulon: “Norma”

Toulon, Opéra, Stagione Lirica 2013 /14
“NORMA”
Tragedia lirica in due atti su libretto di Felice Romani da Norma ou l’infanticide  di Alexandre Soumet.
Musica di Vincenzo Bellini
Norma HIROMI OMURA
Oroveso TARAS SHTONDA
Pollione GIUSEPPE GIPALI
Adalgisa STELLA GRIGORIAN
Clotilde MARIE KARALL
Flavio FRANCOIS GUILLAUME
Orchestra e Coro dell’Opéra di Toulon
Direttore Giuliano Carella
Maestro del Coro Christophe Bernoullin
Regia, scena, costumi e luci Massimo Gasparon
Allestimento dell’Arena Sferisterio di Macerata
Toulon, 22 ottobre 2013

Il celebre capolavoro di Vincenzo Bellini, è il titolo scelto per inaugurare la stagione lirica 2013/14 dell’Opéra di Toulon in un allestimento dello Sferisterio di Macerata interamente firmato da Massimo Gasparon. E’ una nuova rilettura dell’opera? Dopo aver visto lo spettacolo possiamo tranquillamente dire di  no. Il regista veneziano, ha voluto creare un parallelismo visivo tra i druidi e i buddisti tibetani. All’interno di  una armoniosa scenografia monocromatica, che stilizza l’architettura romana, si inseriscono elementi filosofico-religiosi orientali: i simboli  dello  Yin e dello Yang, la dea  Kali, tutti dominati dall’aquila romana che rappresenta il potere guerriero oppressore. Unico elemento che possiamo definire “originale” è la trasformazione dei druidi in monaci tibetani, abbigliati quindi con le loro tuniche tra l’arancio e il rosso a seconda dell’ordine di appartenenza. Per il resto tutto si muove con linearità, estetica sempre elegante e recitazione sobria, quasi intimista. Un tocco in più di coinvolgimento e di caratterizzazione dei personaggi non sarebbe guastato.
Venendo dunque agli interpreti, abbiamo ascoltato un cast complessivamente omogeneo e di buona qualità. Il soprano 
Hiromi Omura, ha saputo uscire con onore dal difficile personaggio di Norma che, sappiamo bene, ha alle spalle  una storia interpretativa quanto mai importante e possiamo anche definire “pesante”. La Omura ha mostrato grande musicalità e ha saputo fin dalla temibile “Casta Diva” gestire il ruolo con sicurezza in virtù anche di un buon colore vocale, registro acuto sicuro e una vocalizzazione precisa nelle agilità. La Omura ha saputo infondere il giusto pathos e drammaticità nei momenti clou dell’opera: i duetti con Adalgisa e i finali d’atto. Il mezzosoprano Stella Grigorian è stata una Adalgisa convincente. La voce è omogenea e di bel colore in tutti i registri, in particolare quello acuto, luminoso e squillante. La tecnica si presenta solida e il fraseggio musicale  e  accurato. Nonostante l’annuncio di una indisposizione, il tenore Giuseppe Gipali (Pollione) ha saputo sostenere con sicurezza la recita, non mostrando particolari segni di cedimento. La voce non è particolarmente ampia, ma comunque gestita con intelligenza, musicalità e senza forzare la natura del suo strumento. Taras Shtonda sarebbe un Oroveso di notevole impatto vocale, peccato che il registro acuto appaia talvolta opaco e l’interprete un po’ troppo rigido. Il cast è completato dal mezzosoprano Marie Karall (Clotilde) e del tenore François Guillaume (Flavio), due buoni cantanti e interpreti.
Alla guida del suo direttore principale, il M° Giuliano Carella, l’orchestra dell’Opéra de Toulon ha dato prova di notevole qualità. Le sonorità sono omogenee e musicalissime. Carella dirige con energia e autorevolezza. La sua ottima conoscenza del repertorio “belcantista” gli consente di valorizzare ogni aspetto della partitura. La lettura è serrata ma anche sempre attenta alle situazioni drammatiche. Abbiamo apprezzato le  sonorità corpose e omogenee degli archi, sempre attente a rispettare e a non soverchiare il canto. Più che apprezzabile anche la prova del Coro. Serata salutata dal pubblico con un successo più mai convinto e  caloroso. Foto Frédéric Stephan

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