“Mani, occhi e labbra mute”: il TNT apre Vignaledanza 2014

Vignaledanza 2014, 36° Festival Internazionale di Danza e Arti integrate, dedicato a Germana Erba
TNT New Experiences
Attori e danzatori diplomati al Corso di formazione professionale danzatore contemporaneo, presso Fondazione Teatro Nuovo di Torino, Fondo Sociale Europeo
“MANI, OCCHI E LABBRA MUTE”
Testi Primo Levi, Karl Valentine, Salvatore Quasimodo
Musiche Richter, Williams, Tiersenn, Einaudi, Fabian, Mansell, Aubry, Lakatos, Bowlly, Madredeus
Regia e coreografia Stefania Montorio, Giovanna Valerio, Antonio Della Monica
Recitazione Domenico Berardi
Vignale Monferrato, Piazza del Popolo, 8 luglio 2014

Nella conferenza stampa di presentazione del 36° Festival di Vignaledanza Giovanni Mancini, uno dei maestri e coreografi del TNT, ha spiegato che il lavoro intitolato Mani, occhi e labbra mute era un esperimento, un laboratorio realizzato con gli attori e i danzatori del corso di formazione professionale contemporaneo. Bisogna dire subito che tutti hanno fatto un ottimo lavoro, tanto che a colpire di più è il livello tecnico del gruppo; la coreografia – ovviamente pensata per Mani, occhi e labbra mute (Vignale 8 VII 2014) (2)esso – era perfetta (molto bella, per esempio, la scena in cui i danzatori interagiscono con i tavoli). Se il lavoro coreografico è pensato nei dettagli ed equilibrato, quello propriamente teatrale invece è sembrato complesso, sovraccarico d’informazioni e poco curato nei particolari: problemi di dizione e di proiezione vocale, nonché la trattazione del tema principale, hanno reso un po’ faticosa la fruizione dello spettacolo. Il nazismo e lo sterminio degli Ebrei sono stati toccati da tutte le arti in maniera capillare e diversissima; e oggi emerge certamente la grande difficoltà che ciascun scrittore o sceneggiatore incontra, allorché si appresta a rivisitare l’argomento. Negli ultimi decenni è stato soprattutto il cinema a indicare un’ottima via di accostamento, attraverso un particolare punto di vista: non la pretesa di raccontare tutta la Storia, ma la volontà di trasmettere una vicenda specifica, meglio ancora se raccontata in prima persona. Il modello è ovviamente il Diario di Anna Frank, ma le pellicole cinematografiche più straordinarie in questo filone sono La vita è bella di Benigni, Il pianista di Polanski, Schindler’s List di Spielberg: tutti quanti, tratti da libri autobiografici, sono narrazioni della Shoah in prima persona, con gli occhi puntati in una sola direzione. Ecco perché anche lo spettacolo del TNT si intitola Mani, occhi e labbra mute, e prende avvio dal testo più straordinario che la lingua italiana abbia consegnato alla letteratura sullo sterminio: Se questo è un uomo di Primo Levi.
Mani, occhi e labbra mute (Vignale 8 VII 2014)Anche nella conferenza stampa introduttiva a tutto il Festival si è parlato del lavoro che bisogna realizzare per sostenere e appoggiare le arti integrate, soprattutto quando esse diventano veicolo di informazione e di riflessione storica; lo spettacolo allestito sulla bellissima Piazza del Popolo di Vignale Monferrato ha avuto però scarsissimo pubblico, per colpa della pioggia caduta fino a pochi minuti prima dell’inizio. Ma anche strada facendo, lo spettatore non incontrava alcun segno che fosse iniziato un bellissimo festival dedicato alla danza, con protagonisti i giovani del TNT. Tanto più per questo, a loro e a chi si sforza di far sopravvivere l’arte con livelli sempre alti di qualità, i migliori auguri.

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