Genova, Teatro Carlo Felice: “L’elisir d’amore”

Genova, Teatro Carlo Felice, stagione lirica  2016-2017
“L’ELISIR D’AMORE”
Melodramma giocoso in due atti su libretto di Felice Romani.
Musica di Gaetano Donizetti
Adina SERENA GAMBERONI
Nemorino FRANCESCO MELI
Belcore FEDERICO LONGHI
Dulcamara ROBERTO DE CANDIA
Giannetta MARTA CALCATERRA
Mimo LUCA ALBERTI
Orchestra e Coro del Teatro Carlo Felice
Direttore Daniel Smith
Maestro del Coro Franco Sebastiani
Regia Filippo Crivelli
Scene Emanuele Luzzati
Costumi Santuzza Calì
Luci Luciano Novelli
Allestimento del Teatro Carlo Felice 1994
Genova, 19 marzo 2017
Un fondale giallo sfumato, tonalità ocra, atto a dare l’idea dell’estate. Una sedia a dondolo in scena vuota, la stessa su cui sedeva il nonno di Luzzati che gli raccontava sempre la storia del magico elisir. Così ha inizio la prima dell’ormai storico allestimento de L’elisir d’amore proposto dal Teatro Carlo Felice di Genova. Le leggiadre scene di Lele Luzzati si collocano tra il fiabesco e l’onirico. I colori sono delicati e tutto è atto a dare un senso di leggerezza, di favola, a volte anche un po’ di malinconia. Le scene si compongono continuamente e, in particolare, gli alberi, con i loro movimenti, creano ambientazioni sempre diverse in base alla loro collocazione. Anche il tulle contribuisce all’atmosfera magica, così fortemente voluta.Ben equilibrata la regia di Filippo Crivelli assolutamente tradizionale ma che mostra una valida gestione dei personaggi. Nemorino, ad esempio, non è certo il ragazzotto nulla tenente e imbranato, ma è dotato di una certa consapevolezza. Risulta curato lo spazio e le relazioni tra gli interpreti, in una perfetto connubio con le scene. Belli anche i costumi di Santuzza Calì e buona le gestione della luci di Luciano Novelli. Decisa, energica e ben scandita la direzione di Daniel Smith a capo dei complessi dell’Orchestra del  Carlo Felice che si è distinta per un’ottima esecuzione. È stato capace di far ben dialogare il cast con la buca. Ha voluto tutti i maestri dell’Orchestra sul palco per gli applausi. Buona la performance del Coro del Teatro Carlo Felice, istruito da Franco Sebastiani. Passando al cast, tutti sono stati all’altezza del ruolo e hanno contribuito alla buona riuscita dello spettacolo, convincenti tanto vocalmente quanto scenicamente. Gioca in casa il tenore Francesco Meli, veterano del ruolo di  Nemorino. Una prova che ancora una volta fa spiccare la seduttiva bellezza timbrica del cantante, unita a una innata musicalità. Gli si perdona così una perdita di smalto nella linea di canto data dalle attuali scelte di repertorio di Meli, sempre più volte a ruoli “spinti”. La spontaneità del canto di Meli  gli permettono di conquistare il pubblico che ha richiesto il bis per la celeberrima Da una furtiva lacrima che generosamente concede. È affiancato dalla moglie, il soprano Serena Gamberoni una brillante e disinvolta Adina. Attrice consumata, la Gamberoni, anche lei più volte interprete del ruolo. Ne conosce così ogni sfumatura regalandoci così una prova eccellente per voce, grazie e interpretazione. Di spicco anche il Dulcamara di Roberto De Candia  La voce è solida, fraseggio vario, con quella giusta dose di pomposità  che s’addice a un ciarlatano assuefatto a plagiare il popolino. Federico Longhi è un Belcore spigliato, si destreggia discretamente con le agilità, ha una  voce gradevole e sa essere spavaldo al punto giusto. Chiude il cast Marta Calcaterra che rende brillantemente il personaggio di Giannetta. Grandi apprezzamenti e lodi anche per Luca Alberti, il mimo assistente di Dulcamara.  Copiosi applausi nonostante qualcuno all’uscita lamentasse che fosse dal 1994 che assistevano a quell’allestimento, se pur con  cast diversi.

 

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