Johann Strauss jr. 120 (1825-1899) – 10: “Aschenbrödel” (1899)

Johann Strauss Jr. (Vienna, 25 ottobre 1825 – 3 giugno 1899)
A 120 anni dalla morte

Quando nel mese di marzo del 1898 il settimanale «Die Waage» lanciò un concorso per il libretto di un balletto che sarebbe stato messo in musica dal grande Johann Strauss, nessuno avrebbe potuto immaginare che solo 15 mesi dopo il compositore sarebbe morto lasciando incompiuto il suo ultimo lavoro. Prima di allora, Strauss aveva composto tanta musica da ballo (valzer, polke), ma mai un balletto completo anche se nel febbraio del 1880 il Barone von Hofmann, direttore generale dell’Hofoper di Vienna, aveva manifestato l’intenzione di programmare una serata con musica da ballo alla quale avrebbero dovuto partecipare, oltre a Strauss, Franz von Suppé e Karl Millöcker. Al concorso vennero presentati ben 718 libretti che non soddisfecero la giuria della quale faceva parte lo stesso Strauss, che lamentò la bassa qualità delle proposte. Alla fine fu scelto Aschenbrödel (Cenerentola), un soggetto che comunque convinse poco il compositore dal momento che era stato ampiamente sfruttato sulle scene teatrali. L’autore del libretto rimase sconosciuto  fino al 1929, quando trovò conferma il sospetto che dietro il nome d’arte A. Kollmann, con il quale era circolato il testo, si nascondeva il famoso giornalista Karl Colbert. Nonostante le perplessità sul soggetto, Strauss lavorò alacremente alla partitura tanto che nel mese di febbraio del 1899 i giornali viennesi erano concordi nell’annunciare che il balletto sarebbe stato allestito all’Hofoper agli inizi del mese di novembre, ma la morte, che sopraggiunse il 3 giugno del 1899, in seguito ad una breve ma dura malattia, non gli consentì di completare la partitura. La vedova Adele, allora, decise di dare l’incarico di completare la partitura a Josef Bayer, noto compositore di balletti e operette, che la portò a termine lavorando sugli appunti lasciati dal compositore, ma l’Hofoper, il cui direttore era allora Gustav Mahler, decise di non mettere in programma il balletto. In realtà sembra che Mahler non amasse particolarmente il genere del balletto e che non fosse proprio un estimatore della musica di Strauss la cui morte aveva dato il pretesto per annullare i precedenti impegni presi dal teatro. Per nulla scoraggiati, Bayer e la vedova si rivolsero, prima, senza successo, al Theater an der Wien, che aveva ospitato le prime di quasi tutte le operette di Strauss,  e, poi, all’Opera di Corte di Berlino i cui dirigenti decisero di metterla in scena a patto che fosse riscritto il libretto. Fu dato l’incarico allo scrittore viennese Heinrich Regel e il balletto, nella nuova versione firmata da Regel e da Bayer, fu messo in scena per la prima volta il 2 maggio 1901 a Berlino con notevole successo facendo cadere il oblio il lavoro originario di Strauss che fu ripreso intorno al 1990 da Michael Rot. Questi, basandosi sulle 450 pagine lasciate da Strauss, sulla riduzione per pianoforte, preparata da Bayer, della versione originale e sulle parti orchestrali della versione di Berlino, ricostruì la versione originale che fu pubblicata nel 2001.

La trama si basa su una versione rinnovata di Cenerentola che, questa volta, è impersonata da Grete, la figliastra di una sarta, Mme Françine, nel cui atelier lavora insieme alle altre dipendenti. Come nella famosa fiaba, Grete, che è trattata peggio delle altre dipendenti da  Mme Françine, ha due sorelle, Yvette e Fanchon le quali ritornano a casa felici perché hanno i biglietti per un ballo che si sarebbe tenuto nella casa di Leon, il ricco proprietario di un grande magazzino. Mentre le giovani distribuiscono a tutti fuorché alla sorellastra i buglietti, nell’atelier giunge Leon insieme con la sua fidanzata Lore per acquistare un bel vestito per lei. Mentre la donna prova alcuni abiti, Leon rivolge le sue attenzioni a Grete suscitando la gelosia di Lore. Grete, da parte sua, dopo aver aiutato Yvette e Fanchon a vestirsi per il ballo, si ritira nella sua stanza e si rifiuta di andare al ballo con Franz, il fratello minore di Leon che le aveva offerto il biglietto. Dopo un breve interludio che rappresenta il sogno di Grete di fare un viaggio con Leon nella località austriaca di Semmering, il secondo atto si apre nella casa di Leon dove si svolge il ballo. L’uomo, a cui Yvette e Fanchon rivolgono inutilmente le loro attenzioni, pensa soltanto a Grete che, apparsa sulla scalinata, è condotta nella sala da ballo da Leon il quale non solo la difende dagli insulti delle sorellastre, ma le dichiara il suo amore, incurante dei rimproveri di Lore. Come tutte le cenerentole che si rispettano, anche Grete, andando via dal ballo, perde la sua scarpetta che viene raccolta da Leon. Il terzo atto si apre con un altro sogno di Grete che questa volta vede il suo matrimonio e la prima notte di nozze con Leon. Il sogno, però, è interrotto di colpo da Mme Françine e dalle due sorellastre che la rimproverano. Entrano subito dopo Leon e Franz recando entrambi una scarpa in mano. Quella di Leon sta bene al piede di Grete che lo ricambia con un bacio, mentre si scopre che quella di Franz era di Mme Françine.
Musicalmente quest’ultimo lavoro di Strauss, l’unico nella forma del balletto classico, si segnala per una scrittura orchestrale estremamente raffinata e per la bellezza delle sue melodie di un lirismo puro. Tra le pagine più belle si segnalano il preludio del primo atto e l’interludio del sogno che introduce il secondo atto, mentre la scena iniziale nella sartoria appare descritta con frizzante, ma fine ironia. In questa partitura Strauss, senza rinunciare ai valzer e alle polke, che hanno caratterizzato la sua produzione, dimostra di sapere scrivere una musica che si adatta perfettamente al libretto evocando le situazioni con una scrittura di grande suggestione. Ultima parte. Abbiamo dedicato Johann Strauss una serie di uscite atte a esplorare lavori teatrali poco noti.

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