Max Bruch (1838 – 1920): “Die Loreley” (1863)

Grande opera romantica in quattro atti su libretto di Emanuel Geibel. Michaela Kaune (Leonore), Magdalena Hinterdobler (Bertha), Danae Contora (una vignaiola), Thomas Mohr (Otto), Jan-Hendrik Rootering (Reinald),Thomas Hamberger (l’Arcivescovo di Magonza), Sebastian Campione (Hubert). Prager Philharmonischer Chor, Münchner Rundfunkorchester. Stefan Blunier (direttore). Registrazione Monaco, Prinzregententheater, 23 novembre 2014. T. Time: 142”:55″. 3 CD CPO 7770052. 2018

Nella seconda metà dell’Ottocento la lezione di Wagner continuò ad essere seguita da molti compositori tra i quali Max Bruch (Colonia 1838 – Friedenau 1920) della cui produzione è considerata un capolavoro Die Loreley su libretto di Emanuel Geibel scritto molti anni prima per Mendelssohn e pubblicato nel 1860. L’argomento piacque tanto a Bruch da iniziarne la composizione senza chiedere l’autorizzazione al suo autore il quale, indignato, intraprese una vertenza giudiziaria alla quale alla fine rinunciò permettendone la rappresentazione. Protagonista dell’opera, ambientata nel Medioevo, è Leonore la quale per vendicarsi dell’inganno di Otto di cui è innamorata diventa Loreley. Ignara della vera identità di Otto, Lenore accetta il suo amore ricambiandolo fino a quando, un giorno, non scopre la verità consistente nel fatto che Otto è promesso sposo di Betha.  Recatasi, allora, sulle rive del Reno, chiede agli spiriti una sfolgorante bellezza promettendo che sarebbe vissuta nel loro regno. Durante il ricevimento nuziale fa la sua apparizione Lenore la quale, con la sua bellezza, affascina i cavalieri presenti che finiscono per battersi fra di loro per conquistarla. Anche l’arcivescovo, che l’aveva accusata di stregoneria, resta abbagliato da tanta bellezza al punto tale da assolverla, nonostante la giovane lo supplichi di mantenerle la condanna. È morta Bertha e Otto, vedendo su uno scoglio Lenore, diventata Loreley, intenta a cantare una triste melodia, le offre il suo amore e, al rifiuto della giovane, si getta nel fiume. Nonostate la presenza di pezzi chiusi, il soggetto romantico è trattato da Bruch in modo sinfonico, mentre momenti genuini sono i quadri folkloristici.
Pregevole è questa incisione pubblicata solo di recente (nonostante risalga al 2014) dall’etichetta CPO che vede protagonisti l’Orchestra della Radio di Monaco e il Coro Filarmonico di Praga diretti da Stefan Blunier, autore di una concertazione attenta ai dettagli. Il direttore d’orchestra svizzero non solo trova tempi e sonorità adeguati, ma riesce ad esaltare i valori musicali e drammaturgici di cui è disseminata questa ispirata partitura di Max Bruch, passando con disinvoltura dai momenti drammatici a quelli intrisi di lirismo. Coinvolgenti sono i momenti in cui interviene il coro, come il finale del terzo atto. Di ottimo livello anche il cast vocale a partire da Michaela Kaune (Leonore/Loreley), la quale, alle prese con un personaggio complesso, riesce a renderne con maestria tutte le sfaccettature; dotata di una voce omogenea, dal timbro chiaro e con acuti squillanti, l’artista è un donna ora innamorata nel duetto del primo atto con Otto, ora devota nell’Ave Maria, ora piena di angoscia nella superba grande scena che occupa il secondo atto, ora dolente nello splendido finale dell’opera. Al suo fianco Thomas Mohr, dotato anche lui di una voce particolarmente bella nel settore acuto, rende con efficacia il carattere eroico del suo personaggio pronto a sfidare tutto e tutti per amore della sua Leonore. Un fraseggio e un’intonazione curati caratterizzato la performance di Magdalena Hinterdobler, che. nel ruolo di Bertha, riesce ad essere particolarmente toccante nel recitativo e cavatina “Zu euch ihr heil’gen Mauern” del terzo atto. Tra le numerose parti di fianco si segnalano Sebastian Campione, che esibisce una buona tecnica nell’ensemble cantato con il coro, “Rührt euch frisch“, ma è anche capace di toni mesti nell’aria Des Tage beim Werk, dove manifesta i suoi sensi di colpa, Jan-Hendrik Rootering che, nella parte del Minnesänger Reinald, canta con gusto il Lied “O Heil dem Herzen”, e, infine, Danae Contora, una frizzante vignaiola. Sul piano della correttezza Benedikt Eder (Leupold) e Thomas Hamberger (l’Arcivescovo di Magonza) e ottima la prova del coro sia nei momenti drammatici sia in quelli di carattere folkloristico.

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