Ancona, Teatro delle Muse: “La Sonnambula”

Ancona, Teatro delle Muse, Stagione 2019
“LA SONNAMBULA”
Opera in due atti , libretto di Felice Romani, dal ballet-pantomime “La somnambule ou L’arrivée d’un nouveau seigneur” di Eugène Scribe e da “ La Somnambule, comédie-vaudeville” di Eugène Scribe e Germain Delavigne.
Musica di Vincenzo Bellini
Il conte Rodolfo ALESSANDRO SPINA
Teresa ISABEL DE PAOLI
Amina VERONICA GRANATIERO
Lisa MARIA SARDARYAN
Elvino MARCO CIAPONI
Alessio GIUSEPPE TOIA
Un notaio ANZOR PILIA
Orchestra Sinfonica “ G.Rossini”, Coro Lirico Marchigiano “ V.Bellini”, Orchestra Fiati di Ancona
Direttore Alessandro D’Agostini
Maestro del coro Davide Dellisanti
Regia e scene Cristian Taraborrelli
Costumi Angela Buscemi
Video Fabio Massimo Iaquone
Nuovo allestimento Fondazione Teatro delle Muse
Ancona, 11 ottobre 2019
Dopo ottantuno anni, ritorna alle Muse “La Sonnambula” , con un nuovo allestimento della fondazione, scelta parecchio azzeccata, andiamo a scoprire il perché. Partiamo dalla regia e dalle scene di Cristian Taraborrelli, che ha costruito uno spettacolo semplice ma nello stesso tempo funzionale e suggestivo. Un allestimento moderno,  ma in linea con la tradizione. Un grande fondale sul quale un uso intelligente delle proiezioni (a cura di Fabio Massimo Iaquone) crea gli spazi fisici e psicologici dei personaggi. Importante elemento narrativo dello spettacolo è  la neve,  come sospensione del tempo e dello spazio, che confonde i contorni e cambia le prospettive. Non meno efficaci  i costumi a cura di Angela Buscemi, che rispecchiano perfettamente l’ambientazione svizzera dell’opera. Il M°Alessandro D’agostini alla guida dell’orchestra Sinfonica Rossini, coadiuvata dall’orchestra Fiati di Ancona, ha dimostrato grande sicurezza.Una direzione che sorregge e indirizza in maniera impeccabile le varie linee vocali, tutto è diretto con stile e gusto perfetti, che rendono un armonioso quadro unitario. Non è da meno il Coro Lirico Marchigiano, che anche in questa occasione ha dimostrato potenza, sicurezza, ma anche la giusta delicatezza, ben diretto dal maestro Davide Dellisanti. Valido il cast vocale, molto giovane, preparato e con margini di miglioramento. Veronica Granatiero nei panni di Amina, ha dimostrato una perfetta aderenza vocale al personaggio., risultando dotata di una tecnica solida e ben gestita. La Granatiero ha inoltre mostrato, una bella presenza scenica, unita a un uso del fraseggio espressivo e sensibile. Convince anche l’ Elvino di  Marco Ciaponi. Dotato di un bel timbro vocale e di una naturalmente nobile linea di canto, Ciaponi, ha forse mostrato qualche tensione in acuto compensata però da un fraseggio sempre chiaro e  accurato. Ha particolarmente brillato Alessandro Spina (Conte Rodolfo), cantante dalla vocalità ampia e profonda,  sempre attento a cesellare la parola scenica, elegante nell’emissione, nella nobiltà degli accenti, sicuro e impeccabile nella recitazione. Maria Sardaryan (Lisa), si è dimostrata la giusta e maliziosa “rivale” della protagonista mostrando apprezzabili capacità virtuosistiche ed espressive. Isabel De Paoli ha interpretato una convincente Teresa. Completavano efficacemente il cast Giuseppe Toia (Alessio) e Anzor Pilia (Un notaio). Recita costellata da un crescente successo di pubblico convinto (nonostante il teatro non proprio “sold out”). Un pubblico che ha saputo riapprezzare e gustarsi questo gioiello di Bellini, troppi anni assente in questo teatro.