Gustav Mahler (1860 – 1911): “Sinfonia n. 7 in mi minore” (1908)

Gustav Mahler (Kalištĕ, Boemia, 1860 – Vienna, 1911)
Sinfonia n. 7 in mi minore

Langsam (Adagio), Allegro con fuoco
Nachtmusik I (Musica notturna): Allegro moderato
Scherzo: Schattenhaft, Fliessendabernichtschnell (Spettrale, Scorrevole ma non veloce)
Nachtmusik II: Andante amoroso
Rondò Finale: Allegro ordinario
“Ho avuto meno che altre volte la percezione della sensazionale intensità che stimola e incita, che, in una parola, spinge l’ascoltatore, in modo tale da fargli perdere l’equilibrio, senza dirgli nulla in cambio. Al contrario, ho avuto l’impressione del pieno riposo, basato sull’armonia perfetta […]. L’ho posta tra i compositori classici; ma come uno che, per me, è ancora un pioniere. Voglio dire che v’è sicuramente una differenza per il fatto di essersi risparmiato tutto l’eccitamento estraneo, di essere a riposo e in tranquillità, nello stato in cui la bellezza dà diletto”.
Così Arnold Schönberg, allora trentacinquenne, si espresse in una lettera indirizzata a Mahler sulla Settima sinfonia, opera che ancora oggi è giudicata da molti critici anomala all’interno della produzione del compositore austriaco. A differenza delle altre sinfonie, in cui prevale una dimensione soggettiva, la Settima è, infatti, un’opera orientata verso quella moderna concezione neoclassica della musica assoluta che anche Schönberg stava iniziando a perseguire in quegli anni. È molto probabile che Schönberg trovasse nella Settima di Mahler e soprattutto nel principio delle quarte sovrapposte, che tanta importanza hanno nel primo movimento, elementiin comune con quella direzione neoclassica che aveva intrapreso la sua ricerca musicale sin dal 1906. Composta fra il 1904 e il 1906, la Sinfonia fu eseguita per la prima volta il 19 settembre 1908 a Praga dopo un periodo di prove molto estenuante, come ricordato dalla moglie Alma Mahler nel suo scritto Ricordi e Lettere:
“Ma quella volta a Praga era lacerato dai dubbi; evitava la compagnia dei musicisti, che di solito ricercava molto, e dopo cena andava subito a letto, per accumulare energie per le prove della mattina […]. Lo stato di Mahler diventò sempre più fiducioso durante le prove. Non si può dire che il pubblico abbia capito la Settima – ci fu una specie di successo di stima”.

Sinfonia meno eseguita e meno conosciuta all’interno della produzione di Mahler, la Settima si presenta come una rivisitazione ora ironica ora nostalgica di precedenti esperienze musicali dell’autore, intrisa com’è di richiami alle altre sinfonie. Essa, tuttavia, non presenta alcun programma extramusicale nonostante le sia stato attribuito da qualche critico il titolo di Canto della notte, in riferimento sia alla contrapposizione tra le sonorità tenebrose e scintillanti del primo movimento sia al colore notturno che pervade i tre movimenti centrali.
Il primo movimento si apre con un Adagio (Langsam) introduttivo, formalmente una marcia funebre, che preannuncia ben tre idee tematiche del successivo Allegro con fuoco in forma-sonata: un tema straniante e spettrale del corno tenore che richiama un’idea tematica della Terza sinfonia; una breve marcia processionale affidata ai legni e, infine, un tema del trombone. Proprio quest’ultima idea tematica costituirà la base del primo aggressivo tema dell’Allegro con fuoco, nel quale si affermano alcune reminiscenze della Sesta in particolar modo nel languido secondo tema. Dopo lo sviluppo, che oltre al tema marziale grottescamente distorto, presenta al suo interno un visionario interludio formalmente simile al Corale, e una ripresa regolare, il movimento si conclude con il tema di marcia esposto in mi maggiore. I tre movimenti centrali costituiscono una sezione a sé stante all’interno della sinfonia, dal momento che possono essere raggruppati in una struttura simmetrica e intimamente coesa. Si tratta, infatti, di due Nachtmusik (Notturni) che incastonano uno Scherzo caratterizzato da una scrittura demoniaca. Il primo di essi, in do maggiore, è tutto giocato sul contrasto tra la rievocazione di un mondo agreste,che sembra affermarsi grazie all’imitazione di mormorii della foresta e dicanti di uccelli, e tra momenti tragici che spezzano il fluire della musica e hanno nel richiamo al primo tema della Sesta uno degli aspetti più qualificanti. Un’atmosfera spettrale pervade sin dall’indicazione della dinamica, Schattenhaft, Fliessendabernichtschnell (Spettrale, Scorrevole ma non veloce) lo Scherzo, una vorticosa danza affidata agli archi il cui carattere infernale è accentuato da accordi sinistri. Un tema popolare di valzer caratterizza la sezione centrale, mentre nella ripresa gli spettri ritornano nella demoniaca voce del violino solista e nel cupo tema dei violoncelli. Il quarto movimento, il secondo Notturno, per il quale Mahler confessò alla moglie Alma di essersi ispirato al mormorio dei ruscelli e al Romanticismo tedesco della poesia di Eichendorff, è una serenata in fa maggioreche si configura come un tentativo, da parte del compositore, di rifugiarsi in un mondo intimo attraverso un’orchestrazione che si dirada sempre di più lasciando il posto al tenero canto del violino solista. L’abilità nell’orchestrazione di Mahler trova uno dei momenti migliori nella sezione centrale, una pagina di grande purezza timbrica. Sonorità chiare e festose in netta contrapposizione con i movimenti precedenti informano il Rondò finale nel quale ritorna il tema marziale del primo movimento. Il carattere festoso campeggia soprattutto nella fanfara bandistica che appare per ben 8 volte, mentre negli altri episodi si afferma la grande perizia contrappuntistica del compositore austriaco.

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