Jacques Offenbach (1819 – 1880): “Un mari à la porte” (1859)

Operetta in un atto su libretto di Alfred Delacour e Léon Morand. Matteo Mezzaro (Florestan Ducroquet), Marina Ogii (Suzanne), Francesca Benitez (Rosita), Patrizio La Placa (Henri Martel). Orchestra del Maggio musicale fiorentino, Valerio Galli (direttore), Luigi di Gangi e Ugo Giacomazzi (regia), Federica Parolini (scene), Agnese Rabatti (costumi), Luigi Biondi (Luci). Registrazione: Firenze: Teatro del Maggio musicale fiorentino, febbraio 2019. 1 DVD e BluRay Dynamic

Lo sterminato catalogo delle operette di Offenbach è pressochè snosciuto in Italia e persino i titoli più noti sono ormai di rarissima esecuzione. Ogni nuovo allestimento riesce quindi a catalizzare l’interesse,  ancor più se il titolo proposto è praticamente la ricostruzione di un lavoro rimasto incompleto. Di “Un mari à la porte” composto da Offenbach nel 1859 si conservano solo due versioni per canto e pianoforte. Da queste Luigi G. Logi, archivista dell’Orchestra del Maggio, ha provveduto a scrivere ex-novo l’orchestrazione, con un ottimo esito per  stile e atmosfera.
Il breve lavoro si affida alla leggerezza del libretto di Alfred Delacour e Léon Morand che senza preoccupazioni di sorta costruiscono un essenziale intreccio ricco di colpi di scena – il musicista Florestan piomba in casa della sposina Suzanne e dell’amica Rosita quando queste per  burla decidono di chiudere fuori casa il neo-sposa Henri dando vita così a una serie di  complicazioni – che senza mai perdere il sorriso portano all’inevitabile lieto fine con il colpo di fulmine tra Florestan e Rosita che risolve tutti gli inghippi.
Questo  è uno dei primi lavori di Offenbach – la cui carriera parigina era cominciata solo con “Ba-ta-clan” del 1855 – e ancora non troviamo in essa quella satira politica e sociale che caratterizzerà in modo sempre più marcato i lavori degli anni 60 mentre prevale ancora uno svago disimpegnato e leggero che sembra anticipare il gusto piccolo borghese che ha fine secolo troverà il suo interprete d’elezione in Georges Feydeau. Anche musicalmente si nota la precocità del lavoro in cui, se gli schemi formali dell’Offenbach maturo appaiono già, sopravvivono ancora i ricordi di quel gusto “comique” che da Auber si collegava in ultima istanza alla radice rossiniana ancora riconoscibile (ad esempio nel finale  del terzetto tra Rosita, Suzanne e Florestan).
L’allestimento fiorentino era parte di un insolito dittico con “Cavalleria rusticana” di Mascagni, scelta alquanto insolita e forse dovuta alla volontà di dare due letture antitetiche del tema della gelosia. L’associazione al lavoro mascagnano è probabilmente la ragione principale della scelta di un direttore specializzato nel repertorio verista come Valerio Galli che dimostra di trovarsi a proprio agio anche in questo lavoro, offrendo una lettura elegante e frizzante, molto attenta ad evidenziarne le componenti ritmiche.
La coppia degli sposi Suzanne e Henri,  non presenta scritture vocali particolarmente complesse e, nel caso di Henri, anche molto breve e poco caratterizzato. Marina Ogii (Suzanne) e Patrizio La Placa (Henri Martel) mostrano  buone doti scenichee vocali, pur nei limiti della non grande caratterizzazione dei ruoli. il personaggio di Florestan, come quello di Suzanne, non ha arie,  ma è mpegnato nei vari pezzi d’insieme che si succedono nell’opera. Matteo Mezzaro è un Florestan di  bello squillo tenorile, con il giusto  atteggiamento per tratteggiare questo musicista squattrinato.
La vera protagonista dell’opera è Rosita, ruolo decisamente più impegnativo vocalmente e  alla quale Offenbach affida l’unica aria solistica. Francesca Benitez ha temperamento da autentica commediante di innegabile simpatia, unito a un bel colore vocale, brunito nel settore centrale,  e  una sicurezza nelle frequenti e impegnative ascese nel settore acuto e sopracuto.
La regia di Luigi di Gangi e Ugo Giacomazzi rinuncia ad ogni volontà “storica” immergendo tutto in una coloratissima realtà quasi da cartone animato, fra scene colorate  e trionfi di piume e pailletes (perfettamente in linea i coloratissimi costumi di Agnese Rabatti). La recitazione è molto curata e tutti i cantanti hanno ottime  qualità attoriali.

Lascia un commento