Gustav Mahler (1860 – 1911): “Canti di un viandante” (1896) “Kindertotenlieder” e “Rückert-Lieder” (1905)

Gustav Mahler (Kalištĕ, Boemia, 1860 – Vienna, 1911)
“Lieder eines fahrenden Gesellen” (Canti di un viandante) per baritono e orchestra
“Wenn mein Schatz Hochzeit macht” (Quando il mio amore andrà a nozze)
“Ging heut’ morgen übers Feld “(Questa mattina andavo per i prati)
“Ich hab’ ein glühend Messer”(Ho un coltello rovente)
“Die zwei blauen Augen” (Gli occhi azzurri del mio tesoro)

Composti in una settimana tra il Natale del 1884 e il Capodanno del 1885, ma pubblicati nella versione per canto e pianoforte, 12 anni dopo, nel 1897, i Lieder eines fahrenden Gesellen, il cui titolo può essere tradotto con Canti di un giovane in viaggio o Canti di un viandante o Canti di uno in cammino, oltre a rappresentare il primo ciclo liederistico composto da Mahler, costituiscono un unicum nella sua produzione; essi sono, infatti, gli unici suoi Lieder i cui testi furono scritti dallo stesso Mahler che, però, forse per una questione di gusto o per una forma di discrezione, non volendo dare adito ad interpretazioni autobiografiche, non rivelò mai di esserne l’autore. In effetti elementi autobiografici sembrano trasparire nei testi di questi Lieder la cui versione orchestrale, completata, molto probabilmente, nei giorni precedenti la prima esecuzione, avvenuta a Berlino il l6 marzo 1896 con i Berliner Philharmoniker diretti dallo stesso compositore in un concerto in cui furono anche eseguiti la Prima sinfonia e il primo movimento della Seconda, fu pubblicata postuma nel 1912. Nel primo Lied, Wenn mein Schatz Hochzeit macht (Quando il mio amore andrà a nozze), il dolore per l’abbandono da parte della donna amata che sta convolando a nozze con un altro uomo si esprime attraverso un iniziale Schneller (Più rapido) che esprime l’agitazione dell’uomo per le imminenti nozze. Nell’ultima parte del Lied, marcata dall’andamento Sanft bewegt (Delicatamente mosso) quest’agitazione fa posto ad un’illusoria rappresentazione dell’ingresso della primavera tra rimpianti e ironia. Nel secondo Lied, Ging heut’ morgen übers Feld (Questa mattina andavo per i prati), nel quale appare un tema che Mahler utilizzò anche nella Prima sinfonia, è espresso il contrasto tra i ridenti e ottimisti messaggi della natura, rappresentati dal richiamo del cuculo, dal saluto del fringuello e dalla campanula, e la consapevolezza di una felicità definitivamente perduta. Le conseguenze di questo conflitto sono espresse nel terzo Lied, Ich hab’ ein glühend Messer (Ho un coltello rovente), nel quale il compositore afferma di avere un coltello piantato nel petto, mentre l’ultimo Lied, Die zwei blauen Augen (Gli occhi azzurri del mio tesoro, è una marcia funebre con la quale il viandante dà il definitivo addio al suo amore.
“Kindertotenlieder” (Canti dei bambini morti) per voce e orchestra su testi di Friedrich Rüchert
“Nun will die Sonn’ so hell aufgeh’n”  (E oggi il sole vuole ancora sorgere così splendente)

“Nun seh’ ich wohl, warum so dunkle Flammen” (Ora vedo bene perché fiamme così oscure)
“Wenn dein Mütterlein” (Quando la tua mammina)
“Oft denk’ ich, sie sind nur ausgegangen2 (Spesso penso siano solo usciti per una passeggiata)
“In diesem Wetter, in diesen Brausen” (Con questo tempo, in questa bufera)

Tra il 1901 e il 1904 Mahler, quasi presago del tragico e doloroso evento che lo avrebbe colpito qualche tempo dopo con la perdita della primogenita Maria stroncata nel 1907 dalla scarlattina, mise in musica sei poesie, fondendone due, tratte da una raccolta di ben 448 liriche, composte tra 1833 e il 1834 dal poeta Friedrich Rüchert. Nella raccolta, ispirata alla tragica morte dei due figlioletti di Rüchert, Ernst e Luise, l’amore paterno e il dolore si uniscono ad un senso di impotenza e ad una considerazione della vanità del mondo che perde ogni valore di fronte a tragedie così immani da lasciare l’animo umano nella disperazione più assoluta. Il sentimento di disperazione non è per nulla attenuato, ma, anzi, è acuito dalla dimensione memoriale capace di evocare i momenti felici passati con i propri figli; il poeta, infatti, non riesce a rassegnarsi all’immane tragedia e si rifugia nel pensiero illusorio che i figlioletti si siano allontanati soltanto per una passeggiata.
Tutti questi sentimenti sono sintetizzati nell’intelligente scelta antologica operata da Mahler che vide la sua prima esecuzione nella mitica Großer Musikvereinsaal di Vienna, il 29 Gennaio 1905. Nel primo Lied, Nun will die Sonn’ so hell aufgeh’n  (E oggi il sole vuole ancora sorgere così splendente), il sentimento dominante è quello della rivolta al pensiero che la vita possa continuare dopo una tragedia di così vaste proporzioni. La musica esprime questo sentimento con una raffinata ricerca timbrica che per l’impasto strumentale, costituito da arpa, campanelli e corno, sembra raggelare qualunque moto dell’anima e la stessa voce che si riduce all’afasia prima della ripresa. Di carattere evocativo è, invece, il secondo Lied, Nun seh’ ich wohl, warum so dunkle Flammen (Ora vedo bene perché fiamme così oscure), in quanto dietro l’immagine delle fiamme oscure si celano gli occhi dei fanciulli, premonitori della tragedia. L’anima del poeta trova un momento di pace quando gli sembra di riconoscere questi occhi nelle stelle del cielo. La musica segue perfettamente il testo con la sofferenza iniziale che cede il posto al canto appassionato quanto breve per ritornare alla cupa e drammatica atmosfera dell’inizio. Nel terzo e nel quarto Lied il poeta si abbandona all’illusione che i bambini siano ancora vivi e immersi nella vita familiare; in Wenn dein Mütterlein (Quando la tua mammina), infatti, la serenità di una melodia che sembra richiamare il gioco infantile contrasta i timbri agghiaccianti che prendono il sopravvento nel finale quando la presa di coscienza dell’illusorietà dell’immagine evocata sfocia in un grido disperato. Anche nel quarto Lied, Oft denk’ ich, sie sind nur ausgegangen (Spesso penso siano solo usciti per una passeggiata), prende corpo un’altra illusione, rappresentata con una nenia di sapore arcaico e riferibile al pensiero che i bambini siano usciti per una passeggiata e siano sul punto di tornare. Di carattere consolatorio è, infine, l’ultimo Lied, In diesem Wetter, in diesen Brausen (Con questo tempo, in questa bufera), il più complesso dal punto di vista formale. La rappresentazione della bufera iniziale, metafora delle tempeste in cui l’uomo si dibatte quotidianamente, dà vita, infatti, all’unico episodio sinfonico del ciclo; alla bufera si oppone un pensiero consolatorio che si fa strada nell’animo del poeta e lo conduce verso cieli più sereni e trascendenti, dove i bambini, ormai lontani dalla bufera del mondo, sono protetti dalla mano di Dio. Il canto si dispiega allora in una dolcissima ninnananna.
“Fünf Lieder nach Rückert” (Cinque Lieder da Rückert) per canto (baritono e contralto) e orchestra
“Ich atmet’ einen linden Duft”(Respiravo un dolce profumo)

“Blicke mir nicht in die Lieder” (Non spiare le mie canzoni)
“Ich bin der Welt abhanden gekommen” (Perduto ormai io sono per il mondo)
“Um Mitternach” (A mezzanotte)
“Liebst du um Schönheit?” (Mi ami per la bellezza?)

Docente di Lingue Orientali all’Università di Erlangen, prima, e di Berlino, poi, Friedrich Rückert fu un poeta particolarmente apprezzato dai compositori tedeschi dell’Ottocento. Alcune delle sue poesie, circa 488, la maggior parte delle quali fu pubblicata dopo la sua morte avvenuta nel 1866, ispirarono grandi compositori come Clara e Robert Schumann, Johannes Brahms e anche Gustav Mahler il quale nell’estate del 1901 compose su suoi testi ben sette Lieder di cui tre confluirono nei  Kindertotenlieder (Canti dei bambini morti), mentre gli altri quattro insieme a Liebst du um Schönheit? (Mi ami per la bellezza?), composto nell’agosto del 1902 per la moglie Alma, formarono questa raccolta che fu pubblicata nel 1905. Eseguiti per la prima volta a Vienna il 29 gennaio 1905 nel medesimo concerto in cui Mahler diresse anche i Kindertotenlieder, questi Lieder non costituiscono un ciclo unitario in quanto il compositore non solo non diede alcuna indicazione sull’ordine di esecuzione lasciando la scelta agli esecutori anche in relazione alla voce, baritono o contralto, ma decise di utilizzare un diverso organico orchestrale per ciascuno dei pezzi non legati nemmeno dal punto di vista contenutistico. In essi si evidenzia, infatti, una grande varietà di stati d’animo accomunati semplicemente da una visione distaccata della vita terrena.
Ich atmet’ einen linden Duft (Respiravo un dolce profumo), il cui testo verte attorno al profumo del ramo di tiglio, che, portato dall’amata, allontana ogni ricordo doloroso, presenta una scrittura di carattere estatico ad esso conferita anche dall’organico orchestrale particolarmente delicato (fiati solisti, arpa, celesta, violini e viole con sordina) nel quale mancano i violoncelli e i contrabbassi. Un carattere ironico presenta Blicke mir nicht in die Lieder! (Non spiare nelle mie canzoni!) nel quale il fluire del tempo viene rappresentato da uno scorrevole disegno di quartine di crome che avvolge il canto, una bellezza che, per rimanere intatta, non deve essere osservata. Un sentimento di distacco dalle cose terrene informa il Lieder Ich bin der Welt abhanden gekommen (Sono ormai perduto al mondo), certamente il più bello della raccolta grazie anche una scrittura che mostra evidenti legami con quella di Schubert soprattutto nella rappresentazione della figura del Viandante evocata  nella lirica. Um Mitternacht (A mezzanotte), il cui testo allude ad un topos della tematica del Viandante, quello della notte, come momento drammatico segnato dal terrore del giudizio di Dio, presenta toni più perentori grazie anche all’orchestrazione arricchita dalla presenza dei timpani e dal pianoforte. Liebst du um Schönheit (Se ami per la bellezza) è, infine, un omaggio alla moglie Alma.

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