“La Sagra del Signore della Nave” da Luigi Pirandello a Michele Lizzi

di Rita Capodicasa con la prefazione di Rino Caputo, Edizioni Sinestesie (2020)
Volume di 104 pagine, ISBN:
 978-88-31925-57-0
Docente di lettere nei licei e pianista, Rita Capodicasa è autrice di un interessantissimo e pregevole saggio che vede accomunati due suoi conterranei: il grande e famoso Luigi Pirandello e il meno noto al largo pubblico Michele Lizzi (Agrigento 1915 – Messina 1972). Legata ai due artisti dalla comune nascita agrigentina, Rita Capodicasa, che negli anni si è dedicata alla riscoperta di Lizzi interpretandone alcune composizioni pianistiche, si è soffermata sull’analisi della terza opera del compositore agrigentino, la Sagra del Signore della Nave, il cui libretto è tratto dall’omonimo atto unico di Pirandello che, a sua volta, è una trasposizione teatrale di una sua novella. Con la doppia competenza, musicale e letteraria, da lei posseduta, la studiosa, dopo un breve excursus sulle “incursioni musicali” di Pirandello, pone a confronto il testo narrativo con quello teatrale per sottolineare ciò che della novella è passato nell’atto unico e le differenze tra di loro intercorrenti, tra cui la perdita dell’io narrante a favore di una collettività che racconta se stessa. Sempre con rigore scientifico la Capodicasa pone a confronto il testo pirandelliano con il libretto ricavato dallo stesso Lizzi il quale, a giudizio della studiosa che si è basata sulle dichiarazioni dello stesso compositore, si è avvicinato alla  Sagra,  perché aveva compreso e sentito “propri in certo modo quei valori di atavica provenienza, che si rinnovano sempre attraverso le feste popolari con cui il passato si proietta,  in un continuo ritorno,  verso il futuro” (p. 35). Infine il saggio si conclude con una precisa, puntuale e approfondita analisi musicologica, corredata da esempi musicali esplicativi, dell’opera di Lizzi. Scritto con passione e in una prosa chiara, questo saggio ha il merito di riportare alla luce, dopo circa 50 anni dalla sua prima rappresentazione (Teatro Massimo di Palermo, 12 marzo 1971), un’opera purtroppo dimenticata, come il suo autore che, allievo di Ildebrando Pizzetti e di Mario Pilati, meriterebbe non solo maggiore attenzione ma di essere riscoperto.
Ottima la presentazione editoriale curata da Edizioni Sinestesie.
Il volume è scaricabile gratuitamente
da qui in formato e-book

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