Johann Sebastian Bach (1685–1750): “Sonatas for viola da gamba & harpshichord”

Johann Sebastian Bach (1685–1750): Sonata No.1 in G BWV 1027 for viola da gamba & harpsichord; Sonata No.2 in D BWV 1028 for viola da gamba & harpsichord; Sonata No.3 in G minor BWV 1029 for viola da gamba & harpsichord; Organ Trio Sonata No.3 in D minor BWV 527; Flute Partita in A minor BWV 1013: I. Allemande. Sarah Cunningham (Viola da gamba). Richard Egarr (Clavicembalo). T. Time: 65′ 16″. 1 CD AVIE AV2491
Opere di notevole fattura per la trama contrappuntistica a tre parti dal momento che le due mani del clavicembalo sono due voci indipendenti, le Sonate per viola da gamba di Johann Sebastian Bach, pur essendo scritte per uno strumento che nella prima metà del Settecento cominciava a divenire desueto, appaiono nella scrittura più moderne dei lavori originali del compositore di Eisenach per quel violoncello con il quale in tempi moderni sarebbero state spesso eseguite. Oggi la disponibilità di questi strumenti come di altri strumenti antichi ricostruiti sui modelli conservati ha permesso di dare la veste timbrica originaria a queste Sonate delle quali non si conoscono né la data di composizione né il loro primo destinatario. Se Christoph Wolff e alcuni musicologi hanno ipotizzato che queste sonate fossero state scritte, insieme alla maggior parte della musica da camera, nel periodo di Cöthen (1717-1723), altri ritengono, invece, che la loro composizione risalga al periodo di Lipsia, dove Bach era solito partecipare ai concerti del Collegium Musicum che si davano presso il Caffè Zimmermann. Altrettanto impossibile è cercare di ipotizzare chi fosse il primo destinatario di queste composizioni, dal momento che Bach ebbe modo di conoscere
nel corso della sua vita molti gambisti tra cui, nel periodo di Lipsia, Carl Friedrich Abel e Ludwig Christian Hesse. L’impossibilità di ricostruire la genesi di queste Sonate nulla toglie ad esse sul piano del loro livello artistico che ha uno  dei suoi momenti più qualificanti nella bellezza delle melodie dei movimenti lenti, in cui è possibile notare l’influenza dell’opera italiana. In questa interessante proposta discografica dell’etichetta AVIE queste Sonate costituiscono la parte principale del programma che è completato con le trascrizioni della Terza sonata a tre per organo in re maggiore BWV 527  e dell’Allemanda della Partita per flauto in la minore BWV 1013, realizzate da Sarah Cunningham la quale con la sua viola da gamba le interpreta insieme al clavicembalista Richard Egarr. In quest’incisione i due artisti mostrano un ottimo affiatamento e fanno ben emergere la trama contrappuntistica instaurando un dialogo tra le tre parti dei due strumenti. La Cunningham, che ha curato anche l’interessante Booklet, inoltre fa sfoggio di una cavata particolarmente intensa ed espressiva che le consente di far emergere il lirismo di alcune melodie bachiane.

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