“Uno, nessuno e centomila” al Quirino di Roma

 

Roma, Teatro Quirino Vittorio Gassman, stagione 2022/23
“UNO,NESSUNO E CENTOMILA”
di Luigi Pirandello
Vitangelo Moscarda PIPPO PATTAVINA
Dida ,moglie di Vitangelo Moscarda MARIANELLA BARGILLI
Quartorzo ROSARIO MINARDI
Il Giudice MARIO OPINATO
Firbo GIANPAOLO ROMANIA
Regia Antonello Capodici
Scene
Salvo Manciagli 
Musiche originali Mario Incudine
Costumi Sartoria Pipi
Produzione ABC Produzioni e ATA Carlentini
Roma,10 Gennaio 2023

Di ciò che posso essere io per me, non solo non potete saper nulla voi, ma nulla neppure io stesso.”
L.PIRANDELLO
Nuovamente in scena al Teatro Quirino di Roma (spettacolo già in programmazione nel 2021) UNO,NESSUNO E CENTOMILA di Luigi Pirandello per la regia di Antonello Capodici e le scene di Salvo Manciagli. Lo spettacolo che ha girato in questi anni tantissimi teatri in tutto il territorio nazionale viene riproposto al Quirino nel suo impianto originale senza particolari aggiunte rispetto al debutto pur mantenendo freschezza ed incisività. Anche la compagnia di attori è rimasta immutata. La trama della vicenda è nota a tutti sin dai tempi del Liceo. La scenografia di Salvo Manciagli è una grande scatola bianca e le varie ambientazioni sceniche prendono forma grazie ad ampie aperture laterali simili a saracinesche. Il vuoto è il vero protagonista assoluto, ma un vuoto profondo illuminato alle volte da stati di consapevolezza e da proiezioni. Le bellissime luci sono esattamente questi sprazzi visivi che portano all’autocoscienza e le proiezioni interiori sono le proiezioni sulle pareti di scena: alle volte colori e dimensioni emotive, alle volte paesaggi ed alle volte ancora ancoraggi di un passato lontano e più recente.Il racconto avviene attraverso una sequenza di flash-back narrati dal protagonista che sa intrecciare con assoluta efficacia riproponendo il testo di Pirandello nella sua più assoluta fedeltà.In altri termini come ci suggerisce Sandler siamo come imprigionati in tre stadi di coscienza esattamente come se contenuti in tre scatole; in maniera integrata alla scena il regista Antonello Capodici ci descrive attraverso i movimenti scenici e le atmosfere che cosa sono e cosa contengono queste scatole in tre momenti narrativi ben evidenti. Nella prima scatola, l’inconscio passato ha un contenuto orientato soltanto al passato e rappresenta il bambino dentro l’adulto (non a caso vengono ricordati nella prima parte i traumi infantili, la figura genitoriale e viene fatto dondolare in scena un cavallo di legno). Esso si situa fuori del campo esperienziale; è primitivo, ma non si limita alle pulsioni. Consiste di fantasie inconsce, con aspetti difensivi, di rassicurazione, di soluzione di problemi. I desideri che provengono dalla prima scatola sono perentori e diretti alla ricerca di soddisfacimento nell’ottica esclusiva del passato. In questa fase il protagonista pensa a se stesso in relazione al suo io più lontano e medita la propria estraneità all’immagine di sé. Nella seconda scatola, l’inconscio presente ha un contenuto orientato al presente. Contiene anch’essa fantasie inconsce, con aspetti difensivi, di rassicurazione, di soluzione di problemi, ma tali fantasie qui sono sotto l’influenza delle richieste del presente, non più solo nell’ottica esclusiva del passato. In questa fase il protagonista pensa a se in quanto io presente e vivente in quel attimo e comincia ad agire:sfratta e poi consegna la casa a chi aveva sfrattato, decide di avere piena gestione dei suoi averi anche in contrasto con la moglie ed i dipendenti e cerca di plasmare e dare vita alle c forme di se stesso. La terza scatola è rappresentata dalla coscienza  che si situa e si apre nel mondo esterno, rendendo i propri confini permeabili (verso l’esterno). Questi confini però sono spinti fino all’eccesso e qui arriva l’ultimo atto di depersonalizzazione: ”muoio ogni attimo,io,e rinasco nuovo e senza ricordi:vivo e intero,non più in me,ma in ogni cosa fuori.” Le musiche originali di Mario Incudine dai vaghi accenni un pò francesi ed un po’ siciliani hanno dato il giusto accento alle scene ed all’impianto registico aiutando la narrazione che alle volte poteva sembrare frammentaria ad amalgamarsi e addolcire gli improvvisi stacchi nei dialoghi. Pippo Pattavina nella sua straordinaria interpretazione ha dato immediato risalto alla dicotomia tra Vitangelo Moscarda e Gengè,due forme di un unico individuo come rappresentassero due facce di una medaglia che tutti noi in un modo o in altro conserviamo gelosamente e con dolore nelle nostre vite.In una lettura prettamente psicanalitica possiamo certamente riscontrare tratti ossessivi e narcisistici ma dietro ad un’etichetta c’è un elemento che emerge come già accennato con forza:il vuoto.Un vuoto scavato a fondo da pensieri ripetitivi così forti che spingono a chiedersi da cosa nascano l’uno e l’altro e come siano legati vuoto e pensiero. L’attore è un professionista elegante ed ha per doti ed esperienza una grande forza scenica:sa giocare con il fiato, con i silenzi e sa giocare con il suo registro regalando al personaggio anche tratti spesso non solo drammatici ma anche buffi.Un attore che si consuma sul palco e che sa in un crescendo arrivare al cuore del personaggio ed al pubblico. Mariangela Bargilli nei panni della moglie di Gengè (interpreta anche il ruolo dell’amica quasi amante Anna Rosa) riesce a non essere travolta dalla bravura del collega offrendo una recitazione sicuramente ben guidata dalle scelte registiche ed anche interessanti in termini di accento (soprattutto nella seconda parte dello spettacolo) anche se alle volte sembra mancare di spontaneità e risulta alquanto meno disinvolta nel riempire fisicamente gli spazi intorno alla sua recitazione. Una prova comunque che ha portato nel complesso buonissimi risultati. Geniale la scelta di rendere quasi fumettistici i caratteri dei personaggi comprimari: ottimo il lavoro di Rosario Minardi (Quartorzo), bravissimo Giampaolo Romania (Firbo) e bene Mario Opinato (Giudice). Il pubblico non troppo coinvolto e veramente in maniera inspiegabile anche trattenuto ha saputo comunque regalare applausi a tutti gli interpreti. Lo spettacolo sarà in scena sino al 15 gennaio.

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