Joyce DiDonato in “Eden” al Teatro Real di Madrid

Madrid, Teatro Real, Temporada 2022-2023
“EDEN”
Soprano Joyce DiDonato
Direttore Maxim Emelyanychev
Il Pomo d’Oro
Pequeños Cantores de la JORCAM
Madrid, 5 giugno 2023
Quello di Madrid è il trentesimo concerto del progetto “Eden”, lo spettacolo vocale che ambisce ricreare uno spazio paradisiaco in tempi difficili, e diffonderlo per tutto il mondo grazie alla forza della musica. Artefice e protagonista assoluta di questo recupero edenico è la voce di Joyce DiDonato, impegnata in una sorta di lunghissima scena lirica, che collega senza interruzione quattro secoli di musica vocale e strumentale, dalla Sonata enharmonica di Giovanni Valentini (1582-1679) a The First Morning of the World di Rachel Portman (nata nel 1960). Il complesso del Pomo d’Oro, diretto da Maxim Emelyanychev, che siede anche al clavicembalo, accompagna il soprano con sonorità trasparenti, ma caricando di “affetti musicali” tanto le pagine dei melodrammi barocchi di Mysliveček (Adamo ed Eva, «Toglierò le sponde al mare»), Cavalli (La Calisto, «Piante ombrose»), Gluck (Ezio, «Misera, dove son!… Ah! Non son io che parlo») e Händel (Theodora, «As with rosy steps the morn») quanto i Rückert-Lieder di Mahler o The Unanswered Question di Ives. Mentre canta attorno a un podio circondato di elementi frammentari, il soprano li raccoglie e li ricompone, dando loro la forma di un doppio circolo. I due anelli iniziano poi a muoversi per conto loro, simulando naturalmente i moti celesti e la perfezione delle loro dinamiche, e rispecchiando così le armonie musicali che si vanno succedendo, brano dopo brano. La voce della DiDonato colma di vitalità lo spazio sonoro del paradiso in costruzione: una voce dagli armonici poderosi, dai registri solidi e dalle molteplici inflessioni, giusta l’estetica musicale barocca, che permea l’intero programma (anche quando l’autore del brano si chiama Aaron Copland), ma lontano da qualsivoglia cliché belcantista. Più che l’abbellimento o il virtuosismo, sono il respiro, la dizione, l’emissione arrotondata ed espressiva di ogni suono o di un singolo comparto sonoro, a determinare lo stile esecutivo. Del resto, non si tratta di un recital né di un’antologia del repertorio personale; al contrario, le pagine sono collegate tra loro con arte centonaria, che obbedisce a esigenze drammaturgiche. La storia di un essere umano che rivive la prima mattina del mondo, per poi rientrare serenamente nella natura che lo aveva generato, si conclude con armonie mahleriane, che rendono ragione della profondità del progetto. Ma la generosa Didonato condivide subito la scena con trentacinque voci bianche: quelle dei Pequeños Cantores de la Joven Orquesta y Coro de la Comunidad de Madrid (JORCAM), che dal 2010 costituiscono il coro di voci bianche del Teatro Real. In ogni città in cui il progetto Eden transita, infatti, la Didonato cura un workshop con un complesso vocale, che poi si esibisce insieme a lei sul palcoscenico, con brani che evocano i semi della speranza, gli alberi della libertà, gli animali del bosco con i loro suoni e richiami. E così, i bambini che attorniano il soprano – tutti sorridenti, emozionati, felici di cantare – sembrano davvero gli abitanti di un paradiso che, grazie all’arte, è possibile ritrovare e in cui si vorrebbe rimanere per sempre.   Foto Javier del Real © Teatro Real de Madrid