Staatsoper Stuttgart: “La Sonnambula”

Staatsoper Stuttgart, Stagione 2023/24
“LA SONNAMBULA”
Melodramma in due atti con libretto di Felice Romani, basato sul balletto-pantomima La sonnambule, ou l’arrivée d’un nouveau seigneur di Eugène Scribe
Musica Vincenzo Bellini
Il conte Rodolfo ADAM PALKA
Teresa HELENE SCHNEIDERMAN
Amina CLAUDIA MUSCHIO
Lisa CATRIONA SMITH
Elvino CHARLES SY
Alessio ANDREW BOGARD
Un notaio RUBÉN MORA
Orchestra e Coro della Staatsorchester Stuttgart
Direttore Andriy Yurkevych
Maestro del Coro Bernhard Moncado
Regia e Drammaturgia Jossi Wieler, Sergio Morabito
Scene e Costumi Anna Viebrock
Luci Reinhard Traub
Ripresa dell’ allestimento andato in scena nella stagione 2011/12
Stuttgart, 7 luglio 2024
Con la ripresa della produzione di Sonnambula ideata nel 2012 da Jossi Wieler e Sergio Morabito si è conclusa la stagione della Staatsoper Stuttgart. Questa messinscena del capolavoro di Bellini ottenne un grande successo alle sue prime apparizioni, oltre a diversi premi, e fu anche esportata in altri teatri. Per me invece si tratta di una lettura scenica che non sono mai riuscito a farmi piacere e questa riproposizione non mi ha fatto cambiare opinione, anche se la regia è stata ripulita di alcune tra le più grosse volgarità presenti nella concezione originale. A parte la povertà estetica di una scenografia decisamente poco attrattiva da guardare, l’ idea di presentare Amina come una ragazza afflitta da disturbi mentali non è del tutto priva di senso, ma la condotta scenica generale contrasta in maniera stridente con una musica dal tono generale di puro idillio romantico che dovrebbe evocare un’ atmosfera simile a quella dei grandi balletti romantici come Les SylphidesGiselle e il Lago dei Cigni. Le affinità stilistiche tra alcuni aspetti dello stile musicale di Bellini con quello di Chopin, presenti nella Sonnambula in modo molto evidente, sono state già messe in evidenza da molti studiosi autorevoli e ridurre tutta la vicenda a una sagra paesana in stile Oktoberfest, con i tavolini e le panche da Biergarten spostati dai coristi causando un forte rumore che disturba gravemente la musica, non aiuta a mettere in risalto gli aspetti principali di questa partitura delicata e tutta tenuta su colori al pastello. In ogni caso, si tratta di un  personale parere che può essere anche discusso. Quello che, sempre secondo noi, è del tutto inaccettabile in questa messinscena è il modo in cui viene resa la scena finale, in cui Amina appare con addosso una camicia di notte macchiata di sangue e si contorce dal dolore come se avesse appena abortito. Qualcuno potrà anche ritenere interessante questa interpretazione, a nostro parere è solo una grave caduta di gusto che si poteva e doveva evitare.
Per quanto attiene alla parte musicale, la guida d’ insieme era affidata ad Andriy Yurkevich, direttore ucraino da tempo residente in Italia. Si tratta di un maestro di grande esperienza, che in questa esecuzione ha realizzato molto attentamente tutti gli accompagnamenti orchestrali, soprattutto nei momenti in cui Bellini mette i cantanti in grossa difficoltà a causa dello strumentale ridotto al minimo, e ha evidenziato molto bene lo sviluppo drammatico della vicenda. Parlando della compagnia di canto, il pubblico della Staatsoper Stuttgart attendeva con impazienza il debutto di Claudia Muschio nel ruolo di Amina. e questa recita ha segnato la consacrazione definitiva della ventottenne cantante bresciana, che con le sue belle interpretazioni ha guadagnato la stima e la considerazione degli spettatori abituali del teatro. Con la sua voce dolce dai toni vellutati, messa in rilievo da una preparazione tecnica eccellente, Claudia Muschio ha tratteggiato un’ Amina dal carattere ritroso e fragile, con un’ intensità espressiva che aveva il suo culmine nella scena finale dove il giovane soprano con il suo perfetto legato e la precisione impeccabile della coloratura nella cabaletta ha trascinato all’ entusiasmo il pubblico, che ha reagito con una vera e propria standing ovation a un’ esecuzione notevolissima per la maturità espressiva dimostrata dalla cantante italiana. Anche gli altri componenti del cast hanno fornito una prestazione di ottimo livello. Il giovane tenore canadese Charles Sy, anche lui diplomato come Claudia Muschio dall’ Opernstudio, ha realizzato con sufficiente sicurezza tutti i passaggi difficili del ruolo di Elvino, anche se la voce tende un po’ a stringersi nelle note alte. Il basso polacco Adam Palka, una tra le migliori voci dell’ ensemble di Stuttgart, ha realittato una notevole caratterizzazione del Conte Rodolfo, cantando con un fraseggio molto ispirato la celebre aria “Vi ravviso o luoghi ameni”. Eccellente è stato anche il contributo di Catriona Smith e Helene Schneiderman, due voci storiche della Staatsoper, nei ruoli di fianco di Lisa e Teresa. Il successo è stato intensissimo per tutti, con un vero e proprio trionfo per Claudia Muschio. Foto Martin Sigmund