Johann Sebastian Bach (1685 –1750): Partita No. 6 in E minor BWV 830; Chaconne from Partita No. 2 in D minor BWV 1004; Chromatic Fantasia and Fugue in D minor BWV 903. Lea Suter (clavicordo). Registrazione: 25-27 giugno 2024 presso la Konzerthaus der Abtei Marienmünster. T. Time: 54‘02. 1 CD MDG LC 06768
“Lo strumento preferito da Bach era il clavicordo. Dei cosiddetti «Flügel» disse che, quantunque anch’essi si prestassero ad una notevole varietà di espressioni, secondo lui non avevano anima ed i fortepiani erano ai suoi tempi ancora troppo poco perfezionati e troppo pesanti per soddisfarlo completamente. Considerava perciò il clavicordo come il miglior strumento sia per lo studio, sia, in generale, per la musica in famiglia. Sul clavicordo gli riusciva più facile esprimere i suoi pensieri più delicati e non credeva di poter ottenere su un clavicembalo o un fortepiano le molteplici sfumature del suono, realizzabili invece sul clavicordo, strumento certo non molto sonoro, ma nei suoi limiti estremamente malleabile”.
Quanto affermato da Forkel, nella sua biografia di Bach realizzata grazie alla testimonianza di Carl Philipp Emanuel, mostra l’alta considerazione del compositore di Eisenach per il clavicordo, strumento particolarmente amato, del resto, anche dal figlio il quale nel suo Saggio di metodo per la tastiera, sentenziò: “è dunque sul clavicordo che si può meglio giudicare chi suona uno strumento a tastiera”. In base a queste considerazioni è di particolare interesse la presente proposta discografica dell’etichetta tedesca MDG che propone l’ascolto di due capolavori di Bach per strumento a tastiera (la Sesta partita in mi minore e la Fantasia e Fugue in re minor BWV 903) e uno per il violino, la famosa Ciaccona dalla Seconda partita per violino solo, che, comunque, ha avuto e ha, ancora oggi, una vita anche sugli strumenti a tastiera e, in particolar modo, sul pianoforte grazie alla celebre trascrizione di Ferruccio Busoni. In questo caso, questo brano, il cui originale caratterizzato da doppie corde si presta a un’esecuzione su uno strumento a tastiera, è eseguito sul clavicordo, strumento che, per la verità, appare forse più vicino all’intenzione originaria di Bach, in quanto capace, come il violino, non solo di tenere i suoni, ma anche di “vibrare”. Questo repertorio è magistralmente eseguito da Lea Suter la quale, su una copia di un Adlung realizzata nel 2002 da Joris Potvlieghe, sfoggia sia una solida tecnica sia un bel tocco che le permette di evidenziare bene la polifonia costitutiva di alcuni brani, come la fuga della Fantasia cromatica, e di alcuni passi, ma anche il carattere espressivo di altri più lirici, come la bellissima Sarabanda della Sesta partita.
Johann Sebastian Bach: “Partita in mi minore”, “Ciaccona in re minore” e “Fantasia cromatica e fuga” in re minore