Le Cantate di Johann Sebastian Bach: “Geschwinde, ihr wirbelnden Winde” BWV 201

Nel 1729, Bach assunse la direzione musicale di una serie di concerti a Lipsia noti come Collegium Musicum, un termine generico utilizzato in Germania per indicare concerti (generalmente) semiprofessionali e spesso informali, normalmente basati sulla produzione musicale degli studenti. All’epoca di Bach esistevano due organizzazioni di questo tipo, quella in cui fu coinvolto era stata fondata da Telemann nel 1702. Questi concerti prevedevano generalmente l’esecuzione di opere strumentali e  (i suoi concerti per tastiera erano destinati al Collegium Musicum) e di opere vocali profane di piccole dimensioni. Per occasioni importanti venivano invece eseguite opere più ampie. A questa categoria   rientra la Cantata profana n. 201 (“Rientrate, o venti turbinosi” o “Il combattimento tra Febo e Pan”) composta nello stesso anno in cui Bach assunse la direzione. Il  testo, un adattamento di un episodio delle Metamorfosi di Ovidio, è di Picander, pseudonimo del poeta Christian Friedrich Henrici con il quale Bach aveva avviato un proficuo periodo di collaborazione che porterà alla produzione delle Passioni di San Matteo e San Marco, ma anche svariate cantate sacre e profane. La designazione della partitura come dramma per musica è rivelatrice, in effetti, come altre cantate profane di Bach, “Febo e Pan” potrebbe essere considerata un’opera in miniatura, la più vicina a un genere che il compositore non ha mai esplorato. La trama, probabilmente ricca di allusioni contemporanee, prevede una satira poco velata sulla scarsa qualità della musica e del canto. Febo e Pan si arrabbiano a vicenda con pretese di superiorità vocale. Il loro litigio viene interrotto da Momus (soprano), che si prende gioco di Pan. Alla fine Mercurius (contralto) propone una gara di canto, aperta da una bellissima aria per Phoebus. Pan, al contrario, si rende ridicolo grazie all’uso di cliché e di uno stile che allude alla semplice musica galante in voga all’epoca. I due giudici che hanno distaccato i concorrenti (Tmolus per Febo, Mida per Pan) si pronunciano entrambi a favore dei loro committenti. La decisione palesemente assurda di Mida gli vale un paio di orecchie d’asino (e un meraviglioso raglio nell’accompagnamento!) che si aggiungono al berretto da sciocco del suo campione. Il coro iniziale (Nr.1), con una ricca e vorticosa strumentazione vorticosa, traduce quello che esprime il testo. Il primo recitativo (Nr.2) ci mostra Febo e Pan (entrambi bassi) che discutono, mentre Momus (soprano) agisce come voce della saggezza. Momus segue con una bella ma semplice aria, accompagnata dal solo Continui, che prende in giro Pan. Mercurio (contralto) si unisce al divertimento nel recitativo successivo (Nr.4), suggerendo a Pan e Febo di scegliere un giudice e di tenere un contesto. Febo sceglie Tmolo (tenore) e Pan Mida (anch’egli tenore). Inizia la gara! Phoebus inizia con una splendida aria che elogia il “bel Giacinto”, descrive così la sublime profondità del suo animo.  La replica di Pan consiste in una brillante (ma meno raffinata) aria Zu Tanze, Zu Sprunge (Nr.7) che deride “l’oscura e malinconica” musica dell’altro. Immediatamente Timolus proclama Febo vincitore: Pan ha delle belle melodie, ma che quella di Febo è “nata dalla grazia stessa” (Nr.9). L’opinione di dissenso di Mida, non suscita grandi consensi, poiché tutti gli danno subito addosso e lo puniscono con un paio d’orecchie d’asino. Mercurio conclude la gara con un’aria riflessiva (Nr.13) che ammonisce coloro che non sanno nulla a non giudicare. In quest’aria spicca l’accompagnamento di straordinaria bellezza di una coppia di flauti. Il recitativo di Momus congeda Mida con una paternalistica pacca sulle spalle e invita Febo a “riprendere in mano la lira”. La partitura si chiude con un Coro che inneggia all’arte di Apollo.
Nr.1 – Coro
Rientrate o venti turbinosi tutti insieme nelle vostre caverne! Cosicchè il canto lontano si confonda con l’eco rendendo felice il cielo.
Nr.2 – Recitativo (Bassi e Soprano)
Febo
E tu saresti così arrogante da affermare
in mia presenza che il tuo canto è più bello del mio?
Pan
Come osi farmi una tale domanda?
L’intera foresta ammira le mie melodie; il coro delle ninfe,
che usano durante le loro danze il flauto a sette canne da me
creato, non possono che confermare che Pan canta meglio
di ogni altro.
Febo
Per le ninfe tu puoi andar bene, tuttavia, se vuoi essere gradito agli dei,
il tuo flauto non basta.
Pan
Appena il mio suono riempie l’aria si muovono le montagne, gli animali ballano, le fronde oscillano e sotto le stelle inizia una danza incantevole: gli uccelli si avvicinano a me e da me vogliono imparare a cantare.
Momus
Eilà! Udite ora Pan, il grande maestro cantore!
Nr.3 – Aria (Soprano)
Amico, quello è solo il vento!
Colui che si vanta e non ne ha i mezzi, che crede vero solo quello che vede, che gli sciocchi sono saggi, che la fortuna stessa è cieca. Amico, quello è solo il vento
Nr.4 – Recitativo (Contralto, Bassi)
Mercurio
Che bisogno c’è di litigare? nessuno di voi si riterrà inferiore all’altro. dopo aver riflettuto un po’ mi sembra che dobbiate scegliere un uomo che possa dare un giudizio di voi due punto, vediamo, chi potrebbe essere?
Febo
Timolus sarà il mio giudice.
Pan
E Mida io lo sarà per me.
Mercurio
Allora venite brava gente, Ascoltate bene e giudicate chi sarà il migliore.
Nr.5 – Aria (Basso/Febo)
Con tanto desiderio io avvolgo le tue guance, gentile e bel Giacinto, e i tuoi occhi vorrei baciare poiché sono le mie stelle del mattino e il sole della mia anima.
Nr.6 – Recitativo (Soprano, Basso 1)
Momus
Pan, Prepara la tua gioia e sentiamo le tue risonanti melodie.
Pan
Farò del mio meglio per mostrarmi più splendido Di Febo.
Nr.7 – Aria (Basso 2)
Pan
È
la danza e i salti che commuovono il cuore. Quando invece il canto è troppo triste e la bocca rimane stretta nel cantare, allora nessuna gioia si risveglia.
Nr.8 – Recitativo (Contralto, Tenore 1)
Mercurio
Allora giudici, il vostro parere!
Timolus
Il mio giudizio non è difficile! La verità è ovvia: nessuno tranne Febo dovrebbe vincere il premio! Pan canta per la foresta, senza dubbio piace molto alle ninfe, ma il suo flauto non potrai mai essere valutato tale da eclissare il canto di Febo.
Nr.9 – Aria (Tenore 1)
Febo, la tua melodia è nata dalla grazia in persona. E chi comprende questa arte, la meraviglia dei suoni, si perderà in estasi.
Nr.10 – Recitativo (Basso 1, Tenore 2)
Pan
Su Mida, Dimmi dunque come sono stato io!
Mida
O Pan, quanto mi hai allietato! Il tuo canto mi ha tanto impressionato che me lo ricordo dopo averlo ascoltato soltanto una volta. Andrò nella campagna ad insegnarlo agli alberi. Febo ha troppo esagerato. Solo la tua, la più bella bocca, ha cantato soavemente e senza sforzo.
Nr.11 – Aria (Tenore 2)
Pan è un maestro, ricordatelo bene!
Febo ha perso la competizione perché le mie stesse orecchie mi dicono che Pan canta con incomparabile bellezza.
Nr.12 – Recitativo (Soprano, Contralto, Tenori, Bassi)
Momus
Ma come, Mida, sei pazzo?
Mercurio
Cosa ti ha fatto perdere i sensi?
Timolus
Ho sempre pensato che tu fossi uno sciocco!
Febo
Dimmi, cosa farò di te? Ti trasformerò in un corvo oppure ti scorticherò?
Mida
Oh! Ti prego non tormentarmi, così solo perché le mie orecchie mi hanno tradito!
Febo
Allora da questo momento avrai le orecchie di un asino.
Mercurio
Questo è il premio che merita l’ambizione sciocca.
Pan
Ahimè! perché mi sono messo in questa situazione senza riflettere?
Mida
Quanto mi spiace di aver accettato questo compito.
Nr.13 – Aria (Contralto)
Chi è gonfio di orgoglio e con poco cervello finisce per sopportarne le conseguenze. Colui che non sa navigare e prende in mano il timone, annegherà nel ridicolo e nel disprezzo.
Nr.14 – Recitativo (Soprano)
Momus
Ora caro Mida torna nella tua foresta e consolati che ci sono tanti sciocchi come te. La follia e l’assurdità saranno ora i vicini della saggezza. Chi emette un giudizio senza riflettere bene appartiene alla tua classe.
Febo, prendi ancora la tua lira., niente è più bello del tuo canto!
Nr.15 – Coro
Dilettate il cuore, o corde gentili, suonate con arte e con bellezza. Siano maestri oppure principianti, persino gli dei rimarranno incantati dei dei tuoi dolci suoni.