Roma, Teatro dell’Opera di Roma
La stagione 2025/26 è un “Doppio Sogno” tra tradizione e sperimentazione
Roma, 15 luglio 2025
S’intitola Doppio Sogno la stagione 2025/26 del Teatro dell’Opera di Roma, un omaggio al racconto di Schnitzler dove immaginazione e realtà si intrecciano, simbolo di un’identità teatrale che unisce utopia e concretezza. Un programma vasto e ambizioso, che include 14 titoli d’opera, 8 balletti, 4 concerti, una tournée internazionale all’Expo di Osaka e sei produzioni al Teatro Nazionale, configurandosi come una delle stagioni più articolate della recente storia della Fondazione. L’apertura è affidata a Lohengrin di Wagner, di ritorno al Costanzi dopo 50 anni, nel debutto wagneriano di Michele Mariotti, Damiano Michieletto e Dmitry Korchak, in un nuovo allestimento coprodotto con Valencia e Venezia. Segue La bohème nella rilettura impressionista di Davide Livermore, per la prima volta al Costanzi, con Carolina López Moreno, Maria Agresta e Nadine Sierra nei panni di Mimì. Tra le novità spicca Inferno di Lucia Ronchetti, in prima assoluta con la regia di David Hermann e i costumi firmati Maria Grazia Chiuri. Ritorna Ariadne auf Naxos di Strauss, assente da 35 anni, diretta da Maxime Pascal, ancora con Hermann alla regia. Il trionfo del Tempo e del Disinganno di Händel debutta invece al Costanzi con l’allestimento televisivo di Robert Carsen, già visto a Salisburgo. Evento di rilievo sarà anche la prima romana di Roméo et Juliette di Gounod, con la regia di Luca De Fusco e un cast che comprende Vittorio Grigolo e Nino Machaidze. Il titolo inaugura un progetto triennale con il Teatro di Roma. Sul versante belcantista, Mariotti affronta per la prima volta Tancredi di Rossini con Carlo Vistoli e la regia di Emma Dante. La Traviata torna in grande stile con la regia di Sofia Coppola e i costumi di Valentino, protagoniste Ermonela Jaho, Nadine Sierra e Ekaterina Bakanova. Attesissima la prima italiana della storica produzione salisburghese delle Nozze di Figaro di Claus Guth, con Emmanuel Tjeknavorian sul podio. Chiude la stagione Falstaff di Verdi, diretto da Mariotti e messo in scena da Tatjana Gürbaca, al suo debutto italiano, con Luca Salsi nel ruolo del protagonista. L’impegno sul fronte della danza è altrettanto imponente. Si comincia con Lo schiaccianoci di Čajkovskij nella lettura incantata di Paul Chalmer, seguito da La Bayadère con Sae Eun Park e Paul Marque dell’Opéra di Parigi. Ritornano i Trittici Contemporanei, che vedranno protagonisti Neumeier, Godani, Millepied, Goecke, Robbins e Pina Bausch. Il Costanzi ospiterà inoltre Sogno di una notte di mezza estate di Balanchine per la prima volta, mentre al Teatro Nazionale si renderà omaggio ad Angelin Preljocaj. La stagione si arricchisce con produzioni di prosa e teatro musicale al Teatro Nazionale, come Tragùdia di Alessandro Serra ispirato a Sofocle, Soul Threads di Friedemann Vogel, e La vita nuda di Matteo D’Amico su testi di Pirandello. Da segnalare anche l’omaggio a Henze nel centenario della nascita con La piccola cubana ed El Cimarrón. Sul fronte sinfonico, quattro concerti arricchiscono la stagione. Si comincia con Alla corte dei re di Francia, concerto barocco diretto da Emmanuel Resche-Caserta. Tre appuntamenti sono invece guidati da Mariotti: Visioni d’addio con la Rebeka nei Vier letzte Lieder di Strauss, e le due versioni della Petite messe solennelle di Rossini, la seconda eseguita nella Basilica di San Vitale con un cast vocale che include Hasmik Torosyan, Carlo Vistoli e Dmitry Korchak. Significativa la trasferta a settembre all’Expo 2025 di Osaka con l’Orchestra dell’Opera di Roma, protagonista del concerto La grande Opera italiana patrimonio dell’umanità diretto da Francesco Ivan Ciampa. Altra data simbolica sarà il 1° novembre con una Tosca commemorativa per i 125 anni dalla prima rappresentazione, trasmessa in diretta su Rai 3, diretta da Daniel Oren, con Eleonora Buratto, Jonathan Tetelman e Luca Salsi. L’identità “diffusa” dell’Opera di Roma trova ulteriore slancio nelle attività sul territorio: OperaCamion, Linea Opera, Una notte a teatro e Cantamondo rafforzano la vocazione sociale e educativa del teatro. Nuove collaborazioni coinvolgono, tra gli altri, Teatro di Roma, Musica per Roma, EUR Culture, Romaeuropa Festival, il mondo accademico e l’ATAC. Sul piano produttivo, si conferma una rete internazionale di coproduzioni: oltre a Valencia e Venezia per Lohengrin e La bohème, anche Semperoper Dresden (Ariadne auf Naxos) e Salzburger Festspiele (Il trionfo del Tempo e del Disinganno). Importante il sostegno di mecenati come Banca del Fucino, Terna, BMW Roma e Aeroporti di Roma, così come dei soci Camera di Commercio e ACEA. A sostenere il “Doppio Sogno” – come sottolinea il Sovrintendente Francesco Giambrone – è un sistema teatrale che tiene insieme rigore artistico e visione sociale, tradizione e contemporaneità. Lo stesso Sindaco Roberto Gualtieri ha annunciato un investimento di 18 milioni e l’avvio dei lavori per la nuova sede della Scuola di Danza a Tor Marancia. Con 12 nuove produzioni, tre tournée, quattro concerti e un’espansione delle collaborazioni e dei progetti sul territorio, la stagione 2025/26 si preannuncia come un percorso artistico ricco e coerente, capace di coniugare sperimentazione e patrimonio, memoria e futuro. Qui per tutti i dettagli della nuova stagione.
Roma, Teatro dell’Opera: “Doppio Sogno” la nuova stagione 2025/2026