Roma, Teatro Vascello: “Rainbow” vince il Roma Fringe Festival 2025

Roma, Teatro Vascello
RAINBOW vince il ROMA FRINGE FESTIVAL 2025
Roma, 28 luglio 2025
Rainbow illumina il Roma Fringe Festival 2025 senza fare rumore, con la naturalezza delle cose inevitabili. Francesco Rivieccio, autore e interprete, porta in scena una storia che non ha bisogno di effetti: poche parole, pochi gesti, e quel silenzio denso che il teatro vero conosce bene. È il racconto di una famiglia, ma anche di una guerra che sembra non avere confini né ragioni. Una guerra che non appartiene ai manuali di storia, ma a quella zona sospesa in cui ci si accorge di combattere senza sapere perché. La giuria lo ha detto chiaramente: “Sembra un verso di De André”. E in effetti, guardando Rainbow, si ha la sensazione di ascoltare una ballata muta, dove i fatti non spiegano nulla ma lasciano intravedere tutto. Con questo linguaggio essenziale e preciso, Rivieccio si è aggiudicato il titolo di Miglior Spettacolo del Roma Fringe Festival 2025, conquistando la giuria all’unanimità. La compagnia porterà ora Rainbow in tournée per dodici repliche nella stagione 2025/2026 nei teatri del circuito Zona Indipendente, trasformando una vittoria in un viaggio. Ma il trionfo non si ferma qui: lo spettacolo ha ricevuto anche il Premio della Critica per «la capacità di comporre, con pochi segni scenici, un’affabulazione densa e misurata» e il Premio Alessandro Fersen, che celebra le opere capaci di guardare oltre il teatro stesso. Intorno a questo successo, il Fringe ha distribuito altri riconoscimenti che fotografano la varietà e l’audacia della scena indipendente: Miglior Regia a Tanto Ormai di Adriano Gardumi, Miglior Drammaturgia a Cawboys, Miglior Attrice a Manuela Fischietti, Miglior Attore a Vincenzo Ricca, Premio Speciale Off a Ludopazza, Premio Spirito Fringe ad Azione Immediata. Premi che più che classifiche somigliano a coordinate di una mappa in continuo movimento. A scegliere Rainbow è stata una giuria di spessore: Manuela Kustermann, Raffaella Azim, Pierpaolo Sepe, Giancarlo Fares, Valentino Orfeo e Pasquale Pesce per la Fondazione Alessandro Fersen. Per il Premio della Critica, invece, hanno deciso Katia Ippaso, Letizia Bernazza e Laura Novelli, tre sguardi che hanno riconosciuto nella semplicità dello spettacolo una densità rara. E poi c’è il contesto. Il Roma Fringe Festival, nato nel 2012 e diretto da Fabio Galadini, resta un festival che vive senza finanziamenti pubblici, sostenuto solo dalla fiducia ostinata di chi pensa che il teatro non debba essere un ornamento, ma una necessità. Galadini lo ha detto con parole semplici e dirette: «Sono sinceramente soddisfatto del livello altissimo di questa edizione. Il Fringe resta libero, radicale, vitale». In tempi in cui tutto sembra richiedere un ritorno immediato, il Fringe resiste come un gesto di lentezza e urgenza insieme. Così, mentre cala il sipario su questa edizione, Rainbow non è soltanto il titolo di uno spettacolo vincitore. È il segno di un teatro che non pretende di spiegare il mondo, ma sa restituirlo nella sua disarmante verità. E forse è per questo che, alla fine, si esce dal Vascello senza applausi fragorosi nella testa, ma con la sensazione sottile che qualcosa, nel silenzio, abbia cominciato a cambiare.