Spoleto, Festival dei Due Mondi: “Flux – Full Experience. Viaggio dei Due Mondi”

Spoleto, Festival dei Due Mondi
“FLUX – FULL EXPERIENCE. VIAGGIO DEI DUE MONDI”
Direttori creativi Maura Di Vietri, Ivan Taverniti
Coreografia Maura Di Vietri
Interprete Anastasia De Lucia
Narratrice Désirée Valdès
Musica Luca Maria Baldini
Luci Isadora Giuntini
Programmatori Alessandro Pregnolato, Isadora Giuntini, Jonathan Napolitano (Real Again)
Direttori di progetto Maura Di Vietri, Enrica Paltrinieri
Coordinatori di progetto/Art Directors Giulia Ferrando, Alessandro Galimberti, Elena Accenti
Supervisore personaggi e concept art Gloria Martinelli
Supervisore pre-produzione animazione creature Cristian Neri
Pre-produzione, Art team, Team produzione 3D/ Team di sviluppo VR experience Corsi accademici (anno 2022/2023) di concept, fumetto e animazione 3D della Scuola Mohole di Milano
Produzione Fattoria Vittadini
In collaborazione con Scuola Mohole
Progetto finanziato dal PNRR – Next Generation UE
Spoleto, Complesso Monumentale di San Nicolò, 11 luglio 2025
Era il 1992 quando nel suo romanzo di fantascienza Snow Crash Neal Stephenson immaginava un universo parallelo, nato dalla grafica per computer, a cui si poteva accedere da ogni parte del mondo tramite occhiali e auricolari, materializzandosi in corpi digitali definiti avatar. Un universo generato dal computer definito nel gergo di settore Metaverso, un mondo virtuale universale e immersivo che ai nostri giorni sta rimodellando il modo in cui ci rapportiamo agli altri e a noi stessi. Non poteva sfuggirgli la danza che nel suo processo di costituzione e definizione si è avvalsa di un corpo progressivamente sempre più tecnologico, pronto a sfidare le leggi della forza di gravità, né i coreografi nella loro opera di rilettura visionaria del mondo potevano evitare di confrontarsi con la realtà virtuale e la realtà aumentata. Nella sua peculiare attenzione per l’innovazione il Festival dei Due Mondi di Spoleto, giunto alla sua sessantottesima edizione, ha voluto proseguire l’esplorazione di esperienze immersive già tracciata negli scorsi anni con Le Bal de Paris di Blanca Li e Last minute del duo Adrien M & Claire B con FLUX – Full Experience ideato da Maura Di Vietri della Fattoria Vittadini. Qui l’apertura verso il nuovo si coniuga al recupero delle radici, grazie all’esperienza del viaggio sciamanico, antica tecnica che permette di esplorare mondi non ordinari attraverso stati di coscienza alterati alla ricerca del proprio animale-guida. All’ingresso con un rituale di presentazione viene spiegato agli spettatori come indossare i visori e una volta in sala ci si ritrova seduti in semicerchio, in attesa di partecipare ad un’esperienza dai connotati quasi magici. La scritta che compare davanti agli occhi è FLUX, e di un flusso propriamente si tratta che ci immerge in un paesaggio artificiale dove ammiriamo lo sfaldarsi delle rocce, l’emergere delle radici e di un albero dalla folta chioma, la luna e vari animali con cui si rapporta l’avatar dell’autrice in loro ascolto. Sui movimenti degli animali è stato condotto uno studio accurato, così come alla perfezione è stato riprodotto il corpo di Maura Di Vietri, studiato fin nei muscoli che determinano le espressioni del viso. Come da lei raccontato alla fine dello spettacolo, molto importante nella sua vita era stata la lettura di Donne che corrono coi lupi di Clarissa Pinkola Estés, psicanalisi del femminile che ruota attorno all’intuizione della donna selvaggia, materna e ferina al tempo stesso. Durante un personale viaggio sciamanico, all’autrice si era presentata la figura della civetta, elegante rapace dagli occhi giallo intenso e dall’intenso piumaggio maculato. Un simbolo di chiaroveggenza, il cui sguardo acuto penetra il buio, sfidando la notte, la morte e la passività. Altrettanto penetranti sono gli occhi dell’autrice del pezzo immersivo, formatasi nella scuola di Paolo Grassi, aperta all’esperienza del corpo che esce da sé, capace di trasformarsi pienamente nell’essere scenico. Dopo l’incontro con la lepre, col cervo, col lupo, dopo la visione delle lucciole, ecco l’incontro con il proprio animale guida e che dà luogo ad una piena fusione tra uomo e animale. Il risultato è una figura quasi mitologica ondeggiante nello spazio virtuale, che ci lascia incantati per poi riportarci alla realtà rituale della sala, dove l’interprete Anastasia De Lucia con grande generosità si dona al pubblico nel suo flusso di movimenti. In una posizione accovacciata, scompone dapprima solamente le spalle, poi le braccia, le mani ed il resto del corpo, riproducendo l’esperienza da noi affrontata grazie ai visori. Il suo corpo vestito da una velata tutina si illumina grazie a delle tinte fluorescenti che riflettono delle speciali luci catturando la nostra entusiastica attenzione. Musica elettronica, fruscii ed una voce, che ci ricorda il passaggio dagli stimoli esteriori alla realtà dell’anima. L’interprete entra in connessione con lo spazio da noi abitato, e ruotando alle nostre spalle entra in contatto con noi con una carezza ed il sorriso. Il corpo si abbandona alla pienezza del movimento, rifiutando la perfezione tecnologica e vivendo uno stato di semi-trance. Infine, avanza, ci viene incontro, e poi improvvisamente si volta indietro, procedendo verso l’oscurità. Un’esperienza che nell’abbracciare il futuro tecnologico si rivela introspettiva, facendoci riscoprire le sfumature animali dell’anima e del corpo, in una universalità che ci abbraccia inquietandoci, ma facendoci al contempo sentire al sicuro. Foto Andrea Veroni