102° Arena di Verona Opera Festival 2025
Orchestra della Fondazione Arena di Verona
Violino Giovanni Andrea Zanon
Regia Marco Balich
Direzione creativa e Artistica Stefania Opipari, Claudio Sbragion
Direzione Artistica Contenuti Video Rino Stefano Tagliafierro
Design Contenuti Video Moving Dots
Antonio Vivaldi: Concerti “Le quattro stagioni” da Il Cimento dell’armonia e dell’invenzione op. 8; Concerto in mi bemolle maggiore op. 8 n. 5 “La tempesta di mare”
Verona, 27 agosto 2025
Dopo lo straordinario successo dello scorso anno, Fondazione Arena ripropone la serata Viva Vivaldi – Immersive Concert, esperienza musicale e visiva attraverso le suggestioni della natura e il meraviglioso spettacolo del Creato con le variazioni espressive date dal ciclo delle stagioni. Esperienza che non celebra solo la bellezza e la meraviglia del pianeta Terra ma che rivolge lo sguardo anche alla delicatezza dei suoi fragili ecosistemi che vanno difesi ad ogni costo per preservarne l’equilibrio. Un viaggio che prende in carico anche le nostre responsabilità per ricordarci l’impegno nelle sfide quotidiane che dobbiamo affrontare per risolvere le crisi ambientali e climatiche, l’inquinamento e le biodiversità compromesse. L’impegno,
per i governi, a trovare adeguate risposte ecologiche, sociali e politiche; l’invito, a ciascuno di noi, a meditare ciascuno sulle proprie abitudini personali e il loro impatto sull’ambiente. Un concerto in senso lato, più un itinerario guidato attraverso le stagioni, ognuna delle quali latrice di un messaggio che chiama l’uomo alla riflessione, alla contemplazione di quanto gli accade intorno mentre è impegnato nel logorìo della vita quotidiana. In tutto questo la musica secolare di Vivaldi era coadiuvata dalle suggestive videoproiezioni ad alta definizione di Moving Dots, sotto l’attenta regìa di Marco Balich, e dagli effetti di Stefania Opipari, Claudio Sbragion e Rino Stefano Tagliafierro. Nulla dunque è mutato rispetto allo scorso anno, con gli archi dell’orchestra areniana (una quarantina, amplificati) ubicati dietro uno schermo semitrasparente sul quale venivano proiettate le immagini in movimento; l’esecuzione, senza direttore, era guidata dalla spalla dell’orchestra in concerto con
il solista. Giovanni Andrea Zanon, ormai consacrato nell’olimpo violinistico ha confermato, se mai ce ne fosse stato bisogno, un talento non solo tecnico e virtuosistico ma soprattutto sul piano sonoro con bellezza di suono e intesa perfetta con il Concertino e il Tutti. Da parte sua, l’ottima orchestra della Fondazione Arena ha dispiegato un suono corposo cercando un accompagnamento interattivo che lasciasse tuttavia ampio spazio alle variazioni e all’estro strumentale del solista. Ancora una volta di particolare intensità emotiva sono risultati i concerti “L’estate” (con il celebre Tempo impetuoso d’estate) e “L’inverno” con il famoso Larghetto accompagnato da una pioggia virtuale proiettata sullo schermo. Zanon non si accontenta di fornire un’esecuzione musicalmente ineccepibile ma la rinforza con una personale coreografia corporea, sì che il suo violino prende forma e vita arrivando ad una personificazione propria. Attraverso giochi dinamici ed agogici, il giovane artista veneto arricchisce l’interpretazione di alcuni elementi interpretativi come il barcollare del contadino ubriaco ne “L’autunno” o gli scivoloni sul ghiaccio ne “L’inverno”. Rispettando la
medesima scaletta già collaudata con successo, a chiusura del ciclo delle Stagioni il celebre Concerto in mi bemolle maggiore RV 253 La tempesta di mare accompagnato dalle suggestive videoproiezioni che hanno creato un drammatico quanto bellissimo effetto di onde impetuose della burrasca marina. Anche la concessione dei bis, generosa, ha ricalcato in tutto e per tutto quanto già visto nel 2024 con lo struggente ed intenso Salut d’amour di Elgar, il Carnevale di Venezia op. 10 di Paganini, il Larghetto invernale e il Tempo impetuoso d’estate. Pubblico vicino al tutto esaurito, entusiasta ed affascinato, che ha salutato con vibranti applausi ogni singolo movimento (anche perché gli spostamenti di Zanon da un punto all’altro del palcoscenico lasciavano dei vuoti sonori). C’è da pensare che questo appuntamento culturale ed artistico di suggestione tutta areniana diventerà un appuntamento tradizionale negli anni a venire. Foto Ennevi per Fondazione Arena.
102° Arena di Verona Opera Festival 2025: “Viva Vivaldi”