Le Cantate di Johann Sebastian Bach: nona Domenica dopo la Trinità

“Tue Rechnung! Donnerwort” BWV 168 è la terza e ultima Cantata bachiana per la nona Domenica dopo la Trinità. Su testo di Solomo Franck, la partitura venne eseguita la prima volta il 28 luglio 1725 e si è supposto si tratti di un rimaneggiamento di un precedente lavoro. La Cantata si compone di 3 arie, 2 recitativi e un Corale conclusivo. Due sole le citazioni bibliche, peraltro appena adombrate. La prima è quella che apre la Cantata “Rendimi i conti!” parola che si ispira al Vangelo del giorno, la parabola dell’amministratore ingiusto, nel movimento d’apertura (forse il più interessante dal punto di vista musicale) affidato al basso solista (Nr.1). I due recitativi (Nr.2 e 4) dipingono un’immagine della vita come un prestito che deve essere restituito nel giorno del giudizio e il Signore è la migliore scommessa per la restituzione. Le restanti due arie (Nr.3 e 5) vedono la voce del tenore  in una pagina in triplo tempo in forma di trio sonata, oboe d’amore solista e continuo. La quinta è un’aria/duetto per soprano e contralto solista su una linea di basso in tempo di “Passacaglia” nel continuo. Tue Rechnung! Donnerwort si conclude con un’austera armonizzazione corale per coro e orchestra completa colla parte. 
Nr.1 – Aria (Basso)
Rendimi i conti! Parola folgorante,
che spacca a metà le rocce,
parola che mi gela il sangue!
Rendimi i conti! Andiamo, anima mia!
Ah, devi restituire a Dio
i suoi beni, il corpo e la vita.
Rendimi i conti! Parola folgorante!
Nr.2 – Recitativo (Tenore)
È solo un bene in prestito
tutto ciò che ho nella mia vita:
spirito, vita, coraggio e sangue,
lavoro e rango sono doni del mio Dio,
che sono stato affidati
alla mia custodia da alte mani
affinché li amministri lealmente.
Ma ahimè! rabbrividisco
quando guardo nella mia coscienza
e vedo i miei conti così pieni di errori!
Notte e giorno
i beni che Dio mi ha affidato
ho sperperato incoscientemente!
Come posso sfuggire a te, Dio giusto?
Imploro gemente:
montagne, cadete! Voi colline, nascondetemi
dal giudizio di Dio in collera
e dallo splendore del suo volto!
Nr.3 – Aria (Tenore)
Capitale e interessi,
i miei piccoli e grandi debiti
dovranno un giorno essere calcolati.
Tutto ciò di cui sono debitore
è registrato nel libro di Dio
come con l’acciaio e il diamante.
Nr.4 – Recitativo (Basso)
Eppure, cuore impaurito, vivi e non disperare!
Vai con serenità al giudizio!
Se in coscienza sei convinto
di dover restare in silenzio,
osserva il tuo garante
che cancella tutti i debiti!
È tutto pagato e completamente ripianato
ciò che restava a debito sul tuo conto, o uomo;
il sangue dell’Agnello, o grande amore,
ti ha cancellato il debito
e riconciliato con Dio.
È tutto pagato, non devi più niente!
Eppure,
poiché sai
di essere amministratore,
stai attento e non dimenticare
di usare Mammona con prudenza,
facendo del bene ai poveri,
così potrai, quando il tempo della vita finirà,
riposare sicuro nelle dimore celesti.
Nr.5 – Aria/Duetto (Soprano, Contralto)
Cuore, spezza le catene di Mammona,
mani, distribuite il bene!
Rendete soffice il mio letto di morte,
costruitemi una solida dimora
che resti per sempre in cielo,
quando i beni terreni torneranno in polvere.
Nr.6 – Corale
Rendimi forte con il tuo Spirito di gioia,
guariscimi con le tue ferite, 
lavami con il sudore della tua agonia
nella mia ultima ora;
e infine, quando ti piacerà,
nella vera fede prendimi dal mondo
per unirmi ai tuoi eletti.
Traduzione Emanuele Antonacci