Niccolò Paganini (1782 – 1840): Cantabile in D major, Op. 17; Caprice in G Minor, Op. 1, No. 6 (Lento); Caprice in D Major, Op. 1, No. 20 (Allegretto); Caprice in A Major, Op. 1, No. 21 (Amoroso – Presto); Caprice in E Major, Op. 1, No. 1 (Andante); Caprice in E-flat Major, Op. 1, No. 17 (Sostenuto – Andante); Caprice in E Major, Op. 1, No. 9 (Allegretto); Caprice in C Major, Op. 1, No. 11 (Andante – Presto – Andante); Caprice in G Minor, Op. 1, No. 16 (Presto); Caprice in B Minor, Op. 1, No. 2 (Moderato); Caprice in B-flat Major, Op. 1, No. 13 (Allegro); Caprice in E-flat Major, Op. 1, No. 14 (Moderato); Caprice in E-flat Major, Op. 1, No. 23 (Posato); Caprice in F Major, Op. 1, No. 22 (Marcato); Caprice in G Minor, Op. 1, No. 10 (Vivace); Caprice in A Minor, Op. 1, No. 5 (Agitato); Caprice in C Major, Op. 1, No. 18 (Corrente – Allegro); Caprice in A Minor, Op. 1, No. 24 (Quasi Presto); Sonata a preghiera, Op. 24, MS 23, “Moses Fantasy”. Tomás Cotik (violino). Monica Ohuchi (pianoforte). Registrazione: 2023 presso la Lincoln Recital Hall, Portland State University (tracce 2-18), e Eliot Hall, Reed College (tracce 1 e 19), Portland, Oregon, USA. T. Time: 77′ 05″ 1 CD Centaur Records
“Questo Paganini è un uomo strano. È l’enigma più inspiegabile che si sia offerto agli uomini che si sono riuniti per divertirsi. Non c’è nulla di umano nella sua persona. […] Da parte mia ho sempre paura di quest’uomo, sia che egli venga a salutare la platea con quel sorriso di marmo freddo e pesante, sia che egli rompa le tre corde del suo violino suonando un capriccio fantastico del quale non ha mai dato conto, sia infine che si abbandoni liberamente e fieramente proprio a quella ispirazione galvanica che ci trovava muti e trasportati”.
In questo articolo, intitolato Paganini e Berlioz e pubblicato su «Le Journal des Débats» a firma di Jules Jamin, il 24 dicembre 1838, è contenuta una delle descrizioni più comuni di Niccolò Paganini, grandissimo virtuoso del violino, ma al tempo stesso figura leggendaria che sembrava non avere nulla di umano e tale da incutere paura. A creare questa immagine misteriosa, quasi demoniaca dell’uomo aveva contribuito non solo la sua vita avventurosa, ma anche il suo abito da concerto nero dalla testa ai piedi. Come musicista Paganini fu una delle figure più importanti del panorama musicale europeo della prima metà dell’Ottocento. La sua arte fu apprezzata da eminenti colleghi come Berlioz, che lo definì un genio, un Titano fra i giganti, Schubert, che paragonò il suo modo di suonare al canto degli angeli, e, infine, Liszt, che, chiamato lui stesso dai contemporanei il Paganini del pianoforte, si espresse a proposito del virtuosismo del musicista italiano come di un miracolo che il regno dell’arte ha visto una sola volta. Apice del virtuosismo violinistico sono i suoi 24 Capricci, composti tra il 1803 e il 1817 e pubblicati nel 1820, nei quali è possibile trovare un caleidoscopio delle tecniche violinistiche. In questo repertorio di picchettati, ricochet, ottave, decime e pizzicati con la mano sinistra, in questa proposta discografica dell’etichetta Centaur Records, a cimentarsi è Tomás Cotik che esegue, in modo impeccabile, 17 dei 24 Caprici, superando agevolmente le difficoltà tecniche che, anzi, risolve in modo estremamente musicale ed espressivo. Nel Cantabile in re maggiore Op. 17 e nella Sonata a preghiera Op. 24 sul tema della preghiera del Mosè di Rossini, Dal tuo stellato soglio, collocati rispettivamente ad apertura e a chiusura dell’album, sfoggia, inoltre, una cavata particolarmente espressiva. In questi due brani è ben accompagnato al pianoforte da Monica Ohuchi che non lo soverchia mai e lascia al violino la scena. Si tratta di un CD di piacevole ascolto nel quale è possibile gustare alcuni classici della letteratura violinistica.
Niccolò Paganini (1782 – 1840): “Capriccio”, Tomás Cotik, violino