Biblioteca dell’Istituto “Clemente Terni” di Firenze (11)
Editore LoGisma
Pubblicazione 2025
Pagine: 108
€18,00
ISBN: 9788894926958
Intorno a Pier Francesco Tosi si continua a scandagliare attraverso le varie fonti in quanto, ancora oggi, si registrano discordanze già a partire dalle notizie biografiche. Accade, per esempio, nelle diverse opinioni riguardo se sia stato o meno figlio del musicista bolognese Giuseppe Felice, accettare la data di nascita del 1654 a Cesena anziché il 1647 a Bologna, ecc.
Pur riferendoci ad una figura eclettica prevalgono due aspetti: quello ascrivibile alla musica practica e l’altro alla musica theorica mentre, come ricorda Costanza Redini, autrice del volume, per comprendere questo personaggio va considerata certamente la sua attività di cantante castrato ma anche quella di insegnante, compositore, teorico della musica, agente diplomatico, ecc.
Con questa pubblicazione si può affermare che finalmente si ritorna a parlare della personalità di Tosi non con notizie di seconda mano o ipotesi ma attraverso testimonianze più autentiche che sono contenute in un epistolario conservato presso il Museo internazionale e biblioteca della musica di Bologna (Fondo Gaspari, Ep. Cod. 62. P. 141). L’inserimento della riproduzione originale di alcuni documenti ci dà anche la misura dell’impegno e del taglio scientifico adottato dalla studiosa che così rende chiaro quanto la corrispondenza possa svelare dettagli importanti su eventi storici, modus operandi, sulle idee del tempo e degli ambienti frequentati dal musicista. Il corpus contiene sostanzialmente un certo numero di lettere a lui indirizzate dal 1695 al 1732 ma ci sono anche minute, copie autografe, et alia.
Redini, forte delle sue esperienze come cantante, musicologa e grafologa, si muove con cautela pur di offrire un apparato di tipo rigoroso aggiungendo indici, alcune note corpose, criteri di edizione e di trascrizione, offrendo – soprattutto allo studioso – non solo un sicuro ancoraggio alle fonti ma ne esplicita ogni aspetto pur di rendere più chiara la lettura dell’intero volume dalla quale poter indagare accedendo più direttamente ai pensieri, alle emozioni e opinioni di Tosi a tutto tondo.
Sfogliando l’Epistolario, parte centrale del lavoro, si scoprono una serie di relazioni intessute con personaggi che, per certi aspetti ed in una trasposizione più moderna, sembrano tableaux vivants ai quali è dato esprimersi solo attraverso la scrittura delle missive. Ne deriva che alla ‘staticità’ dei personaggi immersi nel loro tempo si aggiunge la dinamicità e l’espressività di un tipo di scrittura capace di coinvolgere più direttamente il lettore. Ecco, di volta in volta, comparire nomi di principi, marchesi, conti e contesse, baroni e altre figure che – grazie alle puntuali presentazioni in nota da parte della studiosa – sembrano assurgere a personaggi importanti ove ognuno si esprime con il proprio idioma (francese, italiano, spagnolo, etc.). In sostanza le fonti epistolari, oltre a riportare la provenienza del mittente, testimoniano le conoscenze tra il Nostro e la società che frequenta. Non sfugge inoltre qualche nominativo di musicista come emerge dalla lettera (Roma, 11 marzo 1724) del compositore Francesco Gasparini ove la citazione del fiorentino Giovanni Battista Rapaccioli è occasione per restituire all’attenzione di studiosi e lettori la figura di un cantante pressoché sconosciuto.
Di particolare rilevanza nel volume la parte relativa a Biografia e Luoghi. Vi si trovano gli esiti di studi biografici recenti su Tosi unitamente a confutazioni relative ad alcuni dati accennati all’inizio che trovano riferimenti in opere di studiosi come Charles Burney, Amintore Galli e Carlo Schmidl.
Scorrendo la pubblicazione si segnala inoltre un capitolo dedicato all’ Opinioni de’ cantori antichi e moderni, o sieno osservazioni sopra il canto figurato (Bologna, 1723) che se da un lato dichiara «il successo riscosso dal libro, testimoniato da alcune lettere dell’epistolario» dall’altro offre all’autrice la valutazione di una serie di riflessioni che la portano a percepire un personaggio, anche secondo il giudizio di Sergio Durante, dalla «scarsa erudizione che, proprio nella sua unica opera teorica, finisce per rivelarsi musicista essenzialmente pratico».
Inoltre, in Appendice, vi è la presentazione dell’aria Comincia a tormentarmi la cruda gelosia che fa parte di una raccolta manoscritta conservata alla British Library di Londra e, per finire, un’ampia Bibliografia. Consiglio, più che la lettura, lo studio di questo recente lavoro – inserito nella Collana «Biblioteca dell’Istituto ‘Clemente Terni’» – aggiungendo che oltre all’intenzione di Redini di «restituire la trascrizione di questo corpo documentale nella sua integrità, rendendolo più facilmente fruibile nonostante la difficoltà di lettura e di interpretazione», non si può tacere il contributo per aver dato voce al testo antico che, pur nel suo ‘silenzio’, parla dell’universo musicale di Pier Francesco Tosi.
Costanza Redini: Pier Francesco Tosi. L’epistolario