Oper Frankfurt, Stagione 2025/26
“PETER GRIMES”
Opera in un prologo e tre atti su libretto di Montagu Slater, dal poema “The Borough” di George Crabbe
Musica di Benjamin Britten
Peter Grimes ALLAN CLAYTON
Opera in un prologo e tre atti su libretto di Montagu Slater, dal poema “The Borough” di George Crabbe
Musica di Benjamin Britten
Peter Grimes ALLAN CLAYTON
John, a boy JAKOB FRITSCHI
Ellen Orford MAGDALENA HINTERDOBLER
Captain Balstrode NICHOLAS BROWNLEE
Auntie KATHARINA MAGIERA
First Niece ANNA NECKHAMES
Second Niece JULIA STUART
Bob Boles AJ GLUECKERT
Captain Balstrode NICHOLAS BROWNLEE
Auntie KATHARINA MAGIERA
First Niece ANNA NECKHAMES
Second Niece JULIA STUART
Bob Boles AJ GLUECKERT
Swallow THOMAS FAULKNER
Mrs. Sedley JUDITA NAGYOVÁ
Rev. Adams MICHAEL MCCOWN
Ned Keene JARRETT PORTNER
Hobson MORGAN-ANDREW KING
A Lawyer RAMTIN PHILIPPE JACQ
A Lawyer RAMTIN PHILIPPE JACQ
Chor, Extrachor und Statisterie der Oper Frankfurt
Frankfurt Opern- und Museumsorchester
Direttore Thomas Guggeis
Maestro del Coro Àlvaro Corral Matute
Regia Keith Warner
Drammaturgia Norbert Abels
Scene Ashley Martin-Davis
Costumi Jon Morrell
Luci Olaf Winter
Direttore della ripresa scenica Axel Weidauer
Allestimento della stagione 2017/18
Frankfurt, 6 settembre 2025
I teatri tedeschi non hanno una vera e propria serata inaugurale, ma iniziano le stagioni con alcune riprese dei titoli di repertorio. L’Oper Frankfurt ripropone in questi giorni il pregevole allestimento di Peter Grimes ideato nel 2017 da Keith Warner, regista inglese conosciuto soprattutto per le sue produzioni wagneriane rappresentate anche a Bayreuth. Un’ottima regia, basata su scene composte da pochi e scarni elementi, con il coro spesso collocato immobile sullo sfondo nello stile della tragedia greca, giochi di luce
molto ben calcolati ed efficaci e uno stile di recitazione sobrio e composto. Una messinscena che segue fedelmente le situazioni drammaturgiche e le atmosfere del testo di Montagu Slater musicato da Britten e che anche dopo otto anni dalle prime recite si dimostra ancora perfettamente valida. L’atmosfera del villaggio di pescatori è chiaramente definita nella sua austerità e diffidenza verso tutto ciò che sembra estraneo o nuovo, i costumi contribuiscono a inquadrare gli eventi in una realtà molto chiara e precisa. La musica del capolavoro di Britten, con i suoi accenti di drammaticità straziante ed
esasperata, ha trovato una perfetta realizzazione sotto la direzione di Thomas Guggeis. Il giovane Generalmusikdirektor del teatro di Frankfurt ha realizzato una direzione di grande intensità espressiva, scrupolosa nel rendere tutte le finezze della scrittura orchestrale, coadiuvato dalla splendida prestazione dell’Opern- und Museumsorchester che come sempre ha suonato da complesso di alta classe per compattezza e qualità di suono. L’interpretazione di Guggeis era assolutamente esemplare per capacità evocativa, bellezza di tinte e sottolineatura del tessuto armonico. Splendida la luminosità che il trentaduenne talento bavarese è riuscito a
conferire alla melodia intonata dai flauti e dai violini nel primo Interludio, così come il raffinato gioco di luci e ombre nell’ introduzione al primo atto, la perfetta sottolineatura dell’atmosfera angosciosa nel prologo del terzo con la citazione quasi letterale dal Wozzeck di Alban Berg magnificamente evidenziata e il tono di intensa drammaticità conferito dalla bacchetta alla scena della tempesta. Di ottimo livello complessivo era anche la prestazione della compagnia di canto. Il tenore inglese Allan Clayton è considerato il miglior interprete odierno del ruolo di Peter Grimes, da lui cantato nei maggiori teatri del mondo. Il suo fraseggio intenso, perfetto nel rendere la rabbia, la disperazione e l’angoscia del protagonista, rendeva alla perfezione tutti gli aspetti del ruolo e culminava in una scena della pazzia che appariva davvero toccante nella sua tragicità carica di strazio e senso di vergogna. Il trentanovenne soprano bavarese Magdalena Hinterdobler, che all’Oper Frankfurt io avevo già ascoltato come eccellente Eva nei Meistersinger, ha reso molto bene il carattere materno e protettivo di Ellen, la maestra vedova che è l’unica a difendere Grimes nel villaggio, con un fraseggio ricco di calore e umanità. Nicholas Brownlee, basso-baritono statunitense che si sta rapidamente affermando come artista emergente a livello internazionale, ha raffigurato efficacemente il personaggio del Capitano Balstrode, mettendo in mostra una voce solida e di bel colore, impeccabilmente gestita a livello tecnico. Assai ben riuscita era anche la caratterizzazione del personaggio di Auntie, la padrona dell’osteria, da parte del mezzosoprano Katharina Magiera, come quelle di tutti gli altri interpreti dei ruoli di fianco. Teatro gremito e successo vivissimo per uno spettacolo di livello davvero pregevole. Foto Barbara Aumueller
molto ben calcolati ed efficaci e uno stile di recitazione sobrio e composto. Una messinscena che segue fedelmente le situazioni drammaturgiche e le atmosfere del testo di Montagu Slater musicato da Britten e che anche dopo otto anni dalle prime recite si dimostra ancora perfettamente valida. L’atmosfera del villaggio di pescatori è chiaramente definita nella sua austerità e diffidenza verso tutto ciò che sembra estraneo o nuovo, i costumi contribuiscono a inquadrare gli eventi in una realtà molto chiara e precisa. La musica del capolavoro di Britten, con i suoi accenti di drammaticità straziante ed
esasperata, ha trovato una perfetta realizzazione sotto la direzione di Thomas Guggeis. Il giovane Generalmusikdirektor del teatro di Frankfurt ha realizzato una direzione di grande intensità espressiva, scrupolosa nel rendere tutte le finezze della scrittura orchestrale, coadiuvato dalla splendida prestazione dell’Opern- und Museumsorchester che come sempre ha suonato da complesso di alta classe per compattezza e qualità di suono. L’interpretazione di Guggeis era assolutamente esemplare per capacità evocativa, bellezza di tinte e sottolineatura del tessuto armonico. Splendida la luminosità che il trentaduenne talento bavarese è riuscito a
conferire alla melodia intonata dai flauti e dai violini nel primo Interludio, così come il raffinato gioco di luci e ombre nell’ introduzione al primo atto, la perfetta sottolineatura dell’atmosfera angosciosa nel prologo del terzo con la citazione quasi letterale dal Wozzeck di Alban Berg magnificamente evidenziata e il tono di intensa drammaticità conferito dalla bacchetta alla scena della tempesta. Di ottimo livello complessivo era anche la prestazione della compagnia di canto. Il tenore inglese Allan Clayton è considerato il miglior interprete odierno del ruolo di Peter Grimes, da lui cantato nei maggiori teatri del mondo. Il suo fraseggio intenso, perfetto nel rendere la rabbia, la disperazione e l’angoscia del protagonista, rendeva alla perfezione tutti gli aspetti del ruolo e culminava in una scena della pazzia che appariva davvero toccante nella sua tragicità carica di strazio e senso di vergogna. Il trentanovenne soprano bavarese Magdalena Hinterdobler, che all’Oper Frankfurt io avevo già ascoltato come eccellente Eva nei Meistersinger, ha reso molto bene il carattere materno e protettivo di Ellen, la maestra vedova che è l’unica a difendere Grimes nel villaggio, con un fraseggio ricco di calore e umanità. Nicholas Brownlee, basso-baritono statunitense che si sta rapidamente affermando come artista emergente a livello internazionale, ha raffigurato efficacemente il personaggio del Capitano Balstrode, mettendo in mostra una voce solida e di bel colore, impeccabilmente gestita a livello tecnico. Assai ben riuscita era anche la caratterizzazione del personaggio di Auntie, la padrona dell’osteria, da parte del mezzosoprano Katharina Magiera, come quelle di tutti gli altri interpreti dei ruoli di fianco. Teatro gremito e successo vivissimo per uno spettacolo di livello davvero pregevole. Foto Barbara Aumueller