Roma, Teatro dell’Opera
OPENING ROMAEUROPA FESTIVAL 2025 CON TEATRO DELL’OPERA DI ROMA
Ballet Nacional de España
“AFANADOR”
Coreografia Marcos Morau
Progetto speciale nell’ambito dei 160 anni delle relazioni diplomatiche Italia – Spagna
Con il sostegno al REF di Ambasciata di Spagna, Instituto Cervantes e Banca Ifis
È stata presentata ieri presso la Residenza dell’Ambasciata di Spagna al Gianicolo l’apertura del 40esimo Romaeuropa Festival. A inaugurarlo sarà questa sera 4 settembre lo spettacolo Afanador del coreografo Marcos Morau, un progetto speciale iniziato un anno e mezzo fa per celebrare i 160 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Spagna e che ha ricevuto il sostegno dell’Ambasciata di Spagna, dell’Instituto Cervantes e di Banca Ifis. Dopo il successo dell’anno scorso dell’Aterballetto con Notte Morricone, quest’anno protagonista dello spettacolo di Morau il 4 e il 5 settembre è il Ballet Nacional de España, diretto da Rubén Olmo, la compagnia pubblica di riferimento per la danza spagnola sin dalla sua fondazione nel 1978 con Antonio Gades come primo direttore. L’ispirazione deriva dal fotografo colombiano Ruvén Afanador noto per la sua visione onirica delle stelle del flamenco. «Quando ho iniziato ad allestire questo spettacolo, ispirato e affascinato dai libri di Afanador “Ángel Gitano” e “Mil Besos”, sapevo che non sarebbe stato un semplice tentativo di imitare la bellezza in essi contenuta poiché le magistrali sessioni fotografiche dell’artista in Andalusia sono irripetibili. Sarebbe impossibile ricreare quell’alchimia tra il fotografo e i personaggi di grande carisma che ha ritratto. “Afanador” osserva il flamenco attraverso una lente deformante, una lente fatta di sogni, desideri e ricordi. Il suo sguardo surrealista è molto simile allo sguardo sul mondo che si è sviluppato nel lavoro di questi anni con la mia compagnia, La Veronal: uno sguardo che cerca di non rappresentare il mondo esistente, ma di inventarne di nuovi» spiega Marcos Morau. Sede dell’evento d’apertura del Festival è anche quest’anno il Teatro dell’Opera di Roma, una collaborazione che come ha specificato il sovrintendente Francesco Giambrone non è strumentale, ma nasce da una comunanza di visioni. Diverse saranno però le istituzioni coinvolte lungo il corso dell’intera programmazione, tra cui l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, la Fondazione Teatro di Roma, l’Accademia Tedesca di Roma – Villa Massimo, Villa Medici – Accademia di Francia a Roma, l’Azienda Speciale Palaexpo – Mattatoio, la Fondazione Cinema per Roma, il Maxxi – Museo delle arti del XXI secolo, la Fondazione Musica per Roma, l’Auditorium Conciliazione, il Teatro Vascello, il Teatro Brancaccio, Short Teatre. Ciò che contraddistingue il REF è l’attenzione alla pluralità dei linguaggi, la dimensione del dialogo, la condivisione dell’immaginazione, la libertà artistica, valori che anche quest’anno vengono riaffermati. Il Festival come ricorda il Presidente della Fondazione Romaeuropa Guido Fabiani è nato nel 1986 come un’utopia, con l’entusiasmo di chi credeva che la cultura potesse cambiare la realtà. Da sempre si è segnalato per la ricerca dell’eccellenza e per l’apertura alla sperimentazione. Oggi come afferma il Direttore Generale e Artistico della Fondazione Romaeuropa Fabrizio Grifasi la sua politica culturale non teme l’assunzione del rischio di ben 110 spettacoli per 250 repliche, ospitando artisti di tutto il mondo e sostenendo la giovane creatività. Fondamentale il rapporto con il pubblico, che già l’anno scorso ha risposto con oltre 60.000 presenze e quest’anno riparte con 20.000 biglietti già venduti. Il Festival, del resto, non trascura l’attenzione alle famiglie: la sezione REF Kids & Family dedica all’infanzia i linguaggi di musica, teatro e circo, nonché un playground ad accesso gratuito. La grande novità di quest’anno è ULTRA REF che al Mattatoio di Testaccio rafforza la propensione del Festival per l’innovazione grazie alla sezione musica ULTRA CLUB a cura di Matteo Antonaci, Giulia Di Giovanni e Federica Patti ed ai Dancing Days a cura di Francesca Manica in rete con Aerowaves. Un festival che riconferma l’importanza di Roma come capitale europea, che sa mettere in connessione tradizione e modernità, e che è senz’altro glocal come ama definirlo l’Assessore alla Cultura, alle Pari Opportunità, alle Politiche Giovanili della Famiglia, al Servizio Civile della Regione Lazio Simona Renata Baldassarre. All’interno di questa cornice, lo spettacolo Afanador si presenta come “un gioco di trasmissioni”. Morau è stato un fotografo prima di dedicarsi alla coreografia. Il fotografo Afanador ama invece confrontarsi con il linguaggio del flamenco. Attraverso lo sguardo del fotografo e la regia del coreografo la danza spagnola si pone a servizio del creato, a servizio della comunità. C’è da dire però che in Italia Morau si sente a casa e con il Festival ha in comune l’età. Non resta che sperare di progredire insieme. Qui per tutte le informazioni.
Roma, Teatro dell’Opera: “Afanador” 4-5 settembre 2025