Firenze, Teatro Goldoni – Stagione d’Opera 2025 del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino
“IL CIRO”
Opera in tre atti su Libretto di Pietro Ottoboni
Musica di Alessandro Scarlatti
Astiage MARGHERITA MARIA SALA
Arpago GIUSEPPE VALENTINO BUZZA
Mitridate CHRISTIAN SENN
Erenia ANITA GIOVANNA ROSATI
Ciro DENNIS ORELLANA
Arsace RÉMY BRÈS FEUILLET
Sandane MATHILDE LEGRAND
Orchestra Barocca Academia Montis Regalis
Direttrice Chiara Cattani
Regia Maria Paola Viano
Scene Darko Petrovic
Costumi Giovanna Fiorentini
Realizzazione fondali Piet Hoevenaars Sign Industries
Firenze, 10 ottobre 2025
Dall’inatteso annuncio di fine luglio c’era grande interesse per la prima de “Il Ciro”, opera in cartellone al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino in coproduzione con la Fondazione Academia Montis Regalis di Mondovì. Il dramma, scritto dal cardinale e mecenate Pietro Ottoboni e musicato dal celebre compositore della Scuola napoletana Alessandro Scarlatti, non era mai stato rappresentato in tempi moderni dalla prima esecuzione del 1712 al Teatro del Palazzo della Cancelleria di Roma. Lo
spettacolo viene messo in scena presso lo storico Teatro Goldoni in zona Oltrarno, già scelto in passato come location ideale per titoli di nicchia. L’edizione critica, curata dal prof. Nicola Badolato dell’Università di Bologna sulla base del manoscritto autografo conservato nella Biblioteca del Conservatoire Royal de Musique di Bruxelles, nasce da un progetto di ricerca sul Barocco ed è stata pubblicata nel 2017 dall’Istituto Italiano per la Storia della Musica. L’importanza della produzione è testimoniata anche dalla ripresa di Sky Classica HD: l’opera, arricchita da un documentario girato per l’occasione, sarà trasmessa fra il 24 e 25 ottobre, in occasione del trecentesimo anniversario della morte di Scarlatti avvenuta a Napoli nel 1725. L’opera in tre atti, che si apre con una sinfonia in tre movimenti, è caratterizzata da una successione di recitativi, arie, duetti, cori e balli. Al centro della trama, di ambientazione arcadica e di duplice carattere politico e amoroso, c’è l’agnizione di Ciro, erede al trono usurpato dallo zio antagonista Astiage re di
Media, nell’innocente pastore Elcino (si noti la voluta somiglianza fonetica tra “il Ciro” ed “Elcino”). Quest’ultimo, dopo essere stato abbandonato dal padre Cambise, era stato cresciuto dal pastore Mitridate insieme alla figlia Erenia. Il crudele Astiage si mostra spietato anche nei confronti del capitano Arpago, a cui fa bere con l’inganno il sangue del proprio figlio. Ciro assume così il potere e ridà splendore al regno di Persia, affermando il trionfo della verità. Superati gli ostacoli imbastiti da Erenia a sua volta attratta dal nobile Arsace, Ciro si unisce infine all’amata Sandane. La regista Maria Paola Viano, a partire da un lavoro minuzioso di re-editing e tagli del testo delle arie e dei recitativi, sceglie l’espediente del metateatro: in un paese in cui l’opera lirica è proibita, un gruppo di giovani commedianti, che ha Elcino
come capocomico, si impegna a realizzare il sogno comune di rappresentare segretamente il mito stesso di Ciro, districandosi tra un leggio con gli spartiti e i pochi oggetti di scena. Oltre al teatro nel teatro si aggiunge anche l’universo parallelo di un percorso di iniziazione, cioè dopo il superamento di diverse peripezie, grazie alla conoscenza e alla resilienza, i personaggi compiono un percorso di formazione che li conduce all’agognato lieto fine. I bei fondali dello spettacolo sono stati realizzati sulla base dei disegni originali dell’architetto dell’epoca Filippo Juvarra e contribuiscono a contestualizzare e rendere affascinante la scenografia curata da Darko Petrovic. I costumi di Giovanna Fiorentini sono coerenti con la lettura registica e fondono scelte tradizionali e innovative: all’apertura del sipario restiamo per esempio colpiti dall’abbigliamento sgargiante del personaggio eponimo, che indossa scarponcini con lacci arancione, maglietta azzurra con un simbolo rosso e giallo che richiama quella di Superman (una C anziché la S), gilet di stile orientale e cappellino con tesa rivolta all’indietro. La Maestra concertatrice al cembalo e direttrice Chiara Cattani ha guidato sapientemente l’Orchestra barocca Academia Montis Regalis costituita da diciotto validissimi musicisti, affiatati e maturi nonostante la giovane età della maggior parte di loro. La direttrice
ha confermato grande competenza nello stacco dei tempi e nella gestione delle dinamiche, suonando anche egregiamente il cembalo e infondendo un carattere adeguato sia ai recitativi che ai numeri musicali. A Roma all’epoca il divieto papale non permetteva alle donne di esibirsi, pertanto anche i ruoli femminili erano interpretati da voci maschili, in particolare dai castrati. Il cast della prima rappresentazione disponeva fra gli altri del soprano fiorentino Innocenzo Baldini (Ciro) e del famoso contralto “il Senesino” (Arsace). Oggigiorno si ricorre invece ai controtenori, sopranisti o contraltisti: Dennis Orellana (Ciro) dà prova della sua pulita e lucente vocalità, unita a una pregevole musicalità e a una efficace recitazione; anche Rémy Brès Feuillet (Arsace) è dotato di un timbro seducente e di una valida padronanza tecnica. Il contralto Margherita Maria Sala (Astiage) fornisce un’ottima prova
vocale e scenica nel ruolo antagonistico en travesti, sapendo risaltare anche nel registro grave e dando sempre senso alla parola cantata. Si sono mostrati validi e appropriati sia il tenore Giuseppe Valentino Buzza (Arpago) dal timbro caldo e pastoso, che il baritono Christian Senn (Mitridate) dalla voce ben calibrata e risonante al servizio di un accurato fraseggio. Sono da evidenziare anche le performance del soprano Anita Giovanna Rosati (Erenia) e del mezzosoprano Mathilde Legrand (Sandane), entrambe convincenti per le loro vocalità interessanti e la bella presenza scenica. Tutti e sette i cantanti, coesi fra loro nel ridare vita a quest’opera, hanno affrontato consapevolmente le proprie parti, mostrando perizia tecnica nelle agilità e nei passaggi virtuosistici. Al termine della prima, il pubblico ha applaudito calorosamente il cast vocale (soprattutto Margherita Maria Sala, Christian Senn e Rémy Brès Feuillet) e la direttrice Chiara Cattani con la sua Orchestra barocca, mostrando apprezzamenti unanimi anche per la regia e l’allestimento. Un bel successo per il repertorio barocco, che il Teatro del Maggio e il Sovrintendente Carlo Fuortes presente in sala hanno dimostrato ancora una volta di avere a cuore.