Bergamo, Teatro Sociale, Donizetti Opera 2025
“IL CAMPANELLO”
Farsa per musica in un atto su libretto di Gaetano Donizetti con recitativi di Salvatore Cammarano
Musica di Gaetano Donizetti
Serafina LUCREZIA TACCHI
Madama Rosa ELEONORA DE PREZ
Don Annibale Pistacchio PIERPAOLO MARTELLA
Enrico FRANCESCO BOSSI
Spiridione GIOVANNI DRAGANO
“DEUX HOMMES ET UN FEMME”
Opéra-Comique in un atto di Gustave Vaëz
Musica di Gaetano Donizetti
Rita CRISTINA DE CAROLIS
Pepé CRISTÒBAL CAMPOS MARÍN
Gasparo ALESSANDRO CORBELLI
Orchestra Gli Originali
Coro dell’Accademia del Teatro alla Scala
Direttore Enrico Pagano
Maestro del coro Salvo Sgrò
Regia Stefania Bonfadelli
Scene Serena Rocco
Costumi Valeria Donata Bettella
Luci Fiammetta Baldiserri
“THE DONIZETTI BRUNCH”*
Progetto Donizetti Songs in collaborazione con Opera Rara
Soprani LUCREZIA TACCHI, CRISTINA DE GRANDIS
Mezzosoprano ELEONORA DE PREZ
Tenore CRISTÒBAL CAMPOS MARÍN
Bassi PIERPAOLO MARTELLA e FRANCESCO BOSSI
Pianoforte Giulio Zappa
Bergamo, 15* e 16 novembre 2025
Le perplessità della prima si sciolgono nel più sincero divertimento la serata successiva, dove lo spettacolo forse meno atteso si è rivelato un piccolo gioiello. Stefania Bonfadelli riesce nell’idea di creare una forte continuità tra i due atti unici con uno spettacolo intelligente e di grande sensibilità. La scena mostra il fronte di una strada – cronologicamente siamo negli anni 50-60 del Novecento – su cui si aprono fianco a fianco l’albergo di Rita e la farmacia di Don Annibale. Gli spazi
sono vissuti dai personaggi di entrambe le opere creando uno stretto gioco di intrecci. Il matrimonio tra Don Annibale e Serafina si festeggia nell’albergo di Rita, Spiridione alterna il lavoro di garzone in farmacia a quello di barista e mentre parte Gasparo torna a casa Don Annibale trovando la moglie fuggita con Enrico. Uno spettacolo tecnicamente semplice ma realizzato benissimo, recitato in modo impeccabile e trionfalmente accolto dal pubblico. I cantanti sono nella quasi totalità i ragazzi della Bottega Donizetti, quest’anno di qualità particolarmente alta, posti sotto l’ala protettrice di Alessandro Corbelli. Quest’ultimo ripropone il suo inimitabile Gasparo. La voce ha ancora una fermezza impressionante, il francese è superiore a quello di tanti madre lingua ed è inutile ribadire le qualità di interprete e di attore. Siamo di fronte a uno dei massimi artisti del teatro lirico di ogni tempo e gli anni sembra non passare. Corbelli però non è solo questo, è soprattutto una guida per i giovani. Nel loro modo di cantare, di porgere, di recitare la sua mano è facilmente riconoscibile. Deliziosi i due soprani. Lucrezia Tacchi, appena diciannovenne, è
una Serafina dal timbro cristallino e dell’emissione morbida e delicata, gli acuti sono facili, il controllo sul fiato impeccabile e considerando la giovanissima età è una ragazza da seguire con molta attenzione. Cristiana De Carolis è una Rita musicalissima, di bel colore e già capace di cogliere tutte le sfumature del personaggio. Lascia a bocca aperta Cristóbal Campos Marín (Pepé). Voce bellissima, luminosa ma non esangue, acuti facilissimi. Se non si perde può essere uno dei tenori donizettiani di punta nel prossimo futuro. La fisicità è imponente ma si muove con la leggerezza di un ballerino e sprizza simpatia da ogni gesto. Francesco Bossi è un Enrico di bel timbro e notevole presenza scenica. I sillabati della ricetta sono sciorinati con naturalezza – e qui la lezione di Corbelli era più che evidente – forse la proiezione del suono tende a richiedere qualche aggiustamento ma anche nel suo caso le promesse sono assai interessanti. Molto buona – pur in
una parte abbastanza ingrata – la prova di Pierpaolo Martella come Don Annibale. Enrico Pagano dirige con mano sicura e grande vivacità. Si scontra con l’acustica sorda del Teatro Sociale e con un’orchestra – Gli Originali – che resta un esperimento interessante ma mai pienamente compiuto. Ottimo invece il Coro dell’Accademia Teatro alla Scala che non solo canta assai bene ma diventa – grazie alla regia della Bonfadelli – un autentico personaggio. La regista non usa il coro come massa ma dona una propria precisa identità a ogni corista coinvolgendolo nel gioco teatrale con grande efficacia. Ovazioni per Corbelli ma successo sincero per tutti dopo una serata di autentica spensieratezza. Il mattino seguente gli stessi cantanti sono stati protagonisti di un concerto – molto ricco come programma – dedicata alla produzione da camera donizettiana sotto l’egida di Opera Rara rappresentata in sala da Roger Parker. Vera rivelazione del concerto è stata il mezzosoprano milanese Eleonora de Prez. Scarsamente valorizzata la sera precedente nei panni di
Madama Rosa trova qui l’occasione per brillare. La voce è davvero bello, ricca, calda, controllata in modo impeccabile. Musicalmente raffinata, sul piano espressivo mostra già una maturità non indifferente. Passa con disinvoltura dall’ironia salottiera di “La Prière à Sainte Catherine” all’intensità del bellissimo duetto “Voici le jour qui va paraître” che sembra quasi una pagina di “La favorite”. Non stupirebbe vederla in breve su palcoscenici anche importanti viste le qualità di cui è in possesso e di una presenza scenica non certo trascurabile. Marin è già un Fernard in potenza nel già citato duetto con la De Prez e canta con grande intensità “L’aube naît et ta porte est close!” su testo di Victor Hugo. Bossi e Martella – che finalmente può far valere pienamente le sue doti di cantante – giocano tra loro e con l’opera della sera prima. “Il mio grido io getto ai venti” in cui un marito cerca la moglie scomparsa potrebbe essere perfetto per Don Annibale mentre il gioco delle parti si rovescia in “Sull’onda cheta e bruna” con Martella nei panni del corteggiatore e Bossi in quelli del marito disturbato. I due soprani fanno a gara di bravura e freschezza nei loro brani e duettano in modo squisito in “Si soffre una tiranna”. Tutti non si limitano a cantare ma anche qui danno vita a un gioco scenico spigliato e coinvolgente. Giulio Zappa accompagna con rigore ma senza pesantezza unendo impeccabile senso stilistico e gioia del fare musica. Photo Studio U.V.
Bergamo, Donizetti Opera 2025: “Il campanello” – “Deux hommes et un femme”