Carlo Alessandro Landini (1954): Sonate per pianoforte n. 1 e n. 2

Carlo Alessandro Landini (1954): Sonata per pianoforte n. 1; Sonata per pianoforte n. 2. Carlo Levi Minzi (pianoforte). Registrazione: Salle Debussy-Ravel, Parigi, giugno 1981 (CD 1); Studio Iktius, Milano, Novembre 1997 (CD 2). T. Time: 74′ (CD 1); 74′ 20″ (CD 2). 2 CD Tactus TB951290
Compositore milanese, Carlo Alessandro Landini, che ha avuto tra i suoi insegnanti al Conservatorio del capoluogo lombardo Piero Rattalino per il pianoforte e Bruno Bettinelli per la composizione, è l’unico italiano ad aver vinto il primo premio nel 2007 nel prestigioso concorso Lutoslavski di Varsavia. Notevole è la sua produzione all’interno della quale spiccano lavori per orchestra, per organici da camera e per pianoforte, per il quale ha composto ben 8 sonate, delle quali l’ultima risale al 2021. Caratteristica della musica di Landini è la ricerca della bellezza del suono che si esercita in partiture di notevole lunghezza che, tuttavia, proprio a causa delle loro vaste proporzioni, possono risultare pesanti. Questo stile è evidente anche nelle due Sonate n. 1 e  n. 2, composte, rispettivamente nel 1981 e nel 1994, che costituiscono il programma di questo doppio album pubblicato dall’etichetta Tactus. Nella prima Sonata emerge la poetica di Landini, che risulta alquanto originale, soprattutto, se posta a confronto con le ricerche musicali contemporanee, dal momento che il compositore, come affermato da Massimo Venuti, nell’interessante Booklet, “va alla ricerca delle fonti: attraverso la catena degli armonici dei registri acuti essa ci conduce, lentamente, verso i suoni fondamentali e i loro rapporti arcaici – quarta e quinta – a evidenziare, in un fluire lento e maestoso, indifferente ai Tempi e dissolvente il divenire in sé, l’origine naturale e divina a un tempo della musica”. Composta 13 anni dopo, la Seconda sonata, che,  invece, sembra più una toccata che una sonata, inizia con un suono ribattuto e presenta una struttura estremamente coesa che, come affermato da Francesco Leprimo, sempre nel Booklet del CD, “si potrebbe configurare come una grande variazione su un unico accordo di “sesta eccedente”, ossessiva fino al misticismo, come ispirata da un credo profondo nelle leggi di Rameau e nell’immutabilità dei cicli naturali”. Ottima l’esecuzione da parte di Carlo Levi Minzi il quale, in lavori così complessi e di vaste proporzioni (entrambe le sonate sono in un unico movimento della durata di 75 minuti circa), riesce a trovare sempre un bel suono che è il frutto di una ricerca certosina, di un tocco veramente espressivo e di una solida tecnica.